Dottore, quanti punti ho avuto? Miniinvasivo non vuol dire più semplice

Dr. Lucio PiscitelliData pubblicazione: 02 settembre 2012Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2012

E’ una delle domande che più frequentemente viene posta dal Paziente o dai familiari al termine di un intervento.

E non raramente la complessità e la qualità di una procedura vengono completamente sottovalutate rispetto alle dimensioni delle incisioni o all’accuratezza della sutura cutanea, ignorando completamente tutto ciò che è stato fatto in profondità e che rappresenta ovviamente la parte essenziale dell’intervento.

Premesso che nessun intervento chirurgico può obiettivamente essere considerato “semplice” (https://www.medicitalia.it/blog/chirurgia-generale/194-un-semplice-intervento-chirurgico.htmlUn-semplice-intervento-chirurgico), la rapida diffusione delle metodiche videolaparoscopiche, accanto agli innumerevoli vantaggi che ha comportato, ha contribuito in certi casi a confondere le idee.

Ad un osservatore superficiale può infatti risultare agevole ritenere che una procedura eseguita attraverso “quattro buchini” e che consenta il rapido ritorno al domicilio sia più semplice, più sicura e meno “importante” di un intervento condotto mediante un’ampia laparotomia.

Ciò è profondamente falso, dal momento che i tempi chirurgici fondamentali ad esempio di una colecistectomia o di una colectomia con accesso videolaparoscopico sono largamente sovrapponibili a quelli della chirurgia aperta; come pure restano ampiamente sovrapponibili rischi e possibili complicazioni, se si escludono, e neanche del tutto, quelle strettamente legate alla via di accesso (deiscenza, laparocele, ecc.).

 

Autore

luciopiscitelli
Dr. Lucio Piscitelli Chirurgo vascolare, Chirurgo generale, Chirurgo d'urgenza

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso 2a FACOLTA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 13488.

5 commenti

#2
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Caro Lucio,
Sono perfettamente d'accordo. Una volta si diceva <grande taglio,grande chirurgo>, oggi sembrerebbe doversi dire <piccolo buco,grande chirurgo>.
Ovviamente la "verità" sta nel mezzo.
Non entro nel merito della chirurgia addominale dove la videolaparo ha sicuramente i suoi vantaggi,ma,come sempre, è necessario valutare caso per caso,patologia per patologia,paziente per paziente.
Anche per la neurochirurgia esiste la medesima problematica.
Accanto agli indubbi vantaggi che le tecniche non invasive per esempio l'embolizzazione degli aneurismi,delle MAV,l'approccio transfenoidale all'ipofisi ecc. hanno apportato,esse non hanno soppiantato per nulla le tecniche chirurgiche tradizionali,poichè condizioni anatomiche (posizione degli aneurismi o delle MAV, condizioni delle arterie ecc)spesso fanno propendere per l'intervento classico.
Questo è valido ancor più in chirurgia vertebrale dove, operando sempre con il microscopio,la differenza delle incisioni cutanee è spesso di pochi cm. e il paziente viene dimesso ugualmente uno o due giorni dopo l'intervento.
I tempi chirurgici sono il più delle volte sovrapponibili,in qualche caso inferiori con la tecnica tradizionale microchirurgica.
Quest'ultima,infine, consente un maggior controllo del campo operatorio, come per esempio una accurata emostasi che spesso è complessa e rischiosa nelle tecniche mininvasive.
Concludo auspicando che il chirurgo,nel rapporto con il proprio paziente,abbia costantemente onestà intellettuale e disponibilità a informarlo di tali controversie e problematiche.
Un caro saluto

#4
Utente 317XXX
Utente 317XXX

purtroppo i chirurghi di mio padre non hanno avutoun rapporto di disponibilità e d'informazione

#5
Utente 317XXX
Utente 317XXX

purtroppo i chirurghi di mio padre non hanno avutoun rapporto di disponibilità e d'informazione

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