Utente 631XXX
Gentili Medici,

mio marito ha 47 anni, è alto 185 cm, pesa 83 chili, non fuma, non beve e gode di buona salute generale. La sua pressione arteriosa è perfettamente normale e così anche i valori ematici.
Svolge un lavoro molto impegnativo e di responsabilità, ma sostanzialmente sedentario. Fino all’anno scorso faceva attività sportiva abbastanza regolarmente (corsa e calcetto), ma poi una fastidiosa tendinite gli ha impedito di continuare.
Abbiamo una figlia adolescente e ne avremmo un secondo di otto anni, ma purtroppo ho avuto un aborto.
Il problema per cui chiedo un parere è che mio marito da un paio d’anni manifesta un assoluto disinteresse per il sesso. Andiamo d’accordo e ci vogliamo molto bene, lui non ha un’altra donna o cose del genere. Semplicemente, non gli interessa più fare l’amore ed è successo un paio di volte che, facendolo (su mia iniziativa), non riuscisse a mantenere l’erezione. Ormai sono tre mesi che non ci provo neanche più, talmente imbarazzante per entrambi è stata la sua defaillance.
Potrei spiegare la cosa con la stanchezza e lo stress, ma a impensierirmi è un particolare: è come se i suoi genitali si stessero atrofizzando. I testicoli si sono rimpiccioliti e anche il pene è diventato più corto e come inconsistente. Non mi risulta abbia più erezioni mattutine.
In parallelo, sarà forse una mia impressione, ma mi sembra che gli si stiano sviluppando le mammelle.
Ho provato a parlargli della cosa con tutta la delicatezza possibile, ma elude la questione. Vorrei che andasse da un andrologo, e gliel’ho proposto, ma lui sorride e nicchia.
Cosa sta succedendogli? Che tipo di accertamenti potrebbe fare? Qual è il medico indicato in questo tipo di casi? Come posso convincerlo ad andarci?

Ringrazio per la vostra attenzione e attendo fiduciosa una cortese risposta.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Cara Signora,
senza tergiversare oltre , bisogna consultare un esperto andrologo. Per convencerlo lei può trovare buoni e valida argomenti di tipo medico (possibili disturbi ormonali , vascolari, dismetabolici anche gravi , ecc, ecc) e di tipo anche relazionale (lei ha 42 anni, quanti anni ha suo marito? 80-90?).
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.centromedicocerva.it
www.centrodemedra.com
www.andrologiamedica.org
[#2] dopo  
Utente 631XXX

Iscritto dal 2008
Caro Dottor Beretta,

come ho scritto, mio marito ha 47 anni (la sua era una battuta, vero? sappia che non l'ho apprezzata).
Che sia necessario ricorrere ad un andrologo lo sapevo da me e ho provato a proporlo a mio marito (ma la mia lettera, l'ha letta?).
Le mie difficoltà nascono dal fatto che LUI non dimostra di volerci andare: devo sedarlo e portarcelo con la forza?

Le mie domande più pressanti erano altre, e le ripeto:
1) cosa gli sta succedendo?
2) (a parte la visita andrologica) che tipo di accertamenti sono opportuni in questi casi? Non so... dei dosaggi ormonali?

Se lei non è in grado di rispondermi, spero lo sia qualche altro medico.

Distinti saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Cara lettrice ,
certo, la mia era una "battuta-invito"! Mi dispiace che non l'abbia capita, non aveva alcun intento offensivo , anzi era mia intenzione darle un ulteriore argomento per convincere suo marito a consultare finalmente un andrologo! Detto questo poi dobbiamo dire che lei ci presenta in modo un pò confuso una serie di sintomi particolari e complessi che non possono essere chiariti ed affrontati in modo corretto per via telematica . Una caduta del desiderio sessuale con una trasformazione "fisica" come quella da lei accennata, sospetti disturbi erettivi, ecc, ecc, potrebbe essere legata ad importanti problemi ormonali , vascolari, dismetabolici, psicologici, ecc.
Le indagini che si possono indicare in queste situazioni, se non si è fatta una valutazione clinica diretta della situazione, per arrivare a differenziare il complesso problema di suo marito da lei accennato, richiederebbero la necessità di scrivere un manuale particolare che a lei risulterebbe difficile e complesso da capire.
Ad esempio, solo sul problema erezione da lei accennato, per indicarle la complessità della questione, può, se lo desidera, consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.
Leggendo questo mio intervento potrà capire in parte la complessità del problema di suo marito e forse ancora di più convincerlo a fare finalmente una attenta valutazione andrologica.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.centromedicocerva.it
www.centrodemetra.com
www.andrologiamedica.org