Il suicidio è una delle principali cause di morte a livello internazionale. Ogni anno circa un milione di persone muore per suicidio in tutto il mondo.

La presenza di un disturbo psichiatrico rappresenta il maggiore fattore di rischio (studi autoptici rivelano che oltre il 90% delle vittime di suicidio soffriva di un disturbo psichico al momento della morte). Sempre più studi documentano la presenza di uno stretto legame tra suicidio e fattori socio-economici, come la disoccupazione, il basso reddito e le difficoltà familiari. Durante i periodi di recessione economica il rischio di suicidio diventa una preoccupazione assillante. Nel 2008, come conseguenza della crisi finanziaria globale la popolazione greca si è trovata di fronte a una grave crisi socio-economica. Nel 2011, il clima finanziario e socio-politico si è ulteriormente aggravato. In Grecia sono stati effettuati due studi nazionali di tipo trasversale, uno nel 2009 e un altro nel 2011, con l’intento di misurare l'impatto che la crisi finanziaria aveva sulla salute mentale della popolazione. Nel 2008, prima dello scoppio della crisi economica, la prevalenza nell’arco di un 1 mese di ideazione suicidaria (ossia di pensieri relativi al desiderio di togliersi la vita) era del 2,4%, tale dato è andato aumentando arrivando a 5.2% nel 2009 e a 6.2% nel 2011. Parallelamente sono cresciuti anche i tentativi di suicidio che dallo 0,6% del 2008 sono passati al 1.1% del 2009 e al 1,5% del 2011.

I soggetti più vulnerabili sono risultati essere coloro che soffrivano di depressione, il genere maschile, le persone sposate (solitamente questa condizione viene considerata protettiva rispetto al rischio suicidario), coloro che avevano bassa fiducia in se stessi e quelli con una storia pregressa di tentativi di suicidio. Vediamo nel dettaglio le motivazioni. Il genere maschile risulta più vulnerabile per il ruolo che riveste a livello sociale, ruolo strettamente legato al reddito e alle condizioni di lavoro.

L'aumentato rischio tra le persone sposate è dovuto al fatto che le difficoltà finanziarie conducono gli sposi ad interagire in maniera non supportiva e irritabile tra loro, con conseguente conflitto coniugale. Tale conflitto è maggiormente associato alla depressione e al suicidio.

 

Bibliografia

“Suicidal ideation and reported suicide attempts in Greece during the economic crisis”
Marina Economou,1,2 Michael Madianos,3 Lily Evangelia Peppou,1 Christos Theleritis,1 Athanasios Patelakis,1 and Costas Stefanis
World Psychiatry. 2013 February; 12(1): 53–59.