Utente 113XXX
Egregio Dottore, sono un utente di 61 anni di sesso maschile con intervento di aneurisma aortico traumatico nel 1982.
Alcuni anni addietro (2000-2005) ho avuto soventi casi di extrasistoli.
Nel 2006 ho avuto un caso di fibrillazione atriale, trattato in P.S. con propafenone che non ha avuto esito positivo. Dopo poche ore mi è stata praticata la CVE con ritorno del RS.
Da allora ci sono stati parecchi casi di fibrillazione atriale con una cadenza dapprima ogni 6/8 mesi e che invece si sono intensificati negli ultimi 3 mesi (un episodio ogni 15/20 gg. circa).
Premetto che io mi accorgo immediatamente di quando entro in F.A. (che succede sempre di sera o di notte) e le prime volte mi recavo in P.S. dove mi veniva praticata una terapia farmacologica con flecainide (mg.150 di almarytm in vena) con esito positivo.
In uno o due casi, la fibrillazione era seguita da flutter.La frequenza cardiaca comunque anche in questi casi non ha mai superato i 110 battiti.
Su consiglio del medico adesso, all’insorgenza dell’episodio, assumo a casa 2 compresse di flecainide (Almarytm da mg.100) ritornando nell’arco dalle 2 alle 5 ore in RS.
Sono già in trattamento per l’ipertensione e la prostata.
L’ecocardiogramma è nella norma come pure l’ECG.
Una situazione del genere mi lascia sempre in apprensione per il verificarsi di un possibile nuovo episodio magari quando sono fuori casa e quindi non poter assumere il farmaco. Mi è stata proposta una terapia farmacologia continuativa per la fibrillazione e ablazione per il flutter.
Vorrei se possibile avere un parere in merito alla situazione, la causa di questi episodi, se ci fossero degli accorgimenti per evitarli e se necessaria la terapia continuativa o se si può assumere solo al momento del bisogno visto l’esito positivo del farmaco.
Vorrei sapere anche se ci sono eventuali rischi.
La ringrazio anticipatamente.

15 maggio 2009

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, le crisi recidivanti di fibrillazione atriale e in taluni casi di flutter sono una chiara espressione di un alterato quadro elettrico cardiaco meritevoli di un ulteriore approfondimento diagnostico come uno studio elettrofisiologico con eventuale ablazione della tachiaritmia e risoluzione dei suoi problemi tachiaritmici. Ritengo che in passato le sia già stato proposto, se invece così non fosse, sarebbe il caso di parlarne con il cardiologo che la sta seguendo.
Saluti