Utente 173XXX
Salve a tutti i medici dello staff e come sempre grazie per il prezioso contributo che offrite!

2 anni fa (settembre 2012) ho subito una ricostruzione combinata del LCA e LCP del ginocchio sinistro con allograft (mi sono stati trapiantati, da quanto ho letto poi sulla cartella clinica dell'intervento,. due tendini tibiali di due persone defunte, una donna di 48 anni e un uomo di 55) che Dio le benedica per il bel gesto che hanno scelto...il ginocchio mio ora sta piu che bene, forse è rimasto un certo deficit muscolare, nonostante abbia fatto fisioterapia per 6 mesi 3 volte a settimana e tuttora in palestra, compatibilmente con gli impegni lavorativi, cerco di recarmi almeno due volte a settimana...ma nn ci faccio caso, tanto non ho esigenze sportive di alto livello, le gambe le "uso" solo per camminare.... Mi sovvenivano giusto un paio di dubbi, che vorrei condividere con voi.

1) il fatto che l'età dei miei "donatori" sia differente dalla mia (ho 33 anni) potrebbe comportare qualche problema a lunga durata? cioè tipo che a 50 anni avrò dei tendini che fungono da legamenti, piu "vissuti" della mia età anagrafica, con qualche problemùa funzionale, ecc?

2) mi è sempre stato detto che il trapianto tendineo, a differenza di quello organico, non dà rigetto... e infatti non mi hanno mai fatto fare una terapia anti rigetto... tuttavia, ad esempio, posso, come facevo prima dell'operazione, prendere degli immunostimolanti tipo la propoli, per prevenire l'influenza? o è rischioso per i tendini trapiantati?

3) è vero che, seppur remota, ci sia la possibilità che a distanza di anni, il corpo potrebbe "attaccare" e "mangiare" i legamenti trapiantati da donatore, vanificando quindi la buona riuscita dell'operazione sostenuta anni prima?

Grazie se mi vorrete rispondere. Buona giornata e buon lavoro a tutti!
[#1] dopo  
Dr. Silvio Boer
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1) No , l'età anagrafica non influenza in nessun modo sulla buona riuscita e sulla durata del trapianto medesimo.
2) nessun problema per l'uso di "immunostimolanti"
3) non esistono assolutamente casi documentati di riassorbimento dei neolegamenti trapiantati. Si ritenga fortunato ad avere ottenuto il trapianto con 2 allograft, in quanto la cronica carenza di donatori determina tempi di attesa lunghi e a volte improponibili anche per un solo legamento . Cari saluti, Dr.Silvio BOER
[#2] dopo  
Utente 173XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio, caro dott Silvio per la risposta. In effetti posso dire ce, a fronte di una grande paura pre operatoria (pensi che mi "spaccai" nel 2007 e per 5 anni ho convissuto col ginocchio rotto, con conseguenti problemi di instabilità e dolore cronico), dall'operazione in poi è andato tutto bene. Sapevo della difficoltà di reperire tendini da donatore, però mi è andata bene in quanto ho dovuto aspettare solo 6 mesi e m è stato detto anche che i tendini tibiali (improponibili da prelevare come trapianto autologo se non erro, in quanto necessari al funzionmento della tibia) sono belli spessi e resistenti, diciamo tessuti di buona qualità.

A me fu spiegato, e di questo posso chiedere conferma a Lei, che gli allograft, col tempo, vengono in qualche modo "colonizzati" dalle cellule staminali del ricevente (cioè le mie cellule staminali) e quindi, in qualche modo, integrati a far parte del nuovo corpo umano in cui andranno ad operare...sul perche della differenza "rigetto" - "non rigetto" tra tendini e organi, non l'ho mai capito... Di sicuro è stata un'esperienza che mi ha fatto diventare anche a me un donatore, infatti sono ben felice di essere iscritto all'AIDO e di poter restituire il favore ad altre persone quando non ci sarò piu.

Colgo l'occasione per rinnovarLe i miei piu cari saluti e auguraLe un sereno Natale e un felice anno nuovo.
[#3] dopo  
Dr. Silvio Boer
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La ringrazio e ricambio gli Auguri; i tendini trapiantati in realtà sono completamente denaturati e quindi a differenza di un trapianto vero e proprio non creano problemi di rigetto o di terapie particolari ed effettivamente vengono ricolonizzati dal neotessuto comportando una vera e propria ricostruzione biologica del legamento. Cari saluti, Dr.Boer Silvio