Utente 135XXX
Salve.

Ho 27 anni, e da ormai piu di due anni (un paio di giorni prima di pasqua 2004) soffro di un disturbo che definire fastidioso è veramente riduttivo, come d'altra parte qualunque disturbo della sfera sessuale, immagino.

Il fattore scatenante è stato certamente un eccesso masturbatorio (8-9 volte in 3 quarti d'ora!). La notte seguente mi sono sentito male : Lieve senso di nausea, mancanza di respiro e pene soffice e caldo come se infiammato.

Nei giorni successivi ho cominciato ad' avere una serie di disturbi urinari (bruciore, necessità di andare spesso al bagno, sensazione di minzione incompleta) e della defecazione : alterazione della consistenza e del colore delle feci (piu chiare), bruciore alla defecazione, come se le feci fossero acido e una generale irritazione della zona anale.
Inoltre, fastidio perineale stando seduto e al fondoschiena quando sdraiato

Tutti questi sintomi si aggravano in seguito a stimolazione sessuale, ma sopratutto dopo l'eiaculazione che nei primi tempi causava solitamente quasi immediate perdite di muco e sangue e talvolta stimolava una defecazione di feci giallognole e della consistenza simile a quella di una purea di mele.

Sentito il medico curante e dopo visita specialistica ho fatto ecografia prostatica transrettale (tessuti diffusamente ipoecogeni come per flogosi in atto) e analisi batteriologiche negative compresa, mi pare si chiamasse così, la spermiocultura con amplificazione del DNA.

Lo specialista mi mi ha inizialmente prescritto l'ipertrofan che però non sembra avere dato alcun risultato.
Infine mi disse che limitando l'eiaculazione a una, due volte a settimana per 5/6 mesi il problema si sarebbe risolto, e che sarebbe bastato avere pazienza(mi ha anche dato delle linee guida per l'alimentazione, e certo ne avevo bisogno!).

Ho passato tutto questo periodo (quasi un anno e mezzo!!) cercando di limitare al massimo le stimolazioni sessuali che paiono essere il primo fattore scatenante dei sintomi, ho alterato la mia dieta migliorandola sensibilmente, ricorrendo anche ad una leggera integrazione vitaminica (iniziativa mia, certo non puo' nuocere!)

Il risultato è che ci sono stati miglioramenti rispetto alla fase iniziale in cui i sintomi erano davvero molto intensi, ma sembra che abbia raggiunto un limite oltre il quale anche una vita monastica (cui non aspiro) dubito porterebbe ulteriori benefici.

Adesso posso eiaculare 2 o tre di volte a settimana con effetti collaterali minimi e di relativamente breve durata, ma se incremento il ritmo il problema pare riacutizzarsi in fretta.

La cosa strana è che, anche se mi è stata diagnosticata inizialmente come prostatite, i sintomi che nelle mie ricerche sono solitamente associati piu strettamente a questo disturbo, ovvero quelli urinari sono quasi scomparsi mentre persistono, seppur anch'essi in maniera piu' blanda, quelli di natura retto-anale o intestinale : irritazione anale, perdite di muco( ora assai piu rare e senza piu' sangue), frequenza di evacuazione e alterazione delle feci.

Vi sono altri particolari : Immediatamente dopo la comparsa del disturbo ho notato un rigonfiamento circolare violaceo che percorre la base del glande, il cui colore e rigonfiamento varia in base a certi fattori (stimolazione sessuale, defecazione).
Inoltre, dopo stimolazione sessuale il glande e la parte subito successiva del pene (quella con le vene esposte) sono come inaridite e quando tento di scoprire questa parte è come se il prepuzio aderisse al glande, invece che scivolarci sopra senza offrire resistenza.
Talvolta ho come la sensazione che il pene o il perineo siano freddi al tatto.


Devo precisare che prima della comparsa di questo problema, avevo già a volte avuto casi sporadici di irritazione anale e ho comunque sempre avuto una vita intestinale un pò irregolare, (ma sempre con feci compatte e di un sano colore marrone!) e che per quanto ricordi ho sempre avuto un leggero fastidio ad' orinare subito dopo l'eiaculazione, senza darvi comunque troppo peso.

Mi scuso per la prolissità, e spero che possiate darmi qualche indicazione riguardo le possibili cause(a parte l'ovvio evento scatenante) e possibili soluzioni al mio problema.

Grazie.

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
perchè non sentire il parere di un colonproctologo?
Auguri per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#2] dopo  
Utente 135XXX

Iscritto dal 2006
Dato che dal punto di vista dell' indagine urologica mi pare di essere in un vicolo cieco, credo che proprio che seguirò il suo consiglio.

Grazie!