Utente 392XXX
Dal 2008 si è manifestata una pseudo-cisti (grande come una lenticchia) sull'asta del pene, ogni qualvolta ho una erezione mi duole così tanto che cerco subito di ritornare in posizione di riposo cercando di urinare. Oltre al disagio nell'attività sessuale sono disperato perché non riesco più a dormire per più di 2 ore senza interruzione a causa delle erezioni notturne.
Questa per me è come un ultima spiaggia (sono un po' scettico per i consulti online), visto che sono stato visitato da eminenti medici accreditati al vertice della categoria e di varie associazioni, inoltre consigliatomi da altri colleghi.
Per i più "quotati", sono stato visitato a Roma, Palermo, Pisa, Avellino ed in una clinica da un medico francese, (quest'ultimo credo sia un quasi un fake).

Ritenendo gli altri meritevoli, preferisco non dare indicazioni per non fare riferimento alcuno.

Tutti coloro che mi hanno visitato hanno espresso la stessa diagnosi: I.P.P. , dicendomi che appena calcificata la placca sarebbe diminuito il dolore con conseguente curvatura del pene, purtroppo dopo anni il dolore è costante è non c'è la minima curvatura ne zone di indurimento.
Ho seguito per oltre 3 anni, fra gli altri, lo stesso pluri-specialista sottoponendomi a svariati esami strumentali (ECG,
ECOCOLORDOPPLER basale e dinamico, ICI PGEI) e terapie (Dromos, Ephinal, Tegens Piascledine, Isoptin ecc.) ma purtroppo, senza mettere in discussione la buona volontà e la professionalità delle persone da me contattate, ancora oggi nulla è cambiato.

Ulteriori informazioni:
La "lenticchia" è al 1/3 medio laterale dx;
E' a fior di pelle, visibile in erezione;
Palpabile anche a riposo;
Forma e dimensione invariata nel tempo;
L'intensità del dolore nelle erezioni è costante con alcuni periodi di ulteriore incremento che porta un risentimento in un punto all'interno del glande lat. dx (come se ci fosse un altra lenticchia);
Diabetico tipo 1 (alcuni erano indotti a pensare che la notte mi alzo per urinare quando invece è il dolore a svegliarmi e sempre in erezione, senza avere il minimo desiderio di urinare);
Obesità di grado I ;

Gentili Dottori concludo nel dire che forse ho involontariamente peccato per il fatto di essermi rivolto a mezza Italia senza prima consultare uno specialista della mia amata città, che per quanto riguarda eccellenti figure nel campo medico, ha poco da invidiare, per cui credo proprio sia venuto il momento di rivolgermi ad un Medico-Santo ossia San Giuseppe Moscati,
se sono meritevole lui di sicuro potrà guarirmi.

Nel ringraziare dell'eventuale attenzione, tanta cordialità.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

l'Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.
La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Una osservazione di alcuni anni fà che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con induratio penis plastica ha fatto ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

Il disturbo erettivo interessa circa il 40% degli uomini colpiti da malattia di La Peyronie e le cause sembrano da imputare ad un problema vascolare di tipo arterioso, quando la placca allunga e assottiglia i vasi, oppure di tipo venoso per l'alterazioni dei normali meccanismi di occlusione venosa con conseguente aumentata fuga del sangue dai corpi cavernosi.

La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “antifibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido paramminobenzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antiinfiammatori.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Utente 392XXX

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Gentile dott. Beretta la ringrazio per la celere risposta ma credo che non sono riuscito ad evidenziare perbene il mio problema, visto che per quanto riguarda l'eziologia e le terapie adottate per l'I.P.P.ne ero già stato messo a conoscenza, quindi le chiedo se esiste nella sua statistica che una "placca" possa rimanere dolente al tatto e ad ogni erezione, anche notturna, e non esserci la minima curvatura o zona indurita o restringimento per oltre 7 anni nonostante le varie terapie?
Nel ringraziarla, distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Situazione clinica la sua molto particolare; problemi dolorosi, come quello da lei accennato, così prolungati nel tempo, a livello de pene sono di non frequente riscontro ma in medicina mai dire mai.

Ancora un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Utente 392XXX

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La ringrazio per la gentile attenzione, mi convinco sempre più che il mio problema non sia una "classica" Induratio Penis Plastica, chissà forse potrebbe essere una variante della malattia di La Peyronie o forse tutt'altra cosa.
Anche se a volte quasi desidero essere un Eunuco e mi sono davvero sfiancato dalla privazione del sonno (il sesso è passato in seconda posizione), non perdo la speranza che qualche buon anima prima o poi
possa estrarre il coniglio dal cilindro. Come dice lei, mai dire mai.

Grazie e buon lavoro.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Come dicevano i nostri antenati: "Spes ultima dea, cioè La speranza è l'ultima dea"