Inseminazione intrauterina (IUI): quando, come e perché

Prof. Lamberto CoppolaData pubblicazione: 15 marzo 2013

Il termine “inseminazione artificiale” fa riferimento a una serie di tecniche di inseminazione che possono essere: intravaginale (IVI), intracervicale (ICI), intratubarica (ITI), intraperitoneale (IPI) e intrauterina (IUI).

La tecnica di primo livello oggi più spesso utilizzata è la IUI (IntraUterine Insemination) che consiste nell’introduzione degli spermatozoi all’interno della cavità uterina durante il periodo dell’ovulazione; questo permette di incrementare la densità di spermatozoi mobili disponibili per fertilizzare l’ovocita, aumentando quindi la possibilità d’incontro dei gameti [Quaas A. and Dokras A, 2008].

L’uso di tale tecnica ha lo scopo di aggirare alcuni fattori che potrebbero impedire la progressione degli spermatozoi nell’apparato riproduttivo femminile, come ad esempio un pH eccessivamente acido a livello vaginale o un’eventuale ostilità da parte del muco cervicale alla penetrazione dei gameti maschili.

Diverse, infatti, sono le indicazioni per l’utilizzo dell’inseminazione intrauterina, tra cui (Rowell P. and Braude P., 2003):

  • Infertilità da fattore cervicale
  • Infertilità inspiegata per la quale rappresenta il trattamento di prima scelta
  • Endometriosi lieve (di I e II stadio)
  • Fallimento nell’eiaculazione di tipo anatomico, neurologico, eiaculazione retrograda o impotenza
  • Infertilità maschile di grado lieve- moderato, in particolare ipospermia e oligo-astenozoospermia media-lieve
  • Infertilità da fattore immunologico data dalla presenza di anticorpi antisperma nel liquido seminale o nel muco cervicale
  • Disfunzioni ovulatorie per le quali molti autori consigliano come primo trattamento l’induzione dell’ovulazione con rapporti mirati; se quest’approccio fallisce l’IUI con eventuale stimolazione farmacologica, rappresenta una buona indicazione.

 

Il successo di questa tecnica dipende da una serie di fattori, tra cui: la causa dell’infertilità, bisogna avere, infatti, una regolare ovulazione, un’elevata concentrazione e una buona vitalità e qualità degli spermatozoi [Khalil M.R. et al, 2001], una buona funzionalità a livello tubarico e un adeguato trasporto e successivo impianto dell’embrione.

Ancora importante è l’età dei pazienti e la durata dell’infertilità, infatti, una diminuzione nei tassi di successo è correlata con l’aumento della durata dell’infertilità, essendo fortemente compromessa quando è maggiore di 3 anni [Ibérico G. et al, 2003].

 

Autore

lambertocoppola
Prof. Lamberto Coppola Ginecologo, Andrologo, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Bari.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Lecce tesserino n° 2378.

1 commenti

#1
Utente 306XXX
Utente 306XXX

Salve una informazione ho fatto la prima iui con il mio ciclo naturale senza farmaci venerdi quando sono tornata a casa avevo abbastanza muco ma sabato piu nulla leggere fitte alle ovaie e oggi di nuovo muco ma leggermente meno dell altro sempre leggere fitte alle ovaie e normale o no?

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