Utente 536XXX
Egregi Dottori,

Mio marito ha quasi 34 anni e da 5 e mezzo è in terapia dialitica. La scorsa settimana gli è stato riscontrato un livello alto di potassio; di conseguenza ha fatto una seduta dialitica in più rispetto al normale per abbassarlo. Oggi di nuovo ha gli stessi sintomi della scorsa settimana e si è recato in pronto soccorso dove, molto probabilmente, gli faranno fare di nuovo dialisi. Oltre a fare attenzione ai cibi che contengono potassio, c'è un altro modo per ovviare al problema?
Ringrazio in anticipo e porgo distinti saluti.
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Dr. Rodolfo Rivera
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MONZA (MB)
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Gentile Sig.ra
L’iperkaliemia è uno dei principali problemi nei pazienti in dialisi. Il controllo insufficiente dei livelli di potassio può essere causa di complicazioni maggiori quali alterazioni muscolare: debolezza, astenia, dolori e paralisi e soprattutto emodinamici: come diversi gradi di aritmie fino alla fibrillazione ventricolare.
L’introito alimentare, che comunque va controllato, non è l’unica causa di iperkaliemia, riconoscendo tra le più comuni l’acidosi metabolica di difficile controllo, l’insufficiente dosi dialitica o il malfunzionamento dell’accesso vascolare.
Consiglio di consultare i medici del prorprio centro dialisi a fin di identificare il più corretto approccio terapeutico.
Cordiali saluti.

Dr. Rodolfo Rivera
[#2] dopo  
Utente 536XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per il suo consulto. Mio marito mi dice che non è un problema di acidosi, fa una terapia dialitica in-on-line e ha una fistola con accesso distale: è stato fatto un esame di ricircolo e va bene; l'emoglobina è nella norma e i dottori del centro non hanno chiaro quale sia il problema: hanno solo dichiarato che c'è stato un accumulo di potassio nei tessuti ma non ne capiscono la causa.