Utente 815XXX
Ringrazio anticiptamente per il servizio davvero utile che state offrendo e vengo subito al dunque.
Già da qualche anno avevo notato dei piccoli fori posti lungo la linea interglutea, all'estremo superiore, quindi superiormente e distanti dall'ano.
Da questi fori spesso affioravano piccoli ciuffi di peli che potevo estrarre con molta facilità, sembravano quasi senza alcuna connessione on strutture sottocutanee.
Solo ora a distanza di 3-4 anni, è comparso un gonfiore sottocutaneo a forma di noce tastabile che comincia a produrre un leggero fastidio, di poco superiore ai suddetti fori.
La massa sottocutanea è posta medialmente e leggermente spostata a sinistra e, di tanto in tanto posso notare piccole perdite di sangue che si evidenziano come piccole macchie sulla biancheria intima.
Si tratta di cisti pilonidale sacroccigea?
Se urge l'intervento, quale tecnica secondo voi è meno invasiva e con quale posso ottenere una buona guarigione e meno possibilità di recidiva?
La domanda sorge dalla necessità di aver un recupero repentino per poter serenamente condurre i miei studi.
Ringrazio e certo della risposta porgo i miei cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore,
quello che lei descrive sembra proprio essere una cisti pilonidale o sacro-coccigea. Le metodiche di ricostruzione dopo asportazione sono molteplici e prevedono la ricostruzione immediata (sutura diretta e guarigione per prima intenzione) o la tecnica aperta (guarigione per seconda intenzione).
Le due metodiche sono condizionate dall'entità di tessuto da asportare e pertanto la decisione del trattamento spetta solo al chirurgo che affronterà l'intervento.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 815XXX

Iscritto dal 2008
grazie per la repentina risposta.
Se il mio chirurgo dovesse scegliere una modalità di ricostruzione per seconda intenzione, le medicazioni sono veramente molto dolorose?
Ancora per l'anestesia sarà abbastanza una locale?
vorrei evitare la generale per i problemi che potrebbero esserci con il ribaltamento e il tubo endotracheale...
[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore,
le medicazioni per la tecnica open sono "fastidiose" poichè vengono effettuare su tessuto vitale. Con il passare dei giorni tuttavia il tessuto neoformato rende molto più sopportabile il trattamento.
L'anestesia locale è più che sufficiente. In caso di eccessiva ansia è possibile ricorrere ad una blanda sedazione da concordare con l'anestesista.

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 815XXX

Iscritto dal 2008
aggiorno la mia situazione.
Sono stato operato il 26 settembre con tecnica open e ad oggi 4 ottobre pratico delle medicazioni a giorni alterne con sostituzione dello zaffo e lavaggio della ferita con acqua distillata.
Noto però delle perdite di color caffe se non più chiare che lungo la linea interglutea macchiano la biancheria oltrepassando i bendaggi.
Volevo sapere se fosse normale, premetto che non ho febbre.
Grazie
[#5] dopo  
Utente 815XXX

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aggiorno la mia situazione.
Sono stato operato il 26 settembre con tecnica open e ad oggi 4 ottobre pratico delle medicazioni a giorni alterni con sostituzione dello zaffo e lavaggio della ferita con acqua distillata.
Noto però delle perdite di color caffe, se non più chiare, che lungo la linea interglutea macchiano la biancheria oltrepassando i bendaggi.
Volevo sapere se fosse normale, premetto che non ho febbre.
Grazie
[#6] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore,
le secrezioni dopo una medicazione rappresentano la reazione dei tessuti e rientrano nella normalità.

Cordiali saluti