Tubercolosi, programmazione per l’eradicazione globale (TB end)

Dr. Valerio LangellaData pubblicazione: 05 giugno 2019

Nel 1952 il premio Nobel per la medicina Selman Waksman, a proposito della Tubercolosi, scriveva che "... la vecchia nemica dell'umanità sta per essere ridotta ad un problema irrilevante per l'uomo….il futuro è invero brillante e la completa eradicazione di questa malattia è ormai all'orizzonte". 

Quasi 80 anni dopo, nonostante la nostra accresciuta familiarità e maggiore consapevolezza della malattia, la tubercolosi (TB) continua invece a causare elevata morbilità e mortalità, sebbene si sia registrato un significativo calo dei casi.  

Dagli inizi degli anni '80 del secolo scorso si è assistito in Italia, così come nei paesi ad definiti ad alto reddito, ad una progressiva inversione di tendenza circa numero di casi, causata dall'epidemia di HIV e dai flussi di migranti provenienti da paesi ad alta incidenza di malattia. 

La prevalenza è aumentata ad un livello così preoccupante che l'OMS l'ha dichiarata un'emergenza sanitaria globale già nel 1993 e successivamente ha sviluppato il programma End TB, con l'obiettivo di porre fine all'epidemia di TB globale entro il 2035.  

In Italia la TB è ancora da considerarsi una malattia rara, ma non bisogna abbassare la guardia; è diffusa prevalentemente nelle grandi città, con frequenti piccole epidemie in ambito scolastico, luoghi di lavoro, carceri e/o case di cura.  

La gestione ed il trattamento, così come il controllo della trasmissione, sono difficili da attuare in maniera capillare, a causa dell’aumento dei viaggi globali, del sovraffollamento di alcuni contesti urbani, aumento della resistenza ai farmaci, politiche sanitarie poco efficaci, strumenti diagnostici limitati e mancanza di un vaccino efficace. 

Per far fronte al problema dunque, vi è necessità di efficaci strategie di controllo e programmazione, specie nelle categorie a rischio (immunodepressi,  

immigrati, indigenti, detenuti, homeless), con interventi volti ad identificare rapidamente i pazienti a rischio, migliorare l'accesso ai servizi sanitari, prevenire il contagio, favorire l'aderenza alle cure e promuovere a tutti i livelli la conoscenza della patologia e dei rischi per la salute pubblica, al fine di evitare ritardi diagnostici e terapeutici, intollerabili per una malattia infettiva contagiosa a trasmissione aerea.

Nonostante queste sfide infatti, dobbiamo tenere presente che questa antica malattia è curabile e che i decessi correlati alla tubercolosi sono prevenibili nella maggior parte dei pazienti. 

Il programma End TB funzionerà, ma sono urgentemente necessari strumenti diagnostici veloci ed economici oltre che precisi; con l'accresciuta attenzione al problema nella sua complessità ed interezza, con il perfezionamento dei regimi terapeutici e sviluppo di vaccini, con gli sforzi di politica sanitaria possiamo essere fiduciosi che finalmente la TB sarà in futuro, non remoto, completamente eradicata. 

Autore

valeriolangella
Dr. Valerio Langella Allergologo, Medico internista, Pneumologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2004 presso SECONDA UNIVERSITA' DI NAPOLI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 31075.

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