L’oncofertilità si pone come obbiettivo quello di conservare il potenziale riproduttivo nelle/nei pazienti affetti da una patologia oncologica.

In ambito ginecologico, il trattamento “standard” per una patologia oncologica che interessi l’utero (tumore della cervice uterina, tumore dell’endometrio, sarcomi uterini) e/o le ovaie (tumori epiteliali dell’ovaio), prevede la combinazione di trattamenti chirurgici (isterectomia, annessiectomia), chemioterapici e/o radioterapici che esitano in una perdita del potenziale riproduttivo.

In casi selezionati, per alcuni tumori ginecologici iniziali, a seguito di un adeguato inquadramento e counseling da parte di un team multidisciplinare composto da esperti in ginecologia oncologica come anche da esperti in medicina della riproduzione, esistono delle strategie terapeutiche atte a conservare l’apparato riproduttivo femminile.

Quindi, donne affette da tumori della cervice, dell’utero, delle ovaie in stadio iniziale, con forte desiderio procreativo, possono essere valutate per un trattamento “fertility sparing”. 

Preme comunque sottolineare come questi trattamenti “fertility sparing” rappresentino una “personalizzazione” che devia dallo “standard”. Sebbene gli outcomes oncologici siano sovrapponibili, meno della metà delle donne cerca poi effettivamente una gravidanza. Pertanto è fondamentale che queste pazienti vengano seguite in centri specializzati, bilanciando il reale desiderio riproduttivo della donna con le necessità del trattamento oncologico.