Negli ultimi decenni l’età di accesso alla pubertà è andata anticipandosi e ormai non più una rarità che una bambina di 9 anni abbia già il primo ciclo. Perche avviene questa accelerazione biologica? E quali sfide si aprono per genitori e figli nell’età della fanciullezza? L’articolo offre una chiave di lettura sul tema, analizzando anche l’influenza di fattori individuali e sociali.

1) VERSO UNA DEFINIZIONE DEL PROBLEMA


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Pubertà sempre più precoce


La pubertà è propriamente la fase biologica delle modificazioni attraverso le quali passa il corpo di un bambino (e di una bambina) per assumere le caratteristiche di quello adulto, essenzialmente orientati a garantirne la riproduzione.
Si considera normale l’inizio della pubertà per le femmine tra 10 e i 13 anni e per i maschi tra i 10 e i 14.
Lo sviluppo puberale è considerato “precoce” quando i caratteri sessuali secondari (per esempio peli e ingrossamento delle mammelle) compaiono prima degli 8 anni nelle bambine e dei 9 nei bambini. Se questi caratteri compaiono dopo gli 8 anni, ma prima dei 10, parliamo di pubertà "anticipata”.
Il solo ingrossamento del seno delle bambine non equivale all’arrivo della pubertà precoce (d’ora in avanti, PP), ma occorre che vi sia lo sviluppo dell'intero apparato sessuale (ovaie, utero) che porterà alla comparsa della mestruazione prima dei 10 anni.
L’anticipazione dello sviluppo sessuale è un fenomeno in crescita negli ultimi anni. Nelle ragazzine avviene in anticipo l’ingrossamento del seno e in seguito la comparsa della peluria sul pube e sotto le ascelle. Nel bambino, invece, si manifesta prima con l’aumento di volume dei testicoli e poi compaiono i peli sul pube e delle ascelle, aumentano le dimensioni del pene, e la tonalità della voce diventa più profonda. 
La PP è molto più diffusa nel genere femminile, ragione per cui ho deciso di trattare principalmente i risvolti psicologici del fenomeno su questa fetta di popolazione, anche attraverso l’analisi di del caso di una bambina. 
Secondo lo studio americano condotto da Herman-Giddens presso l’Università del Nord della Carolina, le ragazzine avrebbero un’ anticipazione della pubertà di 2 anni rispetto al passato. Tale fenomeno è qualcosa di clamoroso se pensiamo che solo fino al diciannovesimo secolo le ragazze raggiungevano l’età del menarca tra i 15 e i 17 anni e che i giovani soprani del tempo di Johann Sebastian Bach esibivano la voce quando già erano maggiorenni!

Cause del fenomeno

Per comprendere le motivazioni alla base di questo fenomeno è stata chiamata in causa l’inclinazione genetica, imputando il rapido ingresso in pubertà a quei bambini i quali genitori erano a loro volta maturi precocemente.
I motivi di uno sviluppo sessuale così accellerato sembrerebbero anche legati al miglioramento complessivo delle condizioni di vita, compreso lo stile alimentare, per cui i bambini crescono più velocemente rispetto al passato. Il fenomeno può essere collegato, secondo alcune ricerche, a ragioni alimentari: in presenza di sovrappeso o obesità la pubertà avverrà prima. In particolare nelle persone che seguono una dieta ricca di carni si ha la comparsa anticipata di ormoni in grado di avviare la fase puberale. La presenza di estrogeni, utilizzati dall’industria zootecnica per accelerare la crescita degli animali da allevamento, sarebbe responsabile, secondo gli studi compiti da Imogen Rogers e pubblicati nel Public Health Nutrition, dell’ anticipo dei tempi di sviluppo delle bambine.
Un’altra possibile causa va ricondotta alle sostanze tossiche e inquinanti contenute nei vari elementi con cui veniamo a contatto praticamente ogni giorno come i cosmetici, i prodotti di conservazione della frutta e delle verdura e gli imballaggi di plastica per alimenti.
Queste combinazioni chimiche sinteticamente prodotte, vanno a sconvolgere i legami biologici e l’equilibrio ormonale del corpo. Particolarmente pericoloso è il legame Bispenolo A (BPA), plastificante che viene introdotto nelle bottiglie di shampoo oppure nei succhiotti per i bambini. Nelle ragazze il BPA favorisce la produzione di un più alto numero di estrogeni e accelera l’ingresso in pubertà. Le ricerche su un campione di più di 2000 ragazze danesi di età compresa tra i 15 anni e mezzo e i 20 anni, condotte dalla pediatra danese Lise Aksglaede della clinica universitaria di Copenaghen, hanno confermato questi dati, rilevando che l’età di sviluppo dei seni nelle ragazze normopeso diminuisce (da 11 anni circa nel 1991, a 10 anni circa nel 2006) in presenza di alcuni prodotti chimici che agiscono da distruttori endocrini.
Non è solo l’alimentazione e il consumo di determinati prodotti chimici a mettere un piede sull’acceleratore della pubertà. Sempre più dati indicano che anche lo stress e i conflitti familiari possono accelerare la maturazione sessuale. Uno studio dell’Università dell’Arizona indaga lo sviluppo di bambini in età scolare e arriva alla conclusione che le ragazze anticipano la loro età della pubertà fino a cinque mesi quando crescono senza padre biologico. Lo stress si accentua maggiormente quando il padre è socialmente deviato e trascorre più tempo all’interno delle mura familiari prima di abbandonare la casa definitivamente.
<Questi dati concordano con gli studi sui bambini adottati> conferma il team dell’ l’Università dell’Arizona condotto dal ricercatore Bruce J. Elvis. <Sembra che ci sia una precisa finestra di tempo affinché nell’organismo s’inneschi l’ accelerazione della pubertà>. Dopo un intenso studio, nel 2011, lo stesso gruppo di lavoro evidenzia tra i fattori di vulnerabilità per le bambine anche la povertà, il conflitto della coppia genitoriale e il trauma dell’attaccamento.
Perché proprio una fanciullezza infelice possa condurre a uno sviluppo più precoce e quali meccanismi entrano in gioco in questo preciso fenomeno della PP non è ancora stato chiarito.

 

 

2) CRISI O PROCESSO?

La crisi della fanciullezza
La PP non comporta solo radicali trasformazioni somatiche ma anche profondi sconvolgimenti della fanciullezza. Un bambino che matura biologicamente prima dei suoi coetanei si sente inadeguato e in conflitto con se stesso.  La confusione e il disorientamento può essere visto come un processo normale e destinato a padroneggiare sul piano mentale l’esperienza del bambino di fronte alla trasformazione in atto nel suo corpo. Fra le conseguenze dell’ accelerazione puberale segnaliamo anche l'imbarazzo di molte bambine nei confronti delle compagne di scuola, spesso più giovani di età, e il desiderio di prolungare la fanciullezza da parte di altre giovani adolescenti, che ora si vedono tutto d’un tratto proiettate verso l'età adulta. In queste bambine, più che in altre con sviluppo puberale precoce, è da notare il rifiuto della crescita del seno, lo sconforto per i flussi mestruali e il manifestato timore di sentirsi rifiutate perché non più "bambine".
Del resto sul piano del corpo, le ragazze che si sviluppano prima rimangono tendenzialmente piccole, perché gli estrogeni fermano l’accrescimento osseo e ciò aumenta la loro percezione di non sentirsi desiderate.  A questo c'è da aggiungere che i ragazzi più vecchi trattano le bambine precoci come “grandi”, anche se il loro sviluppo emotivo non è allineato con la loro età anagrafica!

Il genitore del bambino precoce
<Quando il genitore riflette  sul suo disorientamento e quindi sulla delusione che il figlio, già in un tempo relativamente precoce,  non è più lo stesso e non si rende conto che qualcosa sta avvenendo, che è in corso già il cambiamento di umore..  può cercare di andargli più apertamente incontro>.  Con queste parole Elisabeth Raffauf, psicologa infantile e autrice del libro “Das MädchenBuch" perora la tesi dell’autoriflessione. Nella trasmissione  “Kummerkasten“ (custodia delle preoccupazioni), in onda sul canale televisivo tedesco KIKA, sostiene che le bambine di oggi hanno sempre più bisogno dei loro genitori come colonna più solida. 
Le mamme devono essere in grado di prendere le loro figlie seriamente e di capirle.

<Mia figlia ha dieci anni e da qualche tempo non sembra più la mia bambina. Dove prima la sua pelle era vellutata, ora è spuntato il primo brufolo, dove le sere precedenti i lunghi capelli setosi pendevano sulle spalle, ora sono comparse delle ciocche più consistenti. Negli ultimi sei mesi ha persino superato un’intera taglia di vestiti!>
Il caso di Stefanie è solo una delle tante storie raccontate da una mamma, la quale avrebbe bisogno di un aiuto, che fa fatica a comunicare.
E’ già questa la fine della fanciullezza? Così presto? Con i dieci anni? Quando la mamma di Stefanie vede la figlia in vestitino e leggins nel suo corpo cambiato, che si mette in posa davanti allo specchio e balla come Lady Gagà, questo significa che la figlia si sente in un qualche modo già grande?  Molto di più, ovvero, che lei vuole sperimentarsi e provare il proprio corpo. Tuttavia è ancora una bambina, e una parte del suo corpo, vuole ipoteticamente essere trattata così. In questo processo, in realtà, non è solo lo sviluppo del corpo a entrare in gioco ma anche le relazioni con gli altri, in primis con i genitori. Le prime modificazioni corporee preparano dunque la ragazza all’irritante contraddizione tra l’età anagrafica e la maturazione somatica. Stefanie sperimenta, comprensibilmente, questa transizione con apprensione perché c’e’ una perdita di parametri stabili di riferimento  e la paura di non riuscire a mantenere più il controllo sul proprio corpo.  E d’altra parte, la sua crescita repentina mette in difficoltà anche i genitori, che si sentono spaesati.

Quali sfide apre il fenomeno della PP per i genitori spaesati?  

La maggior parte delle mamme e dei papà ammette che i loro figli maturano biologicamente prima, tuttavia è anche consapevole che non esiste un uguale grado di maturità sul piano sociale e mentale.  Ma ciò è sempre vero?
Secondo Remo Largo, direttore del dipartimento di crescita e di sviluppo dell’ospedale pediatrico di Zurigo questa dichiarazione è in parte falsa.
<L’ accelerazione del processo biologico è spesso accompagnata anche da un progresso dello sviluppo sociale e intellettivo. Quando un bambino si sviluppa precocemente, spesso lo è stato anche il suo genitore in precedenza e ciò è sicuramente un vantaggio perché può attingere dalla sua esperienza>. 

In realtà, cosa è veramente importante costruire con il genitore è la perdita di controllo. Infatti, nel corso della pubertà lo stretto legame biologico ed evolutivo tra genitori e figli si interrompe. I coetanei diventano tutti d’un tratto la cosa più importante per i ragazzi. L’alleanza tra ragazzi coetanei diviene più forte e potente della paura di infrangere il patto di solidarietà creato con il genitore. I genitori soffrono anche per una perdita d’amore: ricevono sempre meno attenzioni, i discorsi si fanno sempre più rari e  il contatto corporeo viene a perdersi.
Come ci si deve comportare quando il proprio figlio rimane più a lungo fuori di casa?
Si deve pensare con preoccupazione?
<Bisogna lasciarlo andare> risponde Remo Largo. Ovvero, bisogna rendere conto al figlio che lui è responsabile delle sue azioni. Dovrebbe precisare, inoltre, quali sono i dubbi e le perplessità relativamente alle sue uscite.
Il ragazzo dovrebbe avere la percezione di sentirsi capito, di essere veramente preso in considerazione. <Senza paura, dovrebbe essere in grado di telefonare al genitore quando ne sente il bisogno!> replica il direttore della clinica universitaria.



3) COSTRUIRE NUOVI "PONTI" DI DIALOGO

I genitori possono fare molto per sostenere l’ autostima del loro figlio. Innanzitutto, possono spiegare ai figli che il loro corpo sta attraversando gli stessi cambiamenti che avvengono nei ragazzi più grandi.
La fase  delicata della PP è dunque fondamentale per parlare con il proprio bambino di quello che pensa stia avvenendo e per superare eventuali “malintesi” che possono crearsi in seguito ai repentini cambiamenti del corpo. Di questo parere è lo psicologo clinico Penny B. Donnefeld che perora l’opportunità di creare nuove modalità di dialogo del genitore con questi bambini.
Oltre a parlare apertamente con il proprio figlio, occorre anche offrirgli le nuove conoscenze di cui ha bisogno. Ad esempio, è possibile utilizzare un libro sulla pubertà con illustrazioni, orientato verso l'età del bambino e  gli stadi di sviluppo mentale. Il genitore potrebbe anche chiedere al medico endocrinologo di fiducia se ha del materiale aggiuntivo oppure un elenco di libri adatti per questa fase della crescita.
Ulteriore attenzione dovrebbe, inoltre, focalizzarsi sull' eventualità che il ragazzo subisca atti di bullismo connessi al suo sviluppo precoce.  Il genitore dovrebbe insegnargli come affrontare le prese in giro dei compagni, sottolineando l'importanza della ricerca di un insegnante se le prepotenze si stanno già verificando.
Creare nuovi “ponti”, nel senso di spazi mentali, dove poter stare con il proprio figlio è fondamentale per conoscere profondamente quello che succede e per instaurare un dialogo, ed escludere le soluzioni “immediate” del problema.
Conoscere e rimane in contatto con gli amici dei figli è altresì significativo per una genitorialità consapevole. Infine, incoraggiare le interazioni positive del ragazzo (quelle che mostrano la premessa di una chiara accettazione) aiuta sicuramente il ragazzo a vivere meglio il periodo di incertezza e confusione.  
Il sostegno esterno, rappresenta inoltre una risorsa per una varietà di condizioni di salute dei giovani. L’ incontrare altre famiglie che hanno avuto le stesse domande, preoccupazioni e frustrazioni è  davvero un aiuto concreto, cosi come sentire le storie e le esperienze di altre famiglie che attraversano questa fase delicata della crescita.
Concludendo, il sapere  che ci sono risorse disponibili e soprattutto che il loro utilizzo si presta come strumento di aiuto per affrontare le difficoltà di questa "transizione" aiuta da una parte a preservare l’ autostima del ragazzo precoce e dall’altra offre anche una maggiore serenità al genitore spesso impreparato.  

4) BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO 

Ellis, B.J., Boyce, W.T., Belsky, J., Bakermans-Kranenburg, M.J., & van IJzendoorn, M.H. (2011).  Differential susceptibility to the environment: An evolutionary- neurodevelopmental theory, 23, 7-28.
Herman-Giddens M. et al. (2012). Secondary Sexual Characteristics in Boys: Data From the Pediatric Research in Office Settings Network. Pediatrics.
Raffauf, E. (2013): Das MädchenBuch. Die neuen Mädchen - was sie für ihren Weg ins Leben brauchen. Der Elternratgeber Edizioni Beltz, Weinheim. 
Raffauf, E c/o la trasmissione KIKA: http://www.kika.de/kummerkasten/index.html
Rogers, I., Northstone K., Dunger D., Cooper A. et. al. (2010): Diet throughout childhood and age at menarche in a contemporary cohort of British girls, In: Public Health Nutrition: 13(12), 2052–2063. 
Ustorf Anne-Ev et al.(2014): Kinderheit im Zeitraffer, In: Psychologie Heute, S. 36-40  
SITOGRAFIA
http://www.edubaby.info/