Vicenda "Biabiany": evitato un "Morosini-bis"?

Dr. Davide VentreData pubblicazione: 30 settembre 2014

Poche settimane fa, avremmo potuto trovarci di fronte all’ennesima tragedia “sul campo”. Tutti gli appassionati di calcio, come me, e di sport in generale, ricorderanno infatti la disavventura di cui è stato spiacevolmente protagonista il giovane calciatore francese Jonathan Ludovic Biabiany , centrocampista in comproprietà tra Samporia e Parma, in procinto di trasferirsi all’AC Milan.

Se non vigesse l’obbligo di essere sottoposti a visite mediche approfondite, che vale per tutti gli sportivi a livello agonistico, prima o poi ci saremmo trovati a parlare di un “Morosini-bis”, ricordando il povero atleta del Livorno Calcio, che nel 2012 ha perso la vita proprio durante una partita di calcio a causa di un arresto cardiaco fatale.

A Jonathan, invece, è andata bene. La sua attività agonistica ha subìto uno stop, che ci auguriamo temporaneo. Durante le visite mediche di rito, infatti, sembra che gli sia stata diagnosticata un’aritmia cardiaca che preclude, al momento, la possibilità che egli possa sostenere qualsiasi attività fisica.

Ma cosa può aver indotto i miei colleghi a giungere a questa conclusione? Cosa è stato riscontrato al ragazzo? Ha rischiato veramente di morire “sul campo”? E come mai nessuno si era accorto prima d’ora di questa aritmia?

Proviamo a rispondere nella maniera più esauriente possibile a queste domande. Di certezze, per ora, non possiamo averne, almeno finchè non verrà resa nota ai media l’aritmia colpevole. Possiamo però immaginare!

Quindi, prima di fare un’excursus virtuale nei possibili quadri patologici che possono aver causato questo disturbo del ritmo, dobbiamo fare alcune importanti premesse.

Le Linee Guida che regolano l’attività agonistica in Italia, sono riportate in un manuale, il cosiddetto “C.O.C.I.S.” (ultima versione rilasciata nel 2009), che racchiude i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. Esso è stato redatto con il contributo delle maggiori Società italiane e mondiali di Cardiologia, tra cui l’A.I.A.C. (Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione), ed ESC (Società Europea di Cardiologia).  Gli argomenti ivi maggiormente trattati, sono:

-         Classificazione degli sport in relazione all’impegno cardiovascolare

-         Screening cardiologico dell’atleta

-         Aritmie cardiache, cardiopatie congenite e valvolari, cardiomiopatie, miocarditi e pericarditi, ipertensione arteriosa sistemica, cardiopatia ischemica

-         Idoneità cardiologia

-         Valore e limite dei test genetici in Cardiologia dello sport

-         Aspetti medico-legali ed organizzativi

-         Effetti cardiovascolari dei farmaci di interesse medico-sportivo.

Detto questo, a noi, come già sopra detto, interessa capire se Biabiany ha realmente rischiato di morire durante lo svolgimento di una partita di Calcio (o durante l’allenamento, o magari anche durante il sonno) oppure se i media hanno calcato troppo la penna sulla notizia (non sarebbe una novità).

Allora iniziamo insieme il viaggio nelle aritmie cardiache, che vi avevo accennato.

Prima di tutto: cos’è un’Aritmia? L’aritmia è una variazione del ritmo cardiaco. Distinguiamone quindi grossolanamente 3 tipi: Extrasistoli, Bradicardie e Tachicardie.

Le Extrasitoli possono originare dagli Atrii (le due camere superiori del cuore) o dai Ventricoli (le due camere inferiori). Di solito essi sono battiti anomali “isolati”, a volte “ripetitivi” (ovvero si presentano in “coppia”, o in rapida successione di 3 o più); a livello fisico possono essere percepite come il senso classico di “palpitazione” o “battiti in gola” o “salti”. Spesso questo tipo di aritmie possono essere ben controllate anche senza una vera e propria terapia farmacologica, semplicemente correggendo gli stili di vita (es. fumo di sigaretta, caffè); a volte necessitano di farmaci. Più raramente occorrono interventi microinvasivi (es. Ablazione, Pace-Maker, Defibrillatore Impiantabile).

Poi abbiamo le Bradicardie e le Tachicardie. Definiamo le prime come un rallentamento del battito cardiaco che scende al di sotto dei 60 battiti/minuto (bpm); le tachicardie sono invece accelerazioni che superano i 100 bpm. Ciò che, per così dire, “a naso” può essere stato la causa dei problemi di Biabiany, sembrerebbe, appunto, dal punto di vista clinico, una tachicardia.

Ora, prendiamo una breve pausa da tutte queste nozioni finora elencate, e proviamo a ripetere il tutto in chiave semplice. A tale scopo, vi porto l’esempio di una strada (la via che viene percorsa dagli impulsi elettrici presenti nel cuore) e dell’automobile (l’impulso elettrico). Quante volte ci capita, viaggiando, di trovarci davanti ad una interruzione a causa di lavori in corso? E cosa facciamo a quel punto? Freniamo, rallentiamo, e spesso ci fermiamo: questo comportamento è assimilabile a ciò a cui va incontro l’impulso elettrico in una bradicardia.

Ma se ci troviamo invece in una situazione in cui il pericolo stradale non è segnalato, non ci sono apparentemente lavori in corso, e la strada è dissestata, cosa succede? Nella migliore delle ipotesi dovremo sterzare bruscamente per evitare, esempio, una buca presente nell’asfalto. Nelle peggiori delle ipotesi, invece, potrebbe capitare di finire rovinosamente fuori strada: questo è il caso delle Tachicardie.

Allora abbiamo un’aritmia. Quando, nell’ambito sportivo agonistico, ci si trova in presenza di questa condizione patologica bisogna interrompere tassativamente l’attività dell’atleta per sempre a meno che, identificata la causa scatenante, possa egli essere curato in maniera definitiva per potergli permettere di tornare a giocare senza alcuna possibilità di recidiva futura del problema.

Il COCIS nega l’idoneità in presenza di:

-         Storia familiare di morte improvvisa o di patologie aritmogene, o a rischio

-         Cardiopatia in grado di provocare, sia pure parzialmente, aritmie maligne (ventricolari), e disfunzione ventricolare

-         Sincopi o sintomi “maggiori” di possibile origine aritmica (cardiopalmo, sensazione di “manca fiato”)

-         Battiti Prematuri Ventricolari (Extrasistoli Ventricolari) molto precoci e/o ripetitivi e/o coppie strette e o TVNS (Tachicardia Ventricolare Non Sostenuta) ad alta frequenza e/o numerose, e/o tachicardie di origine dubbia

-         TVNS ripetitiva e correlata allo sforzo

-         BPV frequenti in cui si documenti una riduzione della FE (Frazione d’Eiezione – parametro rilevabile all’Ecocardiogramma di base)

Vi sono poi delle patologie che possono causare tachi-aritmie, anche maligne, la cui reversibilità (guarigione) non dipende dall’uso di farmaci mirati, o dall’applicazione di device come il PM o l’ICD (Defibrillatore Impiantabile), ma dalla correzione della causa scatenante. Qui possiamo citarne le più frequenti come le patologie della tiroide, o le disionie, patologie che fanno aumentare o diminuire alcuni ioni (es. Potassio).

Da non trascurare, infine, anche perché sono più frequenti di quanto sembra, ci sono delle cardiopatie “latenti”, che vengono spesso diagnosticate per puro caso, perché solitamente (e per fortuna) si manifestano con una perdita di coscienza (Sincope); le più importanti e diffuse sono: Sindrome di Brugada, Sindrome del QT lungo e Displasia Aritmogena del Ventricolo Destro (DAVD – ARVD).

La mia idea, seppur catastrofica in certi sensi, è che il sospetto per il malcapitato Jonathan possa essere il verosimile riscontro di una cardiopatia tra le prime due, in quanto la DAVD si può diagnosticare abbastanza agevolmente tramite un Ecocardiogramma Transtoracico e, in seconda istanza, da una Risonanza Magnetica Cardiaca. Queste patologie in genere, come ripeto, sono complicate dall’insorgenza di tachicardie ventricolari (maligne) che, attraverso l’insorgenza di sincopi, possono portare rapidamente alla morte, anche nel sonno (soprattutto nel caso di alcune forme della Sindrome del QT lungo – SQTL).

Inoltre, tutte e tre possono essere diagnosticate (ma non sempre) tramite un “banale” ECG, che evidenzia alcuni segni specifici grazie ai quali si può avanzare un fondato sospetto e quindi proseguire l’iter diagnostico mediante l’esecuzione di altri esami strumentali tra cui l’Ecocardiogramma e il Test da Sforzo.

Quali, tra queste patologie, avrà Biabiany?

Noi ci auguriamo, naturalmente, per questo giovane (classe ’85), che ha davanti a se una vita, nonché una carriera da professionista, che tutto si risolva per il meglio, che la tachicardia riscontrata non sia maligna, o che possa risolversi in maniera non invasiva.

Nel frattempo non ci rimane che elevare le antenne, ed aspettare eventuali news, che eventualmente discuteremo qui.

Domande?

 

 

Dott. D. Ventre

Autore

davideventre
Dr. Davide Ventre Cardiologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2006 presso UNIVERSITA' DI BRESCIA.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Brescia tesserino n° 8033.

30 commenti

#1
Dr. Mariano Rillo
Dr. Mariano Rillo

Caro Ventre
nessuna domanda...hai fatto un quadro abbastanza dettagliato delle possibili cause di un'aritmia...Sottolineo quello che affermi a riguardo del Brugada, che può presentarsi all'ECG con alterazioni intermittenti e quindi non sempre diagnosticabili....per il caso in questione ovviamente occorre attendere per capire di cosa si stà parlando. Posso dirti che nella mia personale esperienza (faccio l'elettrofisiologo interventista da 25 anni)spesso le aritmie negli sportivi vengono sottovalutate o sopravalutate e ci si ritrova con atleti "bloccati" che potrebbero tranquillamente avere l'idoneità (penso ad esempio a quanti WPW siamo stati costretti ad ablare soprattutto in passato, semplicemente per un "clear" dell'ECG ai fini dell'idoneità pur in presenza di una via anomala banale che non controindicava l'attività sportiva) e viceversa....E' un discorso complesso. Ciononostante (e sono dati ufficiali riportati da Alessandro Biffi, dell’ Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI di Roma e Past-President della Società Italiana di Cardiologia dello Sport)l’Italia non è seconda a nessuno per quanto riguarda adeguate modalità di screening in ambito sportivo agonista ai fini della prevenzione della MI (prevenzione primaria, fermo restando che qualunque screening, anche il più approfondito, non è in grado sempre di prevenire la MI). Questo impone quindi un’adeguata organizzazione in termini di intervento in caso di eventi, attraverso una defibrillazione precoce sui campi di gara (prevenzione secondaria della MI da sport, ossia durante e dopo l’evento)e in questo ambito direi che siamo ancora indietro

#2
Dr. Fabio Fedi
Dr. Fabio Fedi

La verità è che purtroppo dubito che sapremo mai la reale diagnosi che è stata posta al povero Biabiany: come ho già detto in altre occasioni, sullo stato di salute reale dei calciatori (scambiati per vagonate di quattrini fra una società e l'altra, e nessuna di esse vuol restare col cerino acceso in mano...) vige un riserbo maggiore di quello che una volta esisteva solo per il Papa e per i segretari del defunto PCUS!

#3
Utente 346XXX
Utente 346XXX

Scusate ma non ho ben capito, Ludovic Biabiany che tipo di aritmi ma ha, o meglio che tipo di tachicardia gli è stata riscontrata?



#5
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Io penso che la cosa più impirtante è che vi sia un defibrillatore semiautomatico pubblico ovunque venga svolta un attività sportiva di qualsiasi livello. Negli ultimi sei anni in Italia sono morti 592 ragazzi sotto 20 anni, nella stesso modo in cui è morto Morosini. Nessuna rianimazione nessuna defibrillazione

#6
Dr. Davide Ventre
Dr. Davide Ventre

Concordo Maurizio, e non solo, dovrebbe esserci in ogni luogo affollato (se estendiamo il discorso a tutta la popolazione).

Per UTENTE 346682,
in realtà non sono più state diffuse notizie dopo quel periodo e, a quanto ne so, biabiany non è ancora tornato in campo.
Le aritmie percui può essere stato comunque "fermato" sono quelle che a suo tempo avevo esposto nella mia news.

#7
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Sera dottori. Trovo interessantissimo ció che dite. Io pratico attività di corsa a livello agonistico. Tutti gli anni faccio ecg da sforzo ed ogni 2 anche ecocardiogramma. Ma secondo me il vero problema da affrontare è la faciloneria e l ignoranza. Mi spiego. Solo prendendo ad esempio i miei amici più stretti, posso dire che alcuni sono entro i 40 e totalmente sovrappeso. Altri normopeso che praticano attività fisica, ma che comunque non effettuano alcun tipo di controllo. Avendo io spesso provato a discuterne con loro ed avendomi in tutta risposta detto che io sono un ipocondriaco, credo che sia la cultura dello sport in sicurezza totale o quasi a non esistere. Per carità, un evento infausto(facendo corna e scongiuri) puó capitare anche a me che sono sotto controllo. Ma almeno in quel caso chi rimarrà potrà prendersela solo con la malasorte. Si parla giustamente di defibrillatori negli impianti sportivi in genere. E certo che sarebbero utili. Ma utile secondo me sarebbe anche obbligare nel senso letterale del termine, chiunque debba entrare in questi centri, anche solo per la partita amatoriale di calcetto, ad avere un bel certificato agonistico. Perchè il vero rischio è la cosiddetta partitella amatoriale. Sono sicuro che non capiterà mai che un sedentario incallito, di punto in bianco si alzi di domenica mattina e vada a fare 10 km di corsa. Rimarrebbero in caso solo i problemi cardiaci che non si possono prevedere. Ma quelli rientrano nella volontà del Signore e non è umana possibilità prevedere.

#8
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Guardi lasci perdere il Signore...altrimenti gli andrebbe chiesto perché ha tolto dalla vita 592 ragazzini al di sotto dei 18 anni negli ultimi sei anni in Italia....
Detto questo le assicuro che l allenamento come lei dice non protegge dalla morte improvvisa. Paradossalmente il sedentario si auto limita, perché non può certo correre ne la distanza ne con la velocità di chi è allenato e quindi si ferma prima. Muoiono i professionisti, gli atleti che sono allenati. L attività sportiva triplica la possibilità di morte improvvisa.
Non confonda attività fisica ( che fa bene) dall attività sportiva.
L allenamento per il cuore significa o aumentare i volumi venteicolari o gli spessori ventricolari. E questa è patologia. Arrivederci

#9
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Si dottore io sono d accordo con la sua disamina. Ma lei ha forse frainteso il senso del mio intervento. È chiaro che quando muoiono giovani sia una tragedia. Si figuri che io sono stato in prima persona toccato da una simile disgrazia. Ma intendevo solo dire che se tutti quelli che devono iniziare o fanno attività fisica seguissero uno screening, forse molti eventi tragici si potrebbero evitare. Lei ha ragione quando parla delle morti dei giovani. Ma lei lo sa meglio di me col lavoro che fa. Purtroppo niente si puó prevedere e tante cose inspiegabili vanno accettate pur facendosi milioni di domande. Io sono vigile del fuoco e se sapesse quante ne ho dovute mandare giù io... Ma semplicemente volevo dire che se anche un amatore, nel momento in cui decidesse di fare pure una sola partita di calcetto a settimana, facesse una bella visita, tanti problemi magari si eviterebbero. Ma poi credo non sia facile tracciare una linea tra attività fisica e sportiva in dei casi. Io stesso ad esempio, corro un'ora circa al giorno e mi diletto in qualche gara. Ma mi ritengo una persona che fa attività fisica, non di certo un grande sportivo.

#10
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

possiamo dire che lo screening a base di ECG edECG da sforzo possa abbassare il rischio, permettendo di rilevare un QT lungo, aritmie venteicolari, qualche caso di Brugada.... Qualche mio radio patria ipertrofica ma purtroppo questi rappresetano meno del 10 % delle patologie che pertanto a morte improvvise.
Pensi allo sport più gravato da morte improvvisa : il triathlon, e sempre accade nella prima parte all inizio della gara, durante il nuoto.
Purtroppo per questa patologia è vero che la cura è superiore alla prevenzione.avere sempre un DAE dove si fa sport.
La saluto

#11
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Assolutamente d accordo con questo dottore. Scusi se approfitto e le chiedo un parere su me. Io come dicevo corro circa un'ora al giorno. Diciamo velocità sostenuta. Pensa sia un allenamento eccessivo o comunque nella norma dell'attività fisica che è positiva. Intanto la ringrazio e le auguro un buon week end

#12
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Dipende dalla frequenzai che raggiunge e per quanto la mantiene.
Non è ragionevole superare i 150 bpm se non per qualche minuto, e magari per cose piacevoli....
Saluti

#13
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Perfettamente chiaro dottore... Saluti a lei

#14
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Dottor Cecchini buon giorno. Scusi se chiedo qui ma la lista in cardiologia era piena. Gentilmente una delucidazione. Oggi ho messo il cardiofrequenzimetro e camminando segnava 70. Poi ho cominciato a correre e dopo neanche 5 secondi ha segnato 168. Dopodichè si è stabilizzato tra 120 e 133. Non capisco questo 168. La cosa strana è che ho eruttato aria in quel momento ma non credo dipenda da quello. Mille grazie e buona giornata

#15
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Cambi cardiofrequenzimetro. Anzi lo butti. Ma siete schiavi di quegli aggeggi?

#16
Utente 319XXX
Utente 319XXX

Lo so dottore... In effetti l utilità è molto dubbia...

#17
Utente 220XXX
Utente 220XXX

Buonasera , volevo chiedere alcune informazioni
Io mi chiamo Cristiano Monti ho 24 anni sono di Alghero (Sardegna) , sono un ragazzo che svolge regolare attività fisica anche a livello agonistico (windsurf - corsa) e soffro di Extrasistolia Ventricolare e Blocco Branca dx dal 2009.
Avevo programmato un ricovero al policlinico San Donato in data 10/10/2012 , in quanto quell'anno era presente una forte e frequente extrasistolia ventricolare , monoforma , isolata , fasi di bi/trigeminismo , RR min 400 ms, 8000 BEV in 24h su circa 100 mila battiti , picchi di più di 350 extrasistole in 1h .
Venivo ricoverato per essere sottoposto a SEF ed eventuale ablazione TC del substrato aritmico.
Purtroppo nel periodo del ricovero l'aritmia cardiaca era scomparsa spontaneamente , quindi in sala operatoria è stato eseguito un test farmacologico per "stimolare" l'aritmia con ( Isuprel e.v fino a 3mcg/min con accelerazione della FC fino a 140bpm ) senza però evidenza di attività ectopica ventricolare , sia in condizioni di stress andrenergico sia in condizioni basali . Allorchè si decide di sospendere la procedura ablativa.
A distanza di anni continuo comunque a soffrire di questo tipo di aritmia , alcune volte forte e alcune volte molto più lieve . Continuo sempre a fare controlli periodici , quali Holter ecg - Eco - Ecg , e di recente ho eseguito qua in Sardegna una Risonaza Magnetica Cardiaca con Metodo di Contrasto per scongiurare eventuali displasie aritmogene ventricolari , anche questa APPARENTEMENTE NEGATIVA . Nonostante tutto questo mio passato "turbolento" mi consentono di praticare attività fisica anche agonistica . Ora leggendo i protocolli del COCIS indicati dal Dottor Ventre , TEORICAMENTE NON DOVREI SVOLGERE ASSOLUTAMENTE ATTIVITà FISICA !!!???? Sono un po confuso e terrorizzato .
In attesa di una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente di "cuore" a tutti e le porgo i miei più distinti saluti

Cristiano Monti .

#18
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Gentili dottori, mio figlio di 23 anni é stato bloccato dalla medicina dello sport per delle extrasistoli riscontrate, durante l'allenamento c'è stata una tachicardia dove il cuore é arrivato a 260 bpm per circa 30 secondi. Lui é completamente asintomatico , i medici hanno ritenuto opportuno fare una risonanza magnetica dove é stata riscontrata una cicatrice. Ovviamente é impossibile avere una risposta senza vedere i reperti. La mia domanda era se in futuro potrà tornare a fare agonismo. Ho sentito parlare di ablazione, potrebbe risolvere il problema del ragazzo? Grazie anticipate.

#19
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Non 23 anni ma 13 anni. Scusate

#20
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Mi scusi, ma il termine cicatrice non significa niente. Puo' fare copia ed incolla del referto deklla risonanza?

#21
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Buongiorno Dott. Cecchini e grazie per la risposta. Oggi proprio ritiro il referto. In giornata farò sapere. Il termine cicatrice mi é stato detto dalla Dottoressa che ha effettuato la risonanza.

#22
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Egr. Dottore, ho appena preso le risposte della risonanza e parlato con la Dott.ssa che ci seguirà, purtroppo ci ha detto che il ragazzo non potrà fare nessun tipo di attività sportiva, addirittura deve evitare qualsiasi attività che possa affaticare il cuore. da domani comincerà anche la terapia con i betabloccanti. sul referto c'è scritto:
Ventricolo sx di normali dimensioni e funzionalità globaleai limiti. VTDVS di 79cc/m2 e FE del 57.8%. Setto discinetico. lunga stria di fibrosi lungo il lato dx del setto interventricolare che alla base è intramiocardica e poi si porta a livello subendocardico fin all'apice. In tale sede non sostituzione adiposa nelle sequenze T2FS pesate. Ventricolo Dx con volumi e funzionalità nei limiti di norma. VTDVD di 92cc/m2 e FE del 50.3%. La parete anteriore dell'efflusso polmonare dx presenta bulging discinetici. Le sequenze in T2FS non dimostrano sostituzione adiposa. Fibrosi subendocardica a livello della parete posteriore basale e dell'apice. QP/QS 1/1. Non versamento pericardico. Ringrazio anticipatamente.

#23
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Buonasera Dottore. Cecchini, non ha piú scritto così ne pensa della diagnosi. Buon anno nuovo

#25
Utente 398XXX
Utente 398XXX

Per l'agonismo ci siamo messi l'anima in pace. Pensa che in futuro riesca a praticare qualche sport a livello ludico? Come é possibile stabilire qual'è il massimo che può fare? Non é facile tenere fermo un ragazzino di questa età. Noi vista la sua giovane età crediamo e speriamo sulla ricerca. Grazie

#26
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

Non é possibile stabilire un limite di sforzo,nche perche gran parteeelleafitmie maligne compajoni non all acme dello sforzo ma magari appena terminato uno sforzo

#27
Utente 475XXX
Utente 475XXX

Buonasera scusate se rispondo a un argomento vecchio ma dato che ci sono. Io non ho nessun problema cardiologico almeno non è mai stato trovato nulla. Faccio ecg normale e sotto sforzo tutti gli anni finora mai nulla e ecodoppler, ho effettuato 2 anni anni fa Holter nulla di ché. Ma c'è una cosa che non ho mai capito, e qualche anno che soffro di extrasistole, spesso o di rado dipende post sport (palestra) altri durante anche questi a volte. Quello che voglio capire durante lo sforzo fisico con pesi non succede mai, accade quando sono al tapis roulant dopo 10 minuti inizio a sentire un pressione al petto e qualche volta avverto un extrasistole. Ma sono pericolose? I miei test cardiologici sono tutti normali

#28
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

ripeta l holter e durante la registrazione vada sul tappeto ruotante

arrivederci

#29
Utente 475XXX
Utente 475XXX

Dottore quindi? É una cosa a cui devo stare attento? Non devo più correre al tappeto e fare sport fino al Holter?

#30
Dr. Maurizio Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini

mi scusi è lei che lamenta extrasistoli ed è opportuno vedere se le ha e di che tipo.
io non penso che lei abbia alcunche, ma va dimostrato con un holter.

arrivederci

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