Utente 179XXX
Preg.mi dottori,
volevo richiedere un rapido consulto in merito ad un intervento chirurgico che ho avuto nello scorso mese di settembre per un ernia addominale incarcerata (intervento d'urgenza) eseguito con tecnica classica con punti di sutura senza apposizione di apposita rete.
Ebbene a tutt'oggi ovvero a distanza di 5 mesi dall'intervento, mi hanno consigliato di continuare a portare una fascia elastica protettiva, al riguardo volevo chiedere se a vostro parere è opportuno continuare ancora ad utilizzarla e per quanto tempo ancora visto che comunque svolgo attività non pesanti.
Grazie anticipatamente

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
in realtà sull'argomento esistono pareri contrastanti.
Per alcuni la elastocompressione svolgerebbe una azione contentiva e protettiva, per altri al contrario potrebbe comportare una perdita di tono delle strutture muscolari ottenendo l'effetto opposto.
Personalmente sono solito utilizzarla solo nei primi giorni con lo scopo di limitare la formazione di ematomi o sieromi negli spazi morti tra i diversi piani della parete addominale e una rete eventualmente posizionata.
[#2] dopo  
Utente 179XXX

Iscritto dal 2010
Preg.mo dott.Piscitelli,
nel ringraziarla per la rapida e cortese risposta volevo chiederle se secondo il suo parere potrei iniziare piano piano ad eliminare la fastidiosa compressione e se magari nelle ore di sonno posso toglierla.
Inoltre ho rispreso da oltre un mese una blanda attività fisica e mi chiedevo se potrei riprendere a fare qualche esercizio specifico addominale per rinforzare la muscolatura.
Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Posso ovviamente proporLe le mie considerazioni, ma sarebbe opportuno e corretto che si confrontasse con il Chirurgo che ha eseguito il trattamento, anche per la possibilità checesistano condizioni specifiche a noi non note.
La compressione è del tutto inutile quando è a letto.
Gli sforzi più intensi vanno evitati almeno per tre mesi.
Esercizi "addominali" assolutamente NO per un lungo periodo, poiché, contrariamente a quanto si crede comunemente, essi mettono sotto stress proprio i punti deboli predisposti alla formazione di ernie.