Potrebbe realizzarsi una vera rivoluzione nel mondo dei farmaci che controllano la coagulazione e non solo nella prevenzione dello stroke nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. Durante il Congresso dell'International Society on Thrombosis and Haemostasis - Amsterdam Giugno/Luglio 2013 - è stato ribadito che “in tempi brevi si potrà disporre di farmaci orali innovativi, efficaci e sicuri, che sostituiranno i vecchi anticoagulanti legati a due limiti importanti: la somministrazione endovenosa per l’eparina e il continuo controllo dei valori della coagulazione per gli anticoagulanti orali di tipo cumarinico".

Le nuove evidenze cliniche riguardano una proteina chiave della coagulazione del sangue, l’apixaban, un inibitore diretto del fattore Xa che è atteso in Italia per il prossimo anno e sarà indicato per la prevenzione dell’ictus cerebrale nelle persone affette da fibrillazione atriale.

Dal congresso di Amsterdam e dalla Direzione del Dipartimento di Medicina Interna e cardiovascolare – Stroke Unit dell’Ospedale Universitario di Perugia non emerge soltanto questo. Ci sono infatti molte novità anche nel settore della cura dell'emofilia e queste novità riguardano particolarmente la qualità della vita dei pazienti e le terapie da allestire su misura per ogni individuo.

In questo senso è stato ribadito che l'impiego in profilassi del Fattore VIII ricombinante di terza generazione offra un azzeramento del tasso annuo di sanguinamenti, minori complicazioni correlate alla comparsa di emorragie e un miglioramento della qualità di vita di ogni giorno. Per ora la formulazione del fattore VIII ricombinante di terza generazione è in fase di sperimentazione avanzata.

 

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