Utente 244XXX
Gentili dottori,
vi scrivo per avere chiarimenti su una diagnosi: 2 anni fa, sottoponendomi ad un'eco per una lieve dispnea (presumibilmente da stress), vennero evidenziate "iniziale dilatazione della radice aortica (38 mm) e BBdx focale" (il resto tutto nella norma).
La dottoressa che eseguì la visita mi disse che per la mia altezza (182 cm) poteva essere normale una lieve dilatazione, ma oggi ho preferito ripetere l'eco, che per caso è stata fatta sempre dalla stessa dottoressa (non credo ci possano essere quindi errori di misurazione ecografici): questa volta la dilatazione aortica è di 39-40 mm, con invece diametri dell'aorta ascendente (26 mm) e dell'arco (31 mm) normali. Nel referto vengono considerate altre anomalie presumibilmente "minori", come un pattern diastolico da alterato rilasciamento, un'insufficienza fisiologica della tricuspide, una mal valutabile ma apparentemente nei limiti pressione polmonare.
Ho alcune caratteristiche ascrivibili alla Sindrome di Marfan e quindi ho chiesto se sia il caso di fare dei test genetici, e mi è stato risposto affermativamente.
La cosa che però mi preoccupa maggiormente è l'avermi prescritto di astenermi dagli sforzi fisici intensi, specie quelli isometrici: per me è stata una mazzata, sia perchè ho 26 anni e ho sempre fatto sport, considerandolo una vitale valvola di sfogo dallo stress quotidiano, sia perchè sto attraversando un periodo non facile dal punto di vista personale, in cui appunto l'esercizio fisico riveste una parte rilevante nel mio scaricare certe tensioni (sono attualmente in cura antidepressiva con 1 pastiglia/die di citalopram 20mg).
Sentirmi dire, in maniera tra l'altro piuttosto brutale, che non dovrei nemmeno spingere la macchina se questa mi si ferma, mi ha turbato alquanto: posso evitare gli sforzi isometrici da palestra (che non mi piacciono), ma mi è stato sconsigliato pure di andar in bici in salita (non faccio ascese faticosissime, ma mi capita di affrontare dislivelli di 500-700 m con pendenze non eccessive, 5-8%, lavorando però al massimo delle mie forze) e di farmi venire il fiatone e la tachicardia correndo o andando in bici (e non ho ben capito quindi cosa possa fare).
La dottoressa evidentemente non aveva molto tempo da dedicarmi (posso capirla, probabilmente doveva visitare molte persone), quindi non mi ha detto ne' quando dovrei farmi controllare nuovamente, ne' se un aumento di 1 mm l'anno sia molto o poco, ne' cosa intendesse per "astensione dagli sforzi fisici intensi"; quando ho provato a chiedere gentilmente informazioni più dettagliate, mi è stato risposto: "gliel'ho già ripetuto cosa non deve fare, arrivederci".
Mi rivolgo quindi a voi, sperando di aver maggiori chiarimenti sul da farsi, sia nell'ambito sportivo (potrei praticare il nuoto?), sia nelle tempistiche per il prossimo controllo, sia nel capire se sia da eseguire un test genetico.
Grazie, attendo le vostre preziose informazioni.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Sostanzialmente lei riferisce una variazione di 2 mm al max e pertanto non preoccupante essendo nel range di varuiazione legato anche all'errore di misurazione (tolleranza)
Soggetti particolarmente alti hanno spesso diametri di quel tipo.
Per cio che riguarda gli sforzi isometrici questi non fanno bene ad alcun cuore e pertanto andrebbero per quanto possibili evitati.
Arrivederci
[#2] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dottore,
la ringrazio per la sua risposta; personalmente ritenevo anche io non preoccupante la variazione minima ma la cardiologa che ha effettuato l'eco è stata a dir poco brutale nel vietarmi gli sforzi sopracitati.
Mi sono rivolto ad un altro cardiologo, il quale mi ha consigliato di effettuare un angio-Rm dell'aorta toracica e gli esami per la sindrome di Marfan, ma per ora di continuar a praticare sport in maniera normale: magari non scalando lo Stelvio, ma continuando a far bici in salita. Gli sforzi isometrici vedrò invece di evitarli accuratamente.
Grazie e arrivederci
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Nessun animale compie sforzi inutili
Arrivederci
[#4] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Mi sfugge il senso della sua risposta: ho spiegato cosa mi ha detto il cardiologo che ho consultato e che eviterò accuratamente gli sforzi isometrici.
Non è obbligato a rispondere ai post dei pazienti, quindi per favore si astenga dallo scrivere inutili frasi sibilline.
In ogni caso, l'uomo fa diverse cose uniche rispetto agli altri animali, compreso lo scrivere su internet.
Mi stia bene, arrivederci.
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Io mi astengo da fare ciò che voglio, certo non da ciò che desidera lei.
Lei ha chiesto un parere . Lei ha una radice aortica dilatata e gli sforzi non le fanno bene
Che poi le piacciano ed un altro discorso. Ma se lei chiede ...mi fanno bene? La risposta è no.
È vero l uomo fa cose diverse rispetto all animale.
Verissimo.
Mi dica il nome di 10 campioni del mondo di qualsiasi disciplina sportiva campati 90 anni.
Arrivederci
[#6] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Io non pretendo certamente di dirle quel che deve fare, ma non trovo alcuna utilità nella penultima risposta che mi ha dato.
Questo è un forum dove medici e pazienti possono comunicare e scambiarsi informazioni, ma il fatto che io abbia chiesto un consulto non significa che lei debba sentirsi obbligato a rispondere, a maggior ragione in maniera sgarbata e non utile al confronto; sono presenti altri specialisti che possono rispondere, nel caso lei non ritenga interessante o utile farlo.
Non voglio sicuramente portar avanti questa querelle, quindi la ringrazio per la sua ultima risposta, sicuramente più utile ed esaustiva.
Il motivo per cui ho scritto oggi è che ho ricevuto due pareri medici discretamente opposti: da una parte una cardiologa che mi vietava nella maniera più assoluta sforzi fisici intensi, isometrici e non, per un aumento di 1-2 mm del diametro aortico in 2 anni, dall'altro un cardiologo che, pur dicendomi di non fare i grandi passi di montagna e di evitare assolutamente gli sforzi isometrici, mi rassicurava dicendo di far sport senza eccessivi problemi e che prima di fasciarsi la testa e viver "da malato" a 26 anni era il caso di fare qualche analisi più approfondita; ho quindi voluto capire quale potesse esser la via più corretta da seguire.
Sinceramente non vedo perchè debba dirle quale campione sia campato fino a 90 anni, dato che l'aspettativa media di vita per l'uomo in Italia è circa 80 anni e che oltre alla durata dovrebbe contare anche la qualità della vita vissuta (e con ciò non voglio assolutamente dire di voler morire a 40).
Arrivederci

[#7] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Io le ho dato il mio parere dal momento che lei ne aveva chiesto uno, altrimenti non avrebbe scritto un post su questo sito.
La saluto