Le risate potrebbero non essere la miglior medicina e addirittura essere dannose per alcuni pazienti, secondo un nuovo studio.

Ricercatori inglesi hanno passato in rassegna benefici e danni della risata, usando dati pubblicati dal 1946 al 2013. La conclusione: ridere è una cosa seria.

Sono stati identificati benefici e danni delle risate e alcune condizioni che causano il riso patologico.

Alcune condizioni traggono beneficio dal falso riso o riso involontario (Duchenne). Il riso può aumentare la soglia del dolore, sebbene i clown ospedalieri non sembrano avere effetto sullo stress in bambini sottoposti a interventi chirurgici non gravi, anche ridendo a crepapelle.

Il riso riduce la rigidità delle pareti arteriose, effetto che i ricercatori pensano possa alleviare l’ipertensione. Anche il rischio di attacco cardiaco è ridotto.

I clown hanno migliorato la funzione respiratoria in pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva, e ridere di gusto per un’intera giornata può far bruciare fino a 2.000 calorie e abbassare la glicemia nei pazienti diabetici.

Il riso aumenta la fertilità: il 36% di aspiranti madri fatte ridere da clown dopo fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionale è rimasta incinta, contro il 20% del gruppo di controllo.

Tuttavia, ridere può anche avere effetti nocivi.

Una donna affetta da tachicardia ha avuto un collasso ed è deceduta in seguito a riso intenso, che può anche causare la rottura delle pareti cardiache e dell’esofago.

Un’inspirazione improvvisa nel bel mezzo di una risata può provocare l’inalazione di corpi estranei o provocare un attacco d’asma. La risata può provocare incontinenza ed ernie.

Gli autori elencano alcune condizioni che possono provocare risate patologiche. Ad esempio, le convulsioni epilettiche ne sono la causa più comune.

I ricercatori sostengono che la loro rassegna sfida lo stereotipo secondo cui ridere farebbe sempre bene, ma aggiungono che l’umorismo in tutte le sue forme è “a basso rischio e può essere benefico”.


Come ammoniva Paracelso: è sempre la dose che fa la medicina (e il veleno).

Fonte: Machines Like Us, 2013. Is laughter really the best medicine?