Utente 392XXX
Buonasera, sono un ragazzo di 22 anni. Misurando la pressione ho notato di avere valori un pò alti e mi sono recato dal cardiologo, che mi ha detto semplicemente che ho una predisposizione all'ipertensione, avendo anche moltissimi casi di ipertensione in famiglia. Recandomi dal medico curante, misurando la pressione l'ha trovata con valori intorno ai 90/140. Egli dunque non si è trovato d'accordo dicendo di voler indagare meglio (con esami per arterie renali) e prospettandomi un trattamento farmacologico per il mio problema. Ho sentito allora un ulteriore cardiologo che mi ha detto di stare tranquillo, non potendo definire i miei valori vera e propria ipertensione, ma semplice predisposizione dicendomi semplicemente di avere una alimentazione sana e fare movimento. A chi devo dare ascolto? Qual'è il vostro parere? Inoltre chiedo, nella misurazione ho sempre l'abitudine di ripeterla 3 volte , essendo abbastanza ansioso ed essendo quindi il primo valore rilevato sempre più alto di quelli successivi (arrivando a volte ad una massima anche vicina ai 150) per poi scendere velocemente a valori più normali. Faccio bene o devo considerare il primo valore? Intanto riporto qui i miei valori pressori misurati negli ultimi tempi per il parere sopra richiesto. Grazie.
15/09 - 11:30 --- 80/135
23/09 - 10:15 --- 69/127
03/10 - 09:20 --- 73/130
07/10- 09:00 --- 62/125
09/10 - 15:15 --- 82/137

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[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Il fatto di fare un minimo di esami (del sangue) per escludere un' ipertensione secondaria non è privo di senso. Se gli esami sono negativi (come accade nel 90% dei casi), comunque, prima di avviare una terapia farmacologica (a 22 anni!) è meglio provare l' approccio non farmacologico: dieta povera di sale, attività fisica aerobica regolare per almeno 3 ore alla settimana.

Soprattutto visto che i suoi valori non sono sempre alti.

Quindi voto il terzo consulto.
[#2] dopo  
Utente 392XXX

Iscritto dal 2015
Molte grazie dottoressa. Aggiungo che anche da bambino il medico aveva detto ai miei genitori di una mia predisposizione alla pressione alta. Questo può avvalorare la tesi di una predisposizione genetica? Quanto influisce il fatto che io sia caratterialmente un pò ansioso sulle tematiche di salute nella misurazione? A suo avviso inoltre, una pressione arteriosa come da valori riportarti ( a cui aggiungo il 136/85 di oggi alle 19:00) si può definire ipertensione o solo predisposizione come dettomi dall'ultimo cardiologo? Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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La predisposizione genetica è probabile se ci sono ipertesi in famiglia (genitori, zii, nonni). L' ansia provoca fisiologicamente un rialzo della pressione.
Comunque, i valoro da lei riportati non si classificano come ipertensione vera e propria.
Faccia attività fisica aerobica regolarmente e migliorerà sia la sua sensazione di benessere, sia la tendenza all' ipertensione.