Rischio trombo embolico sui contraccettivi ormonali: aggiornamenti EMA e AIFA

Dr. Nicola Blasi Data pubblicazione: 14 ottobre 2014

Le raccomandazioni EMA (European Medicines Agency).

Il PRAC ( Pharmacovigilance Risk Assessment Committee) dopo la revisione di tutti i dati disponibili sul rischio trombo-embolico  venoso  (TEV) e arterioso associato ai contraccettivi , conferma che nel prevenire le gravidanze indesiderate, "i benefici di tutti i contraccettivi orali combinati (COC) continuano a superarne i rischi".

Viene raccomandato alle donne che ne fanno uso senza problemi di non interromperne l'assunzione, ed ai medici di informare le utilizzatrici circa i segni e sintomi di pericolo, che devono essere presi in considerazione, anche dai sanitari stessi.

I miti e le leggende che riguardano le pillole contraccettive sono numerosi anche perchè, alimentati in parte da notizie vere , ma presentate sensazionalisticamente dai mass media. Ogni donna ha un rischio trombo-embolico (TE) naturale di base, senza pillola, che non è mai pari a zero , ma aumenta progressivamente con l'età.

A questo si aggiunge in molte ragazze e giovani donne, il fumo di sigaretta, che di per sè è un fattore che aumenta un rischio spontaneo di TE, sovrappeso, obesità, ciò significa che una giovane donna di 25 anni sedentaria con sovrappeso/obesità, che fuma ha un rischio persistente di andare incontro ad una TEV spontanea perenne, ogni anno, superiore a quello di una donna che assume un COC di 3^-4^  generazione, rischio che per altro si esaurisce entro il primo anno di assunzione.

In conclusione lo stile di vita, le caratteristiche personali e le abitudini voluttarie incidono tanto quanto o addirittura più della contraccezione ormonale sul rischio TE della donna, insieme all'età. Voglio sottolineare che il rischio TEV nell'uso del COC si concretizza nei primi mesi  e nel primo anno di assunzione , ma prende sempre maggiore consistenza l'ipotesi che si rinnovi AD OGNI INTERRUZIONE,PAUSA BREVE O SOSTITUZIONECON PREPARATI PIU' ESTROGENICI.

Pertanto, la "pausa depuratrice annuale o biennale", che fa parte del mito collettivo della donna e talvolta del medico, ANNULLA GLI EFFETTI BENEFICI A LUNGO TERMINE DELLA PILLOLA (prevenzione su tumore dell'ovaio, endometrio e colon) , ma addirittura potrebbe essere responsabile dell'aumentata incidenza di eventi TEV , o quantomeno del rinnovarsi  o del protrarsi di tale rischio nel tempo.

Fonti: AIFA, EMA

DR A. Gambera e al.(quick review in GINECOLOGY)

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

2 commenti

#1
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Questa news segue quella della inutilità della sospensione periodica della pillola che crea un aumentato rischio TEV e un aumentato rischio di gravidanze indesiderate

#2
Utente 393XXX
Utente 393XXX

Grazie per le sue delucidazioni Dottore. I suoi articoli sono sempre chiari, ben motivati ed aiutano a mio avviso ad uso corretto e coscienzioso dei contraccettivi ormonali da parte di noi utenti. Grazie ancora

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