Il Triage rappresenta una procedura in base alla quale viene individuata una ridistribuzione delle priorità di accesso al Pronto Soccorso regolata non già dall’ordine di arrivo, ma da un criterio di gravità.

L’eccessivo affollamento delle strutture del Pronto Soccorso, soprattutto nei grossi centri urbani, rappresenta un importante problema in tema di organizzazione sanitaria.

La decisione di rivolgersi al Pronto Soccorso nasce infatti non solo da motivazioni che rivestano una effettiva emergenza, ma risponde molto spesso al desiderio del cittadino di ottenere risposte rapide ed immediate a problemi di salute che non mostrano carattere di effettiva priorità o che lo rivestono prevalentemente nella sua personale percezione.

Ciò determina un sovraccarico di lavoro, a causa della richiesta di prestazioni che dovrebbero fruire di un diverso tipo di accesso alla Struttura Sanitaria, ma soprattutto rischia di ostacolare l’attenzione pronta e immediata nei confronti di quei pazienti che si trovino nella effettiva necessità di ricevere cure immediate e tempestive.

Da questa esigenza è nato l’istituto del Triage (dal Francese trier = scegliere), termine con il quale si intende una preventiva selezione, effettuata da personale specializzato e specificamente addestrato (Infermiere, Infermiere e Medico), in base alla quale viene individuata una ridistribuzione delle priorità di accesso al Pronto Soccorso regolata non già dall’ordine di arrivo, ma da un criterio di gravità: le patologie vengono cioè classificate in base alla loro effettiva urgenza e alla possibilità di compromettere le funzioni vitali o più in generale lo stato di salute del paziente.

Ciò garantisce efficacia tempestività ed appropriatezza delle cure.
Favorevoli effetti secondari sono rappresentati dalla ottimizzazione dell’utilizzo delle strutture, riduzione dei contenziosi con il pubblico, contenimento dello stress sopportato dagli operatori, programmazione dell’organizzazione dei servizi sulla base dei dati rilevati.
 

Il sistema più diffuso consiste in:

  • Individuazione ed assegnazione di codici-colore che contrassegnino in maniera evidente ed inequivocabile le diverse priorità
  • Impiego di apposite schede di valutazione dei parametri clinici di classificazione
  • Identificazione di linee guida appropriate alle caratteristiche della struttura
  • Installazione di adeguata cartellonistica informativa

 

La simbologia più diffusa in Italia prevede quattro livelli di priorità:

CODICE ROSSO
Paziente in imminente pericolo di vita con cedimento in atto di uno dei tre parametri vitali (apparato circolatorio, apparato respiratorio, stato di coscienza). Accesso immediato.

CODICE GIALLO
Paziente in potenziale pericolo di vita; uno dei tre parametri vitali è in pericolo di cedimento. Accesso immediato compatibilmente con altre emergenze; attesa in ogni caso non superiore ai dieci minuti; controllo costante.

CODICE VERDE
Prestazione differibile; nessuna compromissione dei parametri vitali. Accesso dopo i codici più gravi; controllo periodico durante l’attesa.

CODICE BIANCO
Nessuna urgenza e possibilità di accesso ad altro percorso assistenziale (Medico di base, Ambulatori, ecc.). Accesso dopo tutti gli altri codici. Possibilità di pagamento di ticket sanitario.

 

L’assegnazione ad un codice non è definitiva e può variare durante la permanenza nel Pronto Soccorso o alla dimissione.