Utente 107XXX
A mio figlio, 14 anni è stata diagnosticata malocclusione di classe prima tendente a classe seconda. Dal punto di vista estetico la dentatura appare pressochè perfetta ( e tale è stat valutata dal dentista fin d quando era piccolo) salvo, negli ultimi anni di crescita un lievissimo spostamento in avanti degli incisivi
Il ragazzo non accusa sintomi particolari, salvo che il dentista si è accorto del difetto valutado un problema di gengive poco irrorate e che tendonoa retrarsi, ( poi risolto con adeguamento di tecniche di pulizia) mandandoci così dall'ortodonzista .
L'ortodonzista a cui ci siamo rivolti ha proposto un apparecchio fisso, di costo molto elevato, ( in particolare molto più elevato di quello applicato dallo stesso medico alcun anni fa all'altro mio figlio ) di recente introduzione che darebbe risutati migliori di quelli adottati fino a poco tempo fa.
Vorrei sapere se con malocclusione di quel tipo ( che potrebbe evolvere con la prosecuzione della crescita) ed in mancanza di qualsiasi esigenza di tipo estetico è davvero opportuno affrontare la lunga cura ( prospettai due anni) o se è più opportuno aspettare qualche anno, e poi decidere in base alla eventuale comparsa di sintomi coolegabili al dfetto : la stessa ortodonzista ha infatti evidenziato come si possano sceglliere tempi di intervento diversi.
Mio figlio vorrebbe applicarlo subito per "togliersi il pensiero", ma io guardo la sua invidiabile dentatura ( forte e all'apparenza inviiabilmente allineata e regolare ) e mi chiedo se la ricerca dell'assoluta perfezione sia così necessaria e urgente...
grazie!
[#1] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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C'è qualcosa che mi sfugge.
Una "tendenza alla seconda", in una dentatura "perfetta" va corretta per motivi funzionali.
Si tratta di arretrare di un paio di millimetri i canini superiori, per portarli nel giusto rapporto con i canini inferiori.
Sempre che si tratti di una "tendenza", e non di una seconda classe conclamata.
Per fare questo occorre distalizzare i molari di questi 2-3 millimetri), e poi rispostare tutti i denti.
Ma è una cosa che si fa in un annetto, a dire tanto, con una ortodonzia assolutamente tradizionale, nulla di innovativo.

Se invece fosse una seconda classe conclamata, potrebbe porsi il problema di eventuali 4 estrazioni, per gestire gli spazi.
Non è una cosa che può scegliere lei, ma deve obbligatoriamente scegliere l'ortodonzista la via da seguire. In tal caso i due anni ci stanno tutti.

Ma forse le cose non stanno neppure così, e non ho proprio modo disaperlo on-line, senza una visione diretta dell'oggettività.

Comunque, la malocclusione potrebbe evolvere ancora un pò.

[#2] dopo  
Dr. Marco Finotti
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l'età è la migliore per la cura ortodontica ed è l'età in cui c'è ancora una residua crescita. l'aspettare la comparsa di sintomi non ha senso, mi scusi, in quanto questi potrebbero non comparire ma la malocclusione comunque peggiorare. cercherei una cura tradizionale che sicurament eè in grado di risolvere il caso e visto che il figlio è collaborante ne approffitterei
[#3] dopo  
Utente 107XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la veloce e doppia risposta. Vorrei un chiarimento dal dott Formentelli: il fatto che la malocclusione possa evolvere, si intende solo in senso negativo? L'ortodonzista pareva del parere che potesse, invece, anche migliorare con la crescita dei prossimi anni pur restando comunque, a suo parere necessario l'apparecchio.
Comunque non ha assolutamente prospettato necessità di estrazioni.
Se posso azzardarmi a fare una descrizione della novità dell'apparecchio ( mi scuseranno i dottori per l'assoluta mancanza di termii tecnici, oppure se ho mal compreso) mi pare di aver capito che in questo nuovo apparecchio, a differenza di quello tradizionale il filo che collega gli attacchi resta mobile e comprime meno le gengive.
[#4] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Si, in senso negativo.

Penso che si tratti di sistemi di attacchi che tengono il filo "a posto" mediante uno sportellino anziché mediante delle legature elastiche o metalliche.

La meccanica delle forze, in questo caso, resta assolutamente convenzionale, la stessa.
L'unica differenza è in una velocità maggiore di esecuzione da parte del dentista (minor tempo alla poltrona), che compensa ampiamente il maggior costo degli attacchi rispetto a quelli tradizionali.
Il sistema, inoltre, produce meno attrito fra il filo e l'attacco, velocizzando (in teoria) il tempo del trattamento.
Ma questo tempo è vincolato dalle necessità biologiche, per cui questa maggior velocità "teorica" non si traduce quasi mai in ninor tempo di trattamento.

Nulla che la riguardi, insomma, neppure dal punto di vista costi, essendo ingiustificata una eventuale maggiorazione del prezzo della terapia.

Il resto è solo fumo.

Questo, naturalmente, sempre che abbia capito io di cosa si tratta (Damon System o varianti di altre marche commerciali)
[#5] dopo  
Utente 107XXX

Iscritto dal 2009
Grazie, mi avete chiarito le idee.
Chiederò all'ortodonzista la possibilit di valutare l'intervento con l'apparecchio "tradizionale" utilizzato per il fratellino e la eventuale differenza di costi