Rifiuto cure non eutanasia

Dr. Giovanni Migliaccio Data pubblicazione: 06 febbraio 2018

A Nuoro una giovane donna di 49 anni affetta da SLA, si è avvalsa della Legge sul Biotestamento approvata di recente.

Premesso che non ho letto il testo completo della Legge, l'aspetto più importante è che non è più necessario l'intervento del Giudice che, senza cognizioni scientifiche che gli vengono "imboccate" spesso da medici che esprimono il proprio parere per convizioni ideologiche più che di scienza, decidono della vita della persona come ancora si verifica in Inghilterra.
Non è eutanasia, ma solo rispettare la volontà del paziente a rifiutare le cure, così come la nostra Costituzione garantisce.
E Patrizia (questo il nome della signora di Nuoro) ha rifiutato la "terapia respiratoria". La sedazione ovviamente è necessaria per evitare la sofferenza che ne seguirebbe con la mancata ventilazione.
Anche Papa Giovanni Paolo II quando nessuna terapia sarebbe stata di giovamento, rifiutò di esssere trasportato in Ospedale.
Ci si augura soltanto che non si verifichino abusi come (oggi un pò meno che in passato) fu per l'aborto che era diventato (ma ancora in molti casi lo è) un metodo anticoncenzionale.

La vita è sacra in ogni sua fase dal concepimento alla morte.

E questo non è, e non dovrebbe essere, un concetto riservato solo alla religione cattolica, perché a prescindere se si crede o non si crede alla vita dopo la morte, abbiamo tutti, in modo particolare i medici ovviamente, il dovere di salvaguardare la vita, di dare vita e non morte.

Nel caso in questione, quindi, nessuno ha procurato la morte di Patrizia.

Patrizia non ha più voluto essere curata. Era nel suo diritto.

 

Autore

giovannimigliaccio
Dr. Giovanni Migliaccio Iscritto decedutoNeurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1979 presso UNIVERSITA' DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31889.

7 commenti

#1
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Caro Giovanni,
la tua sensibilità nell'affrontare un tema tanto spinoso ancora una volta suona come un appello al nostro giuramento che, prescindendo da fede ed ideologie, ci deve costantemente ed indiscutibilmente porre a difesa della vita con il supporto della scienza ma anche della pietà umana, se vogliamo veramente sentirci Medici.

#2
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Grazie del tuo intervento.
Eh si! Pensare che medici che causano volontariamente la morte di un individuo protetti dalla Legge (vedi pena capitale negli USA) o autorizzati da non medici (vedi sentenze inglesi ma anche qualche italiana), almeno a me e spero non solo a me, suscita vergogna.
Non parliamo dei medici tedeschi durante il nazismo!

Sarebbero esenti da tale vergogna i medici che praticano l'aborto terapeutico, se così in realtà fosse, ma l'indicazione terapeutica sappiamo bene quanto è forzata.

#3
Ex utente
Ex utente

Bello veder consolidata un'amicizia fatta di stima professionale e amore fraterno reciproco.
Voi , Dr GIovanni e Mauro,nonostante le differenti specializzazioni,siete un bel esempio di soldalizio accomunati dall'amore verso il prossimo.

#4
Ex utente
Ex utente

"Sarebbero esenti da tale vergogna i medici che praticano l'aborto terapeutico"


Sa ,la maggior parte della gente è così soggettiva che in fondo nn prova interesse per altro che per sé stessa.
Ne consegue che in tutto quello che viene detto ,pensano subito a sé stessi,e ogni causale riferimento attinente a qualcosa di personale attira e occupa la loro attenzione , sicché loro non sono minimamente in grado di afferrare il contenuto oggettivo del discorso .questo deriva anche dal fatto che per loro nessun argomento conta quando gli di contrappongono il loro interesse o la loro vanità.
Ecco perché si distraggono facilmente,ed è così facile ferirli ,offenderli ,mortificarli che quando si parla con loro ,anche nel modo più obiettivo ,di qualunque cosa ,non si sta mai abbastanza in guardia per evitare possibile riferimenti che potrebbe risultare urtare il loro delicato"io" .

:) Buon pomeriggio.

#5
Medico
Medico

Ciao Giovanni,
condivido in toto il tuo intervento.
L'accanimento terapeutico è un atto di assoluta crudeltà e la Medicina deve arrendersi quando non ci sia più speranza di curare.
L'ultima parola spetta al paziente il quale può scegliere, come fu fatto fare ad un Papa, che la Natura faccia il suo corso.
Purtroppo la morte è frustrante per qualunque Medico, ma quando è un evento ineluttabile si deve rispettare la volontà dell'individuo di morire, senza
accanirsi o imporre una vita sorretta dalle "macchine".
Ciao e buona giornata.
Vincenzo.

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