Il Disturbo da alimentazione incontrollata è caratterizzato da abbuffate in assenza di comportamenti compensatori.

Caratteristiche sintomatologiche del disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder)

Il disturbo da alimentazione incontrollata è stato categorizzato più recentemente rispetto all’anoressia e alla bulimia nervosa per specificare un disturbo alimentare caratterizzato da abbuffate ma in assenza di comportamenti compensatori (vomito autoindotto, digiuno, esercizio fisico, uso di lassativi e diuretici) presenti invece nella bulimia nervosa.

Le abbuffate, per poter essere definite tali da un punto di vista diagnostico (DSM- IV –TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth American Psychiatric Association, 2000. Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano), devono essere caratterizzate dall'assunzione di una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto a quella che in assenza del disturbo le persone sono generalmente solite mangiare nel medesimo periodo di tempo e nelle medesime condizioni ambientali. Unitamente a ciò, caratteristica essenziale è la perdita del controllo, ossia il soggetto sente di non riuscire ad arrestare il processo alimentare, o di non riuscire a decidere cosa e quanto mangiare. In realtà l’evidenza empirica dimostra che le abbuffate nel binge eating disorder possono anche continuare per l’intera giornata anziché essere circoscritte ad uno specifico lasso di tempo.

 

Correlazione tra binge eating disorder e obesità

In linea generale i soggetti affetti da questo disturbo presentano, oltre alle abbuffate, anche un’alimentazione sregolata ed eccessiva durante i pasti e ciò comporta inevitabilmente la comparsa di un marcato sovrappeso. Ciò non significa però che tutti i soggetti obesi siano affetti da questo disturbo. Non tutti infatti rispondono ai criteri diagnostici del binge eating disorder, riuscendo quindi ad avere un maggiore controllo alimentare e non presentando abbuffate. Ulteriori differenze tra gli obesi con binge eating disorder e obesi senza disturbo riguardano una maggiore frequenza di diete nel corso della vita dei primi unitamente ad una maggiore preoccupazione nei confronti del cibo, del peso e delle forme corporee. Non ultimo, gli obesi con questo disturbo soffrono più frequentemente di depressione rispetto agli obesi che non lo presentano (Garner D. M., Delle Grave, 2002, Terapia Cognitivo Comportamentale dei Disturbi dell’Alimentazione, Verona, Positive Press).

 

Qualche strategia comportamentale per combattere il disturbo.

Importante è imparare innanzitutto a gestire le abbuffate, ad avere un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano. Il decremento ponderale è lo step successivo.

Per quanto riguarda la regolarizzazione dell’alimentazione occorre di certo seguire un regime dietetico prescritto da uno specialista.

Un aiuto per evitare il continuo alimentarsi durante la giornata consiste nel mangiare sempre nello stesso luogo, ossia seduti al tavolo in cucina e non in giro per la casa, in modo tale che non si crei un’associazione ad esempio tra televisione – divano - cibo, per la quale basta sedersi e accendere la televisione per sentire l’impulso ad alimentarsi. Ulteriore aiuto nel controllo alimentare deriva dal tenere in casa solo ciò che si consuma, ossia evitare le immense spese del sabato e preferire acquisti quotidiani di ciò che durante la giornata si intende mangiare.

Il carrello della spesa inoltre è meglio riempirlo a stomaco pieno e non quando si ha fame e si è maggiormente indotti agli acquisti. Ulteriore metodo consiste nel tenere pochi soldi nel portafoglio, in modo tale che anche volendo non si possa comperare una grande quantità di cibo. Sconsigliato quindi l’uso di bancomat e carta di credito. Meglio poi se i cibi acquistati richiedono cottura o comunque preparazione in modo tale che in casa non ci siano troppi piatti pronti da consumare velocemente perdendo così il controllo di quello che si sta facendo.

 

Per quanto riguarda le abbuffate, si consiglia generalmente di stabilire attività alternative da mettere in atto nel momento in cui si sente l’impulso verso il cibo. Tale attività andrebbero scritte su un foglietto da portare sempre con sé. Le attività scelte devono avere la funzione di far passare almeno mezzora da quando parte l’impulso in modo tale che esso diminuisca di intensità. Ulteriore tecnica che motiva al controllo dell’abbuffata è scrivere su un foglio i vantaggi nel controllarla e gli svantaggi nel non controllarla.

Lo stile di vita sano è incentrato sull'incremento dell’attività fisica, soprattutto di tipo aerobico (ad esempio, jogging, bicicletta, camminata veloce, nuoto). Di certo può essere utile anche frequentare una palestra ma anche banalmente fare le scale a piedi anziché prendere l’ascensore, camminare il più possibile magari evitando di usare la macchina quando le distanze lo permettono o fare una camminata veloce per mezzora. L’attività fisica va sempre incrementata in modo graduale fino ad arrivare ad occupare mezzora al giorno per tutti i giorni della settimana.