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Come fare una diagnosi del disturbo bipolare attraverso la sua "geometria"

Dr. Matteo PaciniData pubblicazione: 15 maggio 2014Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2021

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Molte persone affette da bipolarismo non si riconoscono nella sua classica descrizione. Alcune delle critiche più frequenti alla diagnosi di disturbo bipolare sono "Io sono sempre depresso, non ho mai fasi euforiche", oppure "le mie fasi sono di cattivo umore, irritabilità, non mi sento né depresso né tantomeno euforico", oppure "depressioni ne ho avute anche gravi, di euforia qualche volta ma poca".

Vediamo di ricostruire una mappa dei disturbi bipolari che aiuti meglio a capire di cosa stiamo parlando, che non è un'alternanza di euforia e depressione o, meglio, non sempre in questa forma "pendolare" tra due poli opposti nella qualità dell'umore (triste-euforico).

La rappresentazione lineare degli stati dell’umore: depressivo, maniacale e misto

Fasi "su" non è sinonimo di fasi "euforiche" e viceversa, e d'altra parte l'umore depresso non è sinonimo di fasi "giù". Se si rappresenta il decorso di una sindrome bipolare con le fasi su e giù rappresentate in maniera lineare (vedi figura sotto), si pone però il problema di come rappresentare i cosiddetti "stati misti dell'umore", in cui coesistono sintomi depressivi e maniacali. Rappresentiamo quindi lo stato con una serie di stanghette verticali parallele.

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Le combinazioni degli stati dell’umore misti nel disturbo bipolare

Non esiste però un solo stato misto, ma una serie di combinazioni possibili di sintomi depressivi e maniacali che possono essere classificati a loro volta in stati misti depressivi e stati misti eccitati.

L’umore inibito o eccitato

A questo punto ci avviciniamo più a quella che è la concezione originaria del disturbo bipolare e dobbiamo cambiare riferimenti geometrici. Introduciamo una terza dimensione e proviamo a considerare una sfera, nella quale contrapponiamo gli emisferi di “inibito” ed “eccitato” (altrimenti detti rallentato e accelerato).

L'umore inteso come qualità diviene solo uno stato dalle molteplici sfaccettature e l'euforia gioiosa è solo una di queste sfaccettature, così come la malinconia. Polo positivo e polo negativo che si intersecano con altri due emisferi (destro e sinistro, che indicano il pensiero povero o ricco).

Potremmo avere quindi diverse combinazioni "inibite" e diverse combinazioni "eccitate". Una mania classica allinea pensiero ricco e accelerazione e la qualità dell'umore spazia dalla gioia all'irritabilità.

Le fasi del disturbo bipolare dal punto di vista bi-dimensionale

Il movimento da fase a fase nelle rappresentazioni bi-dimensionali è una curva che sale o scende (l'ampiezza è la gravità), e nelle fasi miste sale e scende in maniera così rapida da rappresentare la "contemporaneità" dei sintomi depressivi e maniacali.

Le fasi del disturbo bipolare viste in tridimensionale

Nella rappresentazione tridimensionale l'andamento delle fasi corrisponde a un'orbita, che può avere diverso orientamento, ma anche diversa ampiezza, dal centro alla superficie della sfera.

La geometria tridimensionale, oltre a rendere rappresentabili in maniera uguale le varie fasi, non distingue le fasi miste dalle altre, per necessità grafica, ma invece individua ogni fase con tre coordinate: ampiezza, latitudine, longitudine.

La diagnosi dei temperamenti dell’umore: le orbite

Le orbite corrispondono, riducendone l'ampiezza al minimo, ai temperamenti affettivi. È infatti noto che il temperamento quale esso era ed è fuori dalle fasi di malattia corrisponde alla qualità dell'umore: temperamento ipertimico si accoppia con mania euforica, ciclotimico con mania impulsiva, depressivo con mania disforica, temperamento ciclotimico con depressione eccitata.

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Dalla diagnosi alla terapia: quali sono i farmaci per il disturbo bipolare?

Le orbite bipolari sono influenzate dalle cure in maniera diversa:

  • ci sono farmaci che spostano la persona da un punto dell'orbita all'altra, ma non alterano l'orbita (antidepressivi);
  • altri stabilizzatori che rallentano il movimento orbitante e lo stabilizzano secondo il temperamento sottostante, ovvero l'orbita fisiologica;
  • gli antipsicotici che riducono l'ampiezza dell'orbita, ma non necessariamente rallentano il movimento da un punto all'altro dell'orbita.

La polarizzazione fattore comune delle fasi

Così come nel meccanismo con cui i satelliti orbitano intorno a un pianeta: più si allontanano dal pianeta stesso, più tendono ad allargare l'orbita. Esiste cioè un meccanismo per cui l'eccitamento o l'inibizione, nel disturbo bipolare, tendono a "magnetizzarsi" sui rispettivi poli, autoalimentandosi. Un movimento eccitatorio non ne induce automatica uno di compensazione, ma anzi tende ad indurne uno riverberante, di accentuazione della distanza dell'orbita dal centro della sfera.

La "polarizzazione" è quindi il fattore comune del disturbo bipolare, al di là delle fasi, ed è comune a quelle eccitate (polarizzazione eccitatoria) e a quella depressiva. In altre parole: nel primo caso una tendenza ad accelerare da soli, nell'altra a frenare da soli.

Ripensando le proprie fasi in questo modo, sarà più facile anche seguire le evoluzioni del proprio disturbo e della cura, non più da fase a fase ma da stato a stato secondo tre coordinate, e senza l'equivoco di dover per forza considerare la depressione in rapporto all'euforia o di credere che eccitazione significhi euforia.

Per inciso la forma più frequente della depressione è quella agitata, così come la forma più frequente della mania è quella irritabile.


Autore

matteopacini
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1999 presso Università di Pisa.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Pisa tesserino n° 4355.

15 commenti

#1
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Dottore, articolo molto chiaro. Cosa succede a chi segue cure che comprendono stabilizzatori(litio) e antidepressivi?

#2
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

E' una delle possibili soluzioni. Antidepressivi insieme agli stabilizzatori sono proponibili, con la riserva che in genere ci si arriva con la sequenza: antidepressivo, poi si aggiunge litio o altro stabilizzatore, mentre invece sarebbe più "pulito" il percorso inverso, ovvero stabilizzatore e poi antidepressivo, non necessariamente in mantenimento.

#3
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Sarebbe più "pulito" ma a volte, secondo me, è opportuno dare la priorità al superamento della fase depressiva. Lo psichiatra deve avere anche il "coraggio" di fare scelte non da manuale ma che in "quel" momento sono le "migliori" per il paziente.

#4
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Non ha capito il senso del discorso però se fa questa distinzione. E' esattamente l'errore che negli anni ha portato ad una prescrizione di antidepressivi ai bipolari a partire dalle fasi depressive, con risultati talvolta peggiorativi anche nell'immediato. Il senso dell'articolo è questo, se la soluzione fosse antidepressivo su depressione e poi ci pensiamo ritorniamo al punto di partenza del ragionamento. Non è che l'antidepressivo è "quella cosa che fa passare i sintomi depressivi", il punto è questo. Poi mi permetta di dire, ma quest'idea che il medico quando compie scelte da manuale in realtà non è "umano" o comprensivo è una delle principali sciocchezze. Se mai in psichiatria i manuali spesso non sono rispettati nella pratica, proprio per andar dietro a indicazioni che i pazienti danno nel loro linguaggio, e confondendo questo con il linguaggio tecnico. Voglio un antidepressivo non significa che per contentar il paziente si prescrive un antidepressivo.

#5
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Mi sa che non ci siamo capiti. Io sono soddisfatta della mia cura e del mio psichiatra ma, purtroppo, non sono la sola in famiglia a soffrire di disturbo bipolare e la cura dell'altra persona, in un'altra zona d'Italia, è da 1 anno e mezzo quella della stabilizzazione e della non uscita dalla depressione.

#6
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Sì, ma il concetto è questo. Trattandosi non di depressione (che è ciò per cui gli antidepressivi sono stati provati prima dell'immissione in commercio), ma di un altro disturbo, non è affatto detto che ci sia una soluzione alla fase depressiva che passa per l'antidepressivo. Soprattutto se questo significa poi produrre un peggioramento nel tempo del quadro, come a volte accade. I sintomi depressivi nel disturbo bipolare sono trattabili anche con altri strumenti, oltre che rimanere in parte non trattabili (almeno nell'immediato, perché c'è da ricordare che non sono sempre persistenti).

#7
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Ok, ma per me 8 mesi(fase più lunga)di depressione sono già stati un inferno, 1 anno e mezzo non penso che avrei resistito!

#8
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Sì, ma vedo che continua a insistere con lo stesso punto. Sta ripetendo che una persona sta male, e quindi questo che significa, non vedo il nesso. Se la fase depressiva è lunga allora i farmaci non adatti diventano adatti ? Purtroppo è il punto di partenza che è sbagliato: lo scopo dell'articolo era sostanzialmente illustrare e spiegare esattamente quel che non ha capito per adesso. Le sue conclusioni sono il punto di partenza dell'articolo.

#9
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Ho capito, l'articolo è molto chiaro. Penso che il mio medico ridurrà gli antidepressivi. Prendendone due (anafranil, fevarin) non so quale sarà il criterio, ma ci penserà lui.

#10
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Non capisco il discorso sul suo medico. Il suo medico farà quel che ritiene , non vedo che c'entro con l'articolo e con i commenti. Mi sembra un discorso privo di senso: penso che il mio medico ridurrà .... Che ne sa ?

#11
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Io ho capito che la necessità di stabilizzare l'umore sia ciò che i manuali ritengono sia cosa prioritaria. Inoltre un mio amico medico ritiene che verrà ridotto l'antidepressivo; quindi ho dedotto che lo farà pure il mio psichiatra. Aggiunga che io sono una paziente "rompiballe".

#12
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Continuo però a non capire il bisogno di dover scommettere su cosa farà il suo medico. Farà quel che farà, non vedo perché il parere dell'amico medico e quello di cui si parla qui siano delle premesse per dover ipotizzare cosa farà o meno il suo medico, non vedo semplicemente il nesso.

#13
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Non ho scommesso, ho solo ipotizzato che il medico diminuisca l'antidepressivo. Non c'era neanche il nesso nei commenti storici!

#14
Dr. Matteo Pacini
Dr. Matteo Pacini

Il nesso nei commenti storici è semplice, è lei che non lo capisce, ma il suo scopo in questi interventi è di offendere e provocare. Ha solo ipotizzato, bene, non capisco perché e che senso abbia.

#15
Utente 317XXX
Utente 317XXX

Ok, mi arrendo: questi commenti non avevano senso!

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