I figli: gioia e orgoglio... ma anche corse, fatiche, problemi

Dr. Magda Muscarà FregoneseData pubblicazione: 20 febbraio 2012

La famiglia cresce, abbiamo detto, i genitori sono fieri, orgogliosi, ma a volte anche stanchi, le donne che lavorano, ma anche le altre, oscillano e corrono tra ruoli, compiti, pensieri diversi.

Perché devono essere madri, mogli, amanti e sempre ragazze.

E’ importante perciò sapere quelli che sono gli errori, le frasi, che, in buona fede, sono più frequenti di quanto si creda, nella vita quotidiana delle famiglie e che rischiano di essere controproducenti ... stai fermo , guarda tuo fratello che bravo .. fai i compiti, guarda che diligente tua sorella..

Ogni figlio è diverso, perché già siamo diversi noi genitori che col secondo figlio siamo spesso, più tranquilli, più “competenti”, più sicuri. Ma anche maggiormente incalzati da tutte le mille piccole cose che bisogna pur fare.

Per cui meglio evitare atteggiamenti frontali, punizioni corporali, perché se al quinto capriccio ci vengono i nervi, meglio distrarre il piccolo capriccioso. Non c’è niente di peggio che cedere quando il nostro tesoro si butta per terra al supermercato. Meglio parlare coi figli, per aprire altre scoperte e sperimentazioni, aiutandoli così ad essere meno centrati “sul qui ed ora“.

Meglio ricordare che il bambino, fino ai tre anni, tre anni e mezzo attraversano la “fase esplorativa”, non sta mai fermo, vuol toccare ogni cosa, questo è indice di intelligenza e sviluppo nella norma, quindi è necessario con dolce fermezza, dare anche dei divieti ... poiché per prove ed errori si va costituendo nel nostro bambino “il principio di realtà”.

L’atteggiamento emotivo dei genitori è fondamentale, equilibrio e coerenza (non cambiare idea insomma), l’essere rilassati e sereni nei divieti che dobbiamo dare,vanno a far crescere un codice (il super io di ci parla Freud) che viene interiorizzato e sarà fonte di sicurezza.

Cosi il bambino conquista l’autonomia, sia perchè impara a conoscere e gestire la realtà del suo mondo, sia perché la accetta, e può passare allo stadio successivo, la latenza ( è il tempo della scuola elementare) in cui impara il piacere della socializzazione, amerà avere delle iniziative come nota Erikson, ed anche superare i compiti che sono inizialmente difficili.

Un altro problema, frequentissimo, è dato dalle difficoltà che spesso vengono dal rapporto coi fratelli. Perché esiste tra i nostri figli l’affetto, ma anche la competizione e la gelosia, sentimenti molto umani dei quali i genitori devono tener conto, non solo comperando un paio di scarpe ciascuno o un barattolo di cioccolata ciascuno, ma nel saper valorizzare quelli che sono i talenti, il carattere di ogni figlio, talenti anche diversi, ma sempre preziosi che è bene valorizzare, e di cui essere orgogliosi..

Io non faccio differenze..” mi sento dire spesso.

Mentre uno sguardo intelligente e sensibile da parte dei genitori capaci di cogliere le diversità, rasserena i figli più di un regalo e rafforza quella “fiducia di base “, costruita dall’amore ricevuto nella prima infanzia, che a mio parere è la vera carta di credito gold che possiamo regalare ai nostri figli.

 

Autore

magda.muscara
Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 1975 presso UNIVERSITA' DI PADOVA .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Veneto tesserino n° 710.

3 commenti

#3
Utente 259XXX
Utente 259XXX

Come sempre, sintesi e "parole chiave" conducono direttamente al cuore del problema! Complimenti per la scelta degli argomenti affrontati negli articoli. Con affetto e riconoscenza. Monica

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