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Quando finisce un Amore

Dr.ssa Valeria Randone Data pubblicazione: 25 aprile 2012

Quando un amore giunge al termine, i partners si iniziano ad interrogare sul perché, adottando spesso un atteggiamento di “miopia mentale” e, ricercando altrove il “colpevole” dell’abbandono e del sabotaggio al legame amoroso.

Quando trattasi di un rapporto di matrimonio o convivenza, partecipano alla “caccia alle streghe”, cioè alla caccia delle cause del fallimento, genitori, suoceri, amici, legali.... ognuno dei quali, interpreta gli eventi, in funzione del proprio vissuto, emozioni, trascorsi esperenziali, ecc….
Nel doloroso percorso di una separazione, gli attori protagonisti, giungono spesso a soggettive verità, non in sintonia con il sentire comune.
Spesso, i partners hanno entrambi ragione ed è veramente improbabile trovare una causa univoca della fine del loro legame,così come non si può distinguere nettamente tra chi lascia e chi viene lasciato.

Mi capita spesso, durante la mia pratica clinica quotidiana, di custodire storie di sofferenze ed abbandoni, destruenti e con ovvie conseguenze sull’autostima e sul narcisismo di entrambi, profondamente feriti, dalla conflittualità, a volte dal tradimento e dall’abbandono.
Dai racconti dei partners, si evince poca chiarezza emozionale, intrapsichica e relazionale, delle motivazioni che li hanno spinti prima a diventare “coppia” e, poi alla separazione.
In una prima fase, quella iniziale, i partners sono coinvolti dall’emotività, dal batticuore cronico, da un sentire esclusivamente emotivo,vivono a pieno la fase dell’ “innamoramento”, molto differente dalla successiva, quella dell’amore.

Quest’ultima è caratterizzata dalla normalizzazione del battito cardiaco, da un sentimento adulto(quando e se la coppia sopravvive), da una conoscenza più veritiera dell’altro e delle parti di se stesso proiettate nell’altro.

Un rapporto di coppia, sia al suo nascere, sia al suo divenire, che alla sua conclusione, viene influenzato sia dal periodo storico in cui si svolge, che dal contesto economico e culturale, elementi che fungono da cornice ambientale, in cui abita e si sviluppa la coppia.
In Italia, l’instabilità matrimoniale è molto elevata e, si sta diffondendo, come in America, il fenomeno dei “due matrimoni”.

Il primo, nel quale si hanno dei bambini, assolve ad una realizzazione familiare, si diventa adulti, in un mondo di adulti, lasciando la casa genitoriale. Molto spesso, la persona scelta per il primo percorso, alla lunga non suscita più interesse, non entusiasma più, così con le seconde unioni, si cerca di realizzare il destino “individuale”, fatto di bisogni centrati sull’io, nutriti dalla reale conoscenza personale.
Un percorso di terapia di coppia, potrebbe essere di grande giovamento, a coppie annoiate , dolenti e sofferenti.

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

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