Capezzolo introflesso: problemi e soluzioni

Luca LevaL'autore si propone di illustrare le problematiche relative al capezzolo introflesso e quali metodiche chirurgiche e non possano essere utili per risolverlo.
Articolo a cura di .  Pubblicato il 18/04/2012, cliccato 23533 volte.
 

Il capezzolo introflesso e’ una anomalia frequente presente spesso sia nelle donne che negli uomini. Puo’ esservi una componente genetica, presentandosi anche nelle generazioni successive.

La causa principale di tale problematica e’ dovuta ai dotti galattofori troppo brevi che non danno modo al capezzolo di estroflettersi totalmente, creando così oltre che un inestetismo, anche un problema per l’allattamento.

Esistono vari gradi di tale anomalia, andando da una forma lieve con capezzolo introflesso a riposo che viene estroflesso manualmente o con il freddo, sino a forme piu’ gravi dove il capezzolo rimane introflesso anche sotto stimolo.

 

Come avviene la correzione?

Nei casi piu’ lievi si puo’ ricorrere a particolari dispositivi che creando dall’esterno un sottovuoto con pressione negativa spingono il capezzolo in fuori. Questa metodica puo’ essere ripetuta piu’ volte nel tempo con miglioramenti graduali.

Durante la gravidanza, sia l’aumento di determinati ormoni che l’aumento di volume della mammela stessa puo’ ridurre tale problematica.
Nelle forme piu’ gravi dove tali presidi non comportano miglioramenti, si ricorre alla correzione chirurgica.

 

Come avviene l'intervento chirurgico?

L’intervento avviene sempre in anestesia locale. Quando possibile, viene effettuata una estroflessione forzata del capezzolo, mantenendolo in tale posizione per alcuni giorni. In questo modo vengono conservati i dotti galattofori.

Nei casi piu’ importanti invece viene effettuata una piccola incisione a livello del capezzolo attraverso la quale l’operatore potra’ rimuovere i tralci fibrosi e i dotti galattofori troppo corti.

 

Quali possono essere i rischi per chi si sottopone all'intervento?

Come gia’ accennato, quando necessario si ha sezione dei dotti galattofori troppo corti. In questo caso potrebbe esservi la possibilita’ di non poter allattare successivamente.

 

Cosa aspettarsi dopo l'intervento?

L’intervento ha una durata breve (30-60 minuti) ed il ricovero e’ in day-surgery. Cio’ vuol dire che il/la paziente tornera’ a casa in giornata stessa, riprendendo le normali attivita’ gia’ dalla giornata successiva all’intervento.

La medicazione applicata a livello della mammella verra’ rimossa nell’arco di 5-7 giorni, eventuali punti di sutura in 10-14 giorni. Inizialmente potra’ esservi gonfiore e tumefazione della zona interessata che si ridurra’ sino a scomparire nell’arco di 2 settimane circa.
La sensibilita’ del complesso areola-capezzolo potrebbe essere alterata inizialmente per tornare alla normalita’ nell’arco di alcune settimane-mesi.

 

Conclusioni

Il capezzolo introflesso puo’ dare problemi anche di nautra psicologica, principalmente nella sfera privata del/della paziente. Con le tecniche attuali il problema puo’ essere risolto in modo rapido e senza un disagio particolare per chi si sottopone a tale intervento.
I risultati, dal punto di vista estetico, saranno ottimi e gia’ visibili a distanza di pochi giorni dall’intervetno di correzione.

 

 

Autore

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