Paranoia: può emergere nelle vacanze

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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta

Milioni di famiglie si riuniscono questi giorni in occasione delle feste. Milioni di fratelli, genitori, figli, suocere e nuore si mettono alla prova, spingendo a vicenda i bottoni che scatenano reazioni nell’altro. Tua suocera ti dice che sembri un po’ stanco, oppure tuo nipote rovescia lo spumante sul tappeto. Gesti apparentemente innocenti. O invece, fatti di proposito?

Nuove evidenze sperimentali mostrano che le persone con un’alta carica di aggressività relazionale, cioè di natura sociale anziché fisica, hanno più probabilità di sperimentare vissuti persecutori dalle persone che sono loro vicine, anche quando in realtà non ci sono dietro intenzioni malevole.

La ricerca ha tentato un diverso approccio per verificare se gli individui relazionalmente aggressivi interpretassero più facilmente gli atti ambigui come ostili. Lo studio è uno dei primi a misurare i processi cognitivi inconsci di aggressione invece di quelli consapevoli, giungendo a conclusioni incoraggianti.

Dice N. Werner, una delle autrici: “Un ovvio problema in questo campo è che le persone socialmente aggressive sono riluttanti a riferire idee o atteggiamenti inaccettabili. Abbiamo pertanto avuto la necessità di sviluppare un modo per misurare l’aggressività relazionale e le idee associate senza bisogno di affidarci a quanto ci veniva riferito”.

Aggiunge J. R. Linder: “La ricerca preesistente aveva mostrato che gli individui con alta aggressività fisica hanno effettivamente la tendenza a interpretare i comportamenti neutri altrui come malevoli”.

Mentre altri studi sembravano evidenziare che anche le persone con alta aggressività relazionale seguirebbero uno schema simile, i risultati erano però incongruenti. Una possibile spiegazione all’incongruenza è che i ricercatori si erano basati sui pensieri e sensazioni riferiti in modo cosciente dai soggetti.

“In realtà sappiamo che il trattamento di queste informazioni da parte del cervello avviene in modo automatico e inconsapevole, perciò abbiamo cercato di sfruttare questo fatto” dice Linder.

Nell’esperimento, a 118 studenti sono state fatte leggere alcune storie, una linea alla volta, in modo che dovessero premere un bottone per passare alla linea successiva. I loro tempi di reazione sono stati misurati. Quando i soggetti leggevano qualcosa che si allineava alle loro convinzioni, il tempo di passaggio fra una linea e l’altra diminuiva. Il significato emergeva automaticamente dal loro database mentale di script, senza bisogno di rifletterci su o d’interrogarsi sull’esattezza delle interpretazioni.

Se invece la situazione descritta non corrispondeva alle aspettative, il tempo necessario per elaborare le informazioni aumentava.

“È emerso che i partecipanti con i livelli più alti di aggressività relazionale elaboravano gli scenari ostili più rapidamente” dice Linder.

In altri termini, gli individui relazionalmente aggressivi possono avere più facilità nell’attribuire intenzioni ostili al commento casuale o al vino versato sul pavimento, invece di assumere un’intenzione neutra dietro al gesto.

Questi risultati suggeriscono cautela durante le feste. Fate un piccolo check dell’aggressività prima di mettere piede in casa del vostro ospite.

Inoltre, i risultati sono analoghi a quelli di quest’altro studio, su dietrologia e passione per i complotti: Chi crede nei complotti ha la tendenza a complottare.

Fonte:
N. Warner, J. R. Linder. 2011. Research reveals paranoid feelings might surface on holidays. Washington State University, Linfield College Psychology Dept.

Data pubblicazione: 28 dicembre 2011

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