Utente 327XXX
L'anno scorso ho eseguito in palestra regolari allenamenti intensi con lo squat, per circa quattro mesi. Nella fase di massima flessione, quando avevo le cosce parallele al suolo, avevo sempre la sensazione che il peso si spostasse d'un tratto all'interno delle anche. Devo aggiungere che ho sempre avuto una certa difficoltà a piegarmi fino ad avere le cosce parallele al suolo e che era il carico stesso, spingendomi, ad aiutarmi a raggiungere quella posizione. Ho una leggera scoliosi, non sono molto flessibile (non riesco a toccarmi le punte dei piedi) e sono molto alto con un' ossatura esile e gli arti lunghi. Dopo alcuni mesi di allenamento ho iniziato ad avere difficoltà a piegarmi durante lo squat, come se avessi gradualmente perso la flessibilità. Ho anche iniziato ad avere un forte dolore ad entrambe le anche (più acuto a sinistra); precisamente, per indicare il punto esatto, partendo dall'inguine, spostandosi verso l'esterno, nel primo punto "solido". Per esprimermi meglio, osservando una mappa del corpo umano, questo punto corrisponde all'incirca a quello in cui si trovano psoas e pettineo. Il dolore ha fasi più o meno acute. A volte si manifesta anche mentre cammino, nella gamba che si trova indietro. Se mi accovaccio e cerco di avvicinare le ginocchia, avverto lo stesso dolore. Inoltre, da allora mi "scoccano" le anche quando mi alzo al mattino e a volte, se muovo la gamba, ho la sensazione che qualcosa (come dei muscoli o nervi) si "strofini" all'interno dell'anca. Se corro a lungo dopo un periodo di sedentarietà, il giorno successivo può capitare che si ravvivi il dolore (l'ultima volta avevo, nel giorno successivo alla corsa, anche solo alzando il ginocchio sinistro). Per descrivere meglio il sintomo, se ho le gambe leggermente divaricate e ruoto il torso verso destra, ho lo stesso dolore, sempre all'anca sinistra.
Mi preoccupa il fatto che non mi sia passato dopo più di un anno dalla sospensione dello squat, che per altro non mi ha mai causato dolore durante l'esecuzione dell'esercizio. Grazie mille per l'attenzione.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Grosso
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La storia clinica che ha riportato noché la sintomatologia che descrive è sufficiente ad identificare la sede dove bisogna indagare ma non altrettanto per stabilire una diagnosi.
La sensazione di "scatto" potrebbe far pensare ad un "anca a scatto" ma bisogna confermarlo bene con una visita clinica e le indagini opportune.
Il mio consiglio è di richiedere ed effettuare una consulenza dallo specialista in modo che prescriva tutte le indagini opportune al fine di giungere alla diagnosi definitiva e, quindi, alla terapia adeguata.
Auguri
[#2] dopo  
Utente 327XXX

Iscritto dal 2013
Grazie dell' interessamento Dottore, farò una visita.
Cordiali saluti