Il dito a scatto

Michele MilanoDescrizione della patologia nota come "dito a scatto": scopriamo cos'è, come si presenta, e cosa è possibile fare per risolverla.
Articolo a cura di Dr. Michele Milano.  Pubblicato il 28/04/2010, cliccato 30705 volte.
 

Il dito a scatto è una condizione patologica caratterizzata dalla difficoltà del tendine flessore delle dita a scorrere a livello della I puleggia della mano.

 

Come si manifesta il dito a scatto?

La sintomatologia si caratterizza per il dolore localizzato a livello della metacarpofalangea (in corrispondenza della prima plica palmare), associato alla presenza di un nodulo tendineo apprezzabile alla palpazione e, nelle fasi avanzate, a un vero e proprio blocco dell’estensione del dito. Il dito infatti rimane flesso e si estende solo con forza e con dolore e provocando il caratteristico "scatto".

 

Quali sono le cause del dito a scatto?

Qualsiasi condizione in grado di diminuire lo spazio a livello della puleggia A1 può essere responsabile dell’insorgenza di tale condizione morbosa.

A tal pro è bene fare alcuni richiami di anatomia: il tendine flessore decorre all’interno di una guaina (la guaina tendinea) la quale, in alcuni punti, è rafforzata da una sorta di ponte tendineo (le puleggie) che hanno la funzione di creare una zona di fulcro durate la flessione stessa.

Una infiammazione del tendine o un’infiammazione della puleggia possono diminuire tale spazio, per cui il tendine scorrerà con difficoltà.

 

Quali sono i fattori di rischio?

I traumi alla mano, la gravidanza e le attività lavorative che comportano un notevole stress manuale devono essere considerati fattori di rischio.

I traumi alla mano possono infatti determinare ematomi con conseguente alterazione delle strutture menzionate.

La gravidanza, per alterazioni ormonali, comporta un’imbibizione tissutale e quindi un aumento delle dimensioni dei tendini flessori.

Le attività manuali ripetute determinano invece un ispessimento delle puleggie nonché un ispessimento dei tendini flessori per sinovite da iperuso.

 

Quando rivolgersi al medico?

Sarebbe opportuno rivolgersi alla valutazione medica sin dall’insorgenza dei primi sintomi.

 

Quali sono gli accertamenti diagnostici per il dito a scatto?

La diagnosi è essenzialmente clinica.

 

Quali sono le patologie associate?

Non è di infrequente riscontro l’associazione del dito a scatto con la sindrome del tunnel carpale, in quanto, sebbene i distretti anatomici sono differenti, le cause di tali patologie sono spesso comune.

 

Qual è il trattamento del dito a scatto?

Il trattamento prevede:

- Terapia medica: in genere trovano impiego gli antinfiammatori.

- Terapia infiltrativa: nel caso di fallimento della terapia medica si possono eseguire delle infiltrazioni con cortisonici vicino la puleggia (evitando di infiltrare il tendine)

- Release percutaneo: attraverso un ago, in anestesia locale, si esegue una release percutanea della puleggia A1 liberando quindi il tendine.

- Terapia chirurgica: l’intervento chirurgico prevede la sezione completa della puleggia A1 liberando così il restringimento a livello tendineo. Tale intervento in genere si esegue in anestesia locale e in regime di Day Surgery.

 

I rischi dell’intervento?

Oltre ai normali rischi di qualsiasi intervento (reazione allergiche, infezioni) l’ortopedico deve porre molta attenzione ad identificare e isolare i fasci vasculonervosi che decorrono vicino alla puleggia A1.

Il release percutaneo inoltre molto spesso può determinare una reazione cicatriziale cutanea che determina un quadro simile al morbo di Dupuytren.

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