A Nuoro una giovane donna di 49 anni affetta da SLA, si è avvalsa della Legge sul Biotestamento approvata di recente.

Premesso che non ho letto il testo completo della Legge, l'aspetto più importante è che non è più necessario l'intervento del Giudice che, senza cognizioni scientifiche che gli vengono "imboccate" spesso da medici che esprimono il proprio parere per convizioni ideologiche più che di scienza, decidono della vita della persona come ancora si verifica in Inghilterra.
Non è eutanasia, ma solo rispettare la volontà del paziente a rifiutare le cure, così come la nostra Costituzione garantisce.
E Patrizia (questo il nome della signora di Nuoro) ha rifiutato la "terapia respiratoria". La sedazione ovviamente è necessaria per evitare la sofferenza che ne seguirebbe con la mancata ventilazione.
Anche Papa Giovanni Paolo II quando nessuna terapia sarebbe stata di giovamento, rifiutò di esssere trasportato in Ospedale.
Ci si augura soltanto che non si verifichino abusi come (oggi un pò meno che in passato) fu per l'aborto che era diventato (ma ancora in molti casi lo è) un metodo anticoncenzionale.

La vita è sacra in ogni sua fase dal concepimento alla morte.

E questo non è, e non dovrebbe essere, un concetto riservato solo alla religione cattolica, perché a prescindere se si crede o non si crede alla vita dopo la morte, abbiamo tutti, in modo particolare i medici ovviamente, il dovere di salvaguardare la vita, di dare vita e non morte.

Nel caso in questione, quindi, nessuno ha procurato la morte di Patrizia.

Patrizia non ha più voluto essere curata. Era nel suo diritto.