Malattia di Crohn
Articolo a cura di Dr. Alessandro Scuotto. Pubblicato il 05/10/2010, cliccato 42031 volte.
Introduzione
La malattia di Crohn (o morbo di Crohn) è una malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD: inflammatory bowel disease) che può interessare qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano, comprese vie biliari e dotti pancreatici. La localizzazione più frequente delle lesioni è all’ileo distale che giustifica il termine ileite terminale.
Segni e sintomi
Gli aspetti clinici dipendono dalla porzione del tubo digerente colpita.
Frequentemente la malattia si presenta con episodi ricorrenti di dolore addominale, diarrea, febbricola; talvolta l’esordio è acuto con dolore intenso in fossa iliaca destra come nell’appendicite e/o con occlusione intestinale.
Se la localizzazione è a carico dell’ileo si potrà avere un quadro di malassorbimento con deficit nutrizionale e conseguente dimagrimento. L’interessamento del colon può essere associato a emorragia intestinale.
Cause della malattia
La causa della malattia di Crohn non è nota, ma vi è accordo nel ritenere che nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (anche nella rettocolite ulcerosa) diversi fattori causino un’alterazione cronica della funzione immunitaria della mucosa in soggetti geneticamente predisposti. Tali fattori coinvolgono la flora batterica intestinale e la permeabilità delle cellule epiteliali della superficie intestinale.
Diagnosi
Le caratteristiche cliniche (dolori addominali, febbricola, diarrea) e alcune indagini di laboratorio (parametri infiammatori, anemia) possono orientare la diagnosi, ma è necessario praticare indagini radiografiche che permettono di mostrare alterazioni della parete intestinale ed esami endoscopici con biopsie che evidenziano gli elementi dell’infiammazione cronica che interessano l’intero spessore della parete intestinale.
Complicanze
Complicanze locali sono quelle che si verificano nel tratto colpito dall’infiammazione e consistono principalmente in: perforazione della parete intestinale; stenosi (restringimento) con occlusione; fistole (comunicazioni attraverso pareti contigue) tra segmenti diversi dell’intestino, tra intestino e altri visceri (vescica, ureteri, vagina…), tra intestino e superficie cutanea; ascessi.
Complicanze sistemiche sono le manifestazioni infiammatorie a carico di altri organi non contigui all’intestino: occhi (iridociclite), articolazioni, cute (pioderma gangrenoso, eritema nodoso).
Terapia
L’obiettivo della terapia è l’induzione dello stato di remissione attraverso il controllo dell’infiammazione e la risoluzione delle alterazioni anatomiche (stenosi, fistole).
La terapia medica si fonda sull’impiego di farmaci antinfiammatori (aminosalicilati), cortisonici, immunosoppressori (azatioprina, ciclosporina), anticorpi monoclonali (infliximab). Le stenosi e le fistole possono richiedere la terapia chirurgica.



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