Utente 383XXX
Gentile dott. sono un ragazzo di 26 anni sportivo ed ex fumatore che da sette mesi soffre di disturbi ai quali tuttora non riescono a dare risposta!
Ad ottobre ho iniziato ad avere delle vere e proprie crisi: formicolio agli arti, fortissima eruttazione, giramenti di testa, in tali momenti inizio a sudare freddo soprattutto nella regione delle mani. Nei primi mesi tutto questo era fortemente accompagnato da dolore al petto e palpitazioni. Dopo varie corse in ospedale, dove i dottori mi parlavano di ansia principalmente, ho iniziato ad effettuare delle analisi:
- gastroscopia: risultato presenza debole dell'helicobater pilori e gastrite: anche aver debellato i batterio attraverso una cura antibiotica, i sintomi non sono scomparsi, ma anzi peggiorati, almeno per quanto riguarda la tachicardia;
-analisi tiroide: non hanno evidenziato alcun problema;
-holter dinamico quindi consulenza con cardiologo: lo specialista capisce che il forte dolore al petto durante queste crisi sia dovuto principalmente a un problema di tipo "elettrico", quindi mi consiglia consulto con elettrofisiologo, il quale decide di sottopormi ad uno studio elettrofisiologico. Proprio durante questo studio viene evidenziato il problema "Tachicardia da rientro nodale", quindi eseguita ablazione.
Questo avviene a dicembre, ma ancora a gennaio ritorno a sentirmi male: il disturbo al cuore tuttavia diventa sempre più lieve, quindi l'ellettrofisiologo mi spiega come sia normale avere disturbi subito dopo l'operazione sia normale e che bisognava aspettare qualche mese. Nei mesi successivi il dolore al petto e le palpitazioni sono vi via svanite, seppur la forte eruttazione persistesse. Dopo mesi in cui le crisi era davvero lievi, a giugno torno a stare nuovamente male, tanto da dovermi rivolgere nuovamente al pronto soccorso per ben due volte! La prima volta i dottori si accorgono chela mia frequenza è bassa,per questo mi consigliano di ritornare dal cardiologo. Per sentire un nuovo parere mi sono rivolto a un nuovo cardiologo il quale mi ha parlato di CRISI VAGALI, la cui reazione scatenante tuttavia era tutta da capire. Per questo mi rivolgo a un gastroenterologo che mi da una cura per acidosi e dieta con cibi poveri di grassi e acidi, dal momento che ha riscontrato eccessiva aria nella pancia. Intanto il mio farmacista mi consiglia di assumere il Librax poiché pensa che le crisi siano dovuti da ansia. Ed effettivamente ho assunto la compressa durante una crisi con risultati positivi. A questo si aggiunge anche un ulteriore diagnosi di problemi gastro-cardiaci (sindrome di Roemheld) e anche cervicale. Concludo dicendo che tali crisi possono durare dai 30 ai 60 minuti, di notte o di mattina, a digiuno o subito dopo pranzo, e che dopo l'ablazione nei momenti di crisi non ho più le palpitazioni, ma al contrario sembra quasi che il cuore si fermi. Volevo chiedere se tali crisi possano essere dovuti nuovamente al cuore o se fosse da ricercare il problema in altro campo (ansia, gastrici).

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
Caro signore
credo che lei necessiti di un pò di chiarezza....
i sintomi che riporta non sono riconducibili a un'unica causa. Le palpitazioni legate alla sua aritmia (la tachicardia nodale trattata con l'ablazione) potrebbero anche essere legate a un fisiologico incremento delle frequenze sinusali per cause differenti (ansia, problemi gastrici, ernia cervicale etc).
Pertanto al momento quello che descrive non è matematicamente dovuto a un ritorno della tachiaritmia (anche se non è escludibile).
Cordialità