Utente 385XXX
Buongiorno,
mi chiamo Raffaele.
In data 11/12/2012 mi sono sottoposto ad una visita ortopedica a causa di una brachialgia dx.
Esame Obiettivo: tumefazione. dolore ad avambraccio e gomito.
La diagnosi che mi è stata fatta dal Medico Specialista è:
sindrome compartimentale cronica della loggia volare dell'avambraccio dx.
Non ho avuto ne bendaggio ne ingessatura dell'arto, la sindrome si è presentata dopo degli intensi carichi lavorativi, anche se a mio dire non così intensi ed assidui da giustificare una sindrome di questo tipo.
Come terapia mi è stato prescritto un ciclo di tre sedute d'onde d'urto extracorporee focalizzate.
Nella terapia ad onde d'urto, somministratami in una differente struttura, presumo che le onde fossero indotte da un generatore piezoelettriche, applicate da un terapista, quasi approssimativamente, nelle zone dolenti.

Dopo la terapia la situazione è leggermente migliorata ma non si è risolta totalmente.
Ad oggi dopo ogni attività intesa del braccio ho una recrudescenza. Negli ultimi mesi questo fenomeno è andato peggiorando.

So che un trattamento conservativo risulta essere spesso inefficace in questi casi, mentre la fasciotomia per via endoscopica viene considerata risolutiva.
Sono estremamente restio ad un intervento chirurgico avendo avuto in passato dei precedenti decisamente sgradevoli per errori diagnostici e chirurgici.

Vorrei gentilmente sapere se ad oggi esistono terapie efficaci, dato che tengo particolarmente a mantenere integra la fascia dell'avambraccio.

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

prima però sarebbe utile confermare la diagnoso con un esame strumentale (ad esempio ecografia).

Buona notte.