Il Reflusso Gastro Esofageo notturno è spesso correlato con l’Apnea nel Sonno: a questo problema va esteso l’approfondimento diagnostico e la terapia, mediante gli approcci abitualmente impiegabili

Alcuni pazienti che soffrono di reflussi gastro esofagei notturni spesso presentano una particolare correlazione con il russare e con l’Apnea nel Sonno. 
L’Apnea nel Sonno ed il russare notturno rappresentano un conflitto tra la lingua e le strutture molli del retrobocca (palato molle, tonsille, adenoidi, retrofaringe)

Il russare è dato dalla vibrazione del palato molle dovuto al fatto che l’aria inspirata dalla bocca, e non dal naso come sarebbe auspicabile, (il paziente infatti ha spesso la gola secca e la notte sente il bisogno di bere) trova uno stretto passaggio tra il palato stesso (e le tonsille, specie nei bambini) e la lingua.

Le strutture molli che circondano appunto questo passaggio, entrano in vibrazione, originano il caratteristico e sgradevole rumore del russamento. L'apnea si verifica quando il passaggio si ostruisce del tutto.

Al senso di soffocamento segue di solito un brusco e angoscioso risveglio.

Prima di questo, però il paziente tenta di vincere l’ostruzione con sforzi inspiratori che possono assumere caratteristiche drammatiche sia per il paziente che per il partner che assiste all’episodio. Durante questi sforzi, la pressione inspiratoria lievemente negativa all’interno delle basse vie aeree, che in condizioni normali consente al flusso aereo di giungere dall’ambiente agli alveoli polmonari, a causa dell’ostruzione a livello faringeo si fa fortemente negativa, e per vasi comunicanti si trasmette all’esofago.

In queste condizioni l’esofago si comporta come una “cannuccia” che grazie alla depressione che si crea al suo interno, succhia il contenuto gastrico: di qui il reflusso.

E’ evidente che, oltre alle terapie mediche abitualmente impiegabili, come si consiglia al paziente di dormire in posizione più eretta, per rimuovere la componente legata alla gravità, a maggior ragione è necessario neutralizzare la componente causale legata all’Apnea.

Da notare che , se il reflusso è sostenuto dall’Apnea, la sua soluzione per via farmacologia che può soddisfare lo specialista gastroenterologo, lascia irrisolta parte importante del quadro complessivo che il paziente presenta.

Un primo orientamento diagnostico sull’esistenza del problema si ottiene con semplici domande al paziente e soprattutto al partner e ai famigliari: il paziente russa abitualmente? arresta il suo respiro anche per una decina di secondi almeno? riferisce bruschi risvegli notturni?, al mattino si alza stanco? di giorno é stanco e sonnolento? In caso di risposte positive il quadro va approfondito per la conferma diagnostica e per la scelta della più adeguata terapia.

Chi soffre di Reflusso Gastro Esofageo notturno ed è russatore, dovrebbe approfondire lo studio del proprio sonno per verificare se il proprio russare costituisce solo uno sgradevole fenomeno acustico o se invece si complica con episodi di apnea.

Per questo approfondimento diagnostico l’esame più completo è costituito dalla Polisonnografia: vengonon infatti applicati, anche ambulatorialmente, sul corpo del paziente dei sensori che registrano quel che avviene in una notte di sonno, anche al proprio domicilio; il giorno successivo le registrazioni vengono riconsegnate al curante per la lettura e le conclusioni diagnostiche. Con questo esame vengono monitorati durante il sonno i principali parametri respiratori e cardiologici. Oltre alla presenza di eventuali apnee, la Polisonnografia è in grado di registrare anche i movimentoi toraco-addomiunali, che nell’insorgenza dell’episodio di reflusso svolgono un ruolo particolare.

Il rimedio più impiegato nei casi che, ad un’indagine accurata della qualità del sonno, rivelassero le caratteristiche sopra descritte, è costituito dalla prescrizione della CPAP (Continuous Positive Airway Pressure). Si tratta di una pompa a motore da impiegare nel sonno, che eroga attraverso una maschera oro-nasale aria a pressione positiva continua. L’aria immessa a pressione positiva nelle vie aeree ne contrasta il restringimento e la chiusura, e impedisce quindi in russare e l’apnea, e di conseguenza il reflusso.

In alternativa all’applicazione della CPAP, che non sempre, peraltro, viene tollerata dal paziente per l’intera vita, può avere successo un trattamento volto a riposizionare, durante il sonno, la mandibola attraverso l’impiego di dispositivi simili ad apparecchi ortodontici, genericamente chiamati “Oral Devices”, quando un dentista esperto in problemi respiratori nel sonno rilevi che esistano le indicazioni a questo tipo di intervento. Il riposizionamento mandibolare indotto dal dispositivo intraorale fa avanzare anche la base della lingua, allargando il calibro delle vie aeree altrimenti ristretto.

La letteratura scientifica riporta ormai un gran numero di successi sull’Apnea Ostruttiva mediante l'utilizzo di questa tecnica.

 

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