Utente 966XXX
Gentili medici, sono un ragazzo di 22 anni e da poco più di un anno soffro di un deficit erettile. Dapprima mi sono rivolto al mio medico, il quale mi ha subito congedato ipotizzando un problema di natura psicologica.
Ho lasciato trascorrere qualche mese ma, non notando miglioramenti, sono tornato dal medico facendomi prescrivere una visita urologica.
Durante questa visita mi è stata controllata la prostata ed ho risposto alle domande di routine a seguito delle quali l'urologo si è dichiarato propenso anch'esso all'ipotesi del problema psicologico prescrivendomi comunque un esame del sangue. L'esito è il seguente: Testosterone 4,03 ng/mL, FSH 1,11 mUl/mL, LH 1,91 mUl/mL, PROLATTINA 5,6 ng/mL, FT3 2,97 pg/mL, FT4 1,39 ng/dL, TSH 1,64 µUlml.
Sono tornato dal mio medico il quale ha detto che sono a posto e confermando la sua diagnosi. In effetti i valori risultano essere contenuti nei valori di riferimento (anche se un pò bassi a mio parere) tranne l'FSH risultata bassa ma nella norma secondo il medico poichè ormone femminile.
Ad oggi la situazione è stabile, non ho notato miglioramenti: non ho erezioni spontanee nell'arco della giornata se non qualche sporadica notturna, peggioramento progressivo nell'arco della giornata, difficoltà nel mantenimento dell'erezione una volta raggiunta (difficoltà più accentuata in alcuni giorni che in altri, con difficoltà a raggiungere la completa erezione).
Ho intenzione di sottopormi a visita andrologica ma volevo avere prima un parere sulla situazione e le visite effettuate.
Mi scuso per la lunghezza dell'intervento, ma ho cercato di dare più elementi possibili per la valutazione del caso.
Vi ringrazio anticipatamente.

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Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettore,

gli elementi che ci fornisce nella sua comunicazione non mi permettono una interpretazione univoca della sua situazione. Le segnalo peraltro che erezioni spontanee nell'arco della giornata non sono la regola nelle persone sane.
Ritengo corretta l'idea di una valutazione andrologica dettagliata, che indaghi i dettagli delle sue erezioni notturne e sessuali, e la presenza di eventuali aspetti emotivi che possano aiutare la comprensione del quadro. L'andrologo deciderà poi se vi siano gli estremi per ulteriori accertamenti diagnostici, quali ad esempio il monitoraggio delle erezioni notturne.