Utente 378XXX
Salve,
sono un uomo di 40 anni affetto da DE da circa 15 anni.
in passato feci eco (10 anni fa) che dimostrarono la normalità strutturale dei miei organi.
la somministrazione sporadica e occasionale di sildenafil aveva fatto rientrare il problema, secondo l'andrologo di natura psicoemozionale.

stato attuale
luglio 2015 ripresa dell'attività sessuale da tempo interrotta (tanto tempo)
erezioni difficili
esami ematici e valori ormonali nella norma
- somministrazione di tedafil giornaliera 5mg con erezione che avvenivano ma erano difficile da mantenere.
dopo vari aggiustamenti di terapia siamo arrivati a mantenere i 5mg di tedafil giornalieri e l'assunzione occasionale di avanafil
devo precisare che il mio stato emotivo continua a influenzare grandemente le mie "prestazioni" nonostante la terapia.
ora l'erezione si raggiunge con facilità.
tuttavia questa tende ad essere instabile e a mantenersi valida durante la penetrazione solo se il mio pene stimolato in alcune posizioni e ritmi o se mantenuto al di fuori della vagina tramite masturbazione.
il fatto che sia sottoposto a compressione (specialmente a livello del glande) ne fa subito perdere rigidità
preciso di avere una abbondantissima produzione di liquido preseminale al seguito di cui l'erezione tende svanire.
potrebbe trattarsi di un problema di mancato blocco del deflusso?
se cosi fosse quali sono gli intereventi terapeutici da prevedere?
il mio andrologo non me ne ha parlato, ma mi ha parlato di un nuovo farmaco che verra commercializzato a breve che si somministrerà direttamente in uretra..

secondo voi gli esercizi kegel potrebbero essere utili nel mantenere l'erezione?

grazie della vostra attenzione


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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

se esiste un alterato funzionamento dei sistemi venosi cavernosi una valida erezione potrebbe essere ottenuta aumentando l'afflusso arterioso con i classici farmaci 5PDEi. Molto spesso anche con questi farmaci non si ottengono erezioni valide, gratificanti. Bisognerebbe allora pensare all'uso delle PGE1 intracavernose, a mio parere soluzione valida, semplice, che può essere utilizzata anche per tempi lunghi. Gia negli anni '90 si era pensato di usare le PGE1 intrauretrali (MUSE) con scarsi risultati. Il prodotto esiste ancora.
A mio parere se esiste un concreto interesse ad avere una valida erezione la soluzione chirurgica protesica appare la soluzione migliore in assoluto
cari saluti
[#2] dopo  
Utente 378XXX

Iscritto dal 2015
grazie Dottore per la pronta risposta,
quello che mi chiedo anzitutto è se la sintomatologia da me lamentata sia compatibile con un problema di deflusso troppo rapido.
e se la mia abbondante produzione di liquido preseminale possa e come influenzare la qualità ne la tenuta delle mie erezioni, che fino a quando non penetro, o fino a quando non inizia la produzione di liquido sono delle erezioni buone e gratificanti, mentre poi anche la sensibilità sembra venire meno.
il calo di erezione avviene principalòente sul glande.
esistono esami dignostici specifici che possano stabilirlo?


la chirurgia per me rappresenta l'ultima istanza, e preferirei procedere con trattamenti conservativi di ordine farmacologico o riabilitativo se possibile.

l'andrologo mi ha parlato di un farmaco in gel in via uretrale commercializzato per ora nei paesi anglosassoni, Vitaros, che dovrebbe avere un effetto benefico in tal senso. si tratta del MUSE da lei citato?
noto comunque un miglioramento lento e costante con la terapia in atto ad oggi.

le iniezioni intracavernose pge1 sarebbero una terapia praticabile nel tempo?
i costi del farmaco sono molto più elevati rispetto ai normali farmaci per OS?

vi ringrazio ancora per l'attenzione.


[#3] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Aggiungo qualche riflessione a quelle del dr. Pozza.

L'andrologo che l'ha visitata ha dichiarato l'assenza di un'etiologia organica e la presenza di un'etiologia psicogena.

Ha investigato queste cause?
Se si, come?
Ha effettuato una valutazione psico/sessuologica?

Ha effettuato una terapia combinata?

Un d.e così datato, instaura una "memoria corporea disfunzionale" importante ed invalidante che se non de condizionata in terapia, tenderà a ripetersi i modificata nel tempo.

Lei chiede del keghel, senza una diagnosi clinica e senza un clinico che sappia farsi carico dell'aspetto emzoionale, relazionale e psichico correlato al d.e.

La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento e un ‘approccio terapeutico integrato’ al soggetto portatore di un disturbo sessuologico, sarebbe miope ed errato trattare soltanto la sintomatologia, senza la sua cornice psichica, relazionale, emozionale ed affettiva che correla con la sessualità.

Un approccio rivolto esclusivamente al sintomo, risulta orfano di un percorso più completo, capace di regalare emozioni e sensazioni....preziose sulla sua intimità e sessualità

Le allego del materiale da poter consultare ed un canale salute " tutto sul de."

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html
http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1593/Mancanza-d-erezione-
[#4] dopo  
Utente 378XXX

Iscritto dal 2015
La ringrazio Dott. Randone,
effettivamente il mio andrologo ha ipotizzato, e non diagnosticato, una serie di concause per il mio problema, e mi ha consigliato di trattare prima il sintomo attraverso una tp farmacologica per poi eventualmente fare ricorso ad un consulto presso psicoterapeuta.

di mia sponte mi sono comunque sottoposto a psicoterapia presso un suo collega, (non specializzato in sessuologia) in quanto ritengo io stesso che possano coesistere aspetti organici funzionali e psicologici alla base del mio problema.

per inciso le sedute di psicoterapia erano comunque in previsione.

grazie ancora per il vostro interesse.