Le storie sentimentali "non chiuse"

Dr.ssa Valentina SciubbaData pubblicazione: 14 novembre 2012Ultimo aggiornamento: 03 novembre 2016

Non è sempre facile chiudere una storia sentimentale, cioè interromperla definitivamente. Accade abbastanza frequentemente nel corso di trattamenti psicoterapeutici di dover affrontare problemi legati a vecchi rapporti sentimentali, a volte anche platonici, che il soggetto ritiene convintamente chiusi e sepolti ed invece non lo sono. In questi casi l’individuo continua ad essere ancorato all’ex partner attraverso un insieme di desideri e soprattutto interrogativi che crea ostacoli alla ricerca di un nuovo legame sentimentale.

Si è detto che l’individuo in genere non è consapevole di avere un legame in sospeso; egli ritiene che la sua vecchia storia, pur dolorosamente interrotta, sia chiusa e non abbia strascichi, eppure non è affatto così e l’inconscio continua a mandare segnali rivelatori come sogni, pensieri, fastidio o paure relativi all’ex partner. I sogni in particolare sono un sintomo significativo di una storia in sospeso.

Perché si creano queste situazioni? Di solito si verificano a seguito di una rottura traumatica del rapporto, quando il partner si è allontanato bruscamente, rifiutandosi di fornire plausibili e sufficienti spiegazioni e chi viene “lasciato”, a causa del doloroso rifiuto, non solo non si rende conto di aver diritto a maggiori chiarimenti, ma per non rinnovare il dolore neppure li pretende. In questo caso in genere è il partner che è stato “lasciato” a rimanere con ricordi e sentimenti in sospeso, ma tale condizione può verificarsi anche per ambedue i membri della coppia. Genericamente ciò avviene se appunto non ci sono stati sufficienti chiarimenti alla fine del rapporto o a volte anche se uno dei due si sia allontanato per motivi che non hanno tuttavia intaccato, neppure in chi “lascia”, il “desiderio” dell’altro. In questi casi evidentemente il mutuo accordo di uno scambio affettivo nella coppia non è definitivamente sciolto e continua a produrre effetti nella mente e nella vita. Infatti se la mente e il cuore sono ancora legati ad un vecchio partner è praticamente impossibile ricreare un nuovo, fondato e altrettanto profondo legame con chicchessia; saranno possibili legami più superficiali di solito destinati al fallimento in tempi spesso abbastanza brevi. Tale problematica diventa ancora più cogente per i matrimoni, laddove vale presumibilmente il detto “ogni promessa è debito”.

Cosa fare per riacquistare la libertà e la possibilità di cercare un nuovo partner e quindi una propria felicità nel rapporto interpersonale e sessuale? Cosa non è stato sufficientemente chiarito nel vecchio rapporto e tiene ancora vivi, anche se a livello inconscio, ricordi e sentimenti?

Si è detto che anche in una coppia di fidanzati c’è un mutuo accordo, anche se non scritto, a frequentarsi e sostenersi e quindi una volontà reciproca in tal senso. Come in tutti gli accordi la libera volontà dei contraenti è un elemento fondamentale, necessario per la sussistenza o lo scioglimento del rapporto stesso. Nei casi di “rapporto in sospeso”, a causa del frequente rifiuto da parte del partner che si allontana a fornire sufficienti spiegazioni o per altri motivi, tale volontà di interrompere il rapporto sentimentale, seppure paradossalmente, non è stata chiaramente espressa e pertanto percepita. (E’ forse qui il caso di ricordare come il Linguaggio Verbale abbia caratteristiche di chiarezza e univocità che non possiede quello Non Verbale e che pertanto esigenze di chiarezza impongono spesso l’uso del primo). Inoltre chi si è bruscamente allontanato, potrebbe averlo fatto per motivi diversi (un problema familiare, una malattia, una paura) che nulla hanno a che vedere con il desiderio nei confronti del partner e quindi non hanno effetti sulla sussistenza dei sentimenti. In ogni caso è mancata o non è stata percepita come tale una “chiara dichiarazione di libera volontà” a non proseguire il rapporto. E’ proprio questo punto che va chiarito affinché il rapporto possa definitivamente estinguersi o al limite riprendere il suo corso.

Affrontare situazioni di questo tipo che spesso si sono trascinate per anni o per decenni, ricercare un vecchio partner che suscita ricordi dolorosi per chiarire definitivamente la sua volontà e disponibilità a riprendere o meno un rapporto sentimentale non è ovviamente cosa facile, ma è l’unica via per uscire da un “blocco” di pensieri, ricordi e sentimenti che impediscono di ricercare e vivere una nuova ed aperta al futuro storia d’amore.

Autore

valentinasciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 1996 presso Univ. La Sapienza - Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 7144.

24 commenti

#1
Utente 331XXX
Utente 331XXX

Buonasera dott.sa, stavo leggendo il suo articolo e le posso confessare che quello che scrive lo trovo parzialmente vero; nel mio caso quella che è stata la mia patner per 10 anni è stata abbastanza chiara sulla fine della nostra storia motivo " LA MIA FAMIGLIA " e io pur essendo passato quasi un anno non sono riuscito ancora a girare pagina, ansi per quanto mi riguarda sto covando dentro di me una senso di rabbia e tristezza sempre più profondi e un senso di solitudine sempre piuù presente.
Ho la sfortuna di avere una famiglia con un po di problemi ( si discute continuamente, siamo abbastanza divisi e distanti e posso dire di poter contare solo sulle mie forze) io ho riposto tutta la voglia di una famiglia in quella che mi dovevo creare, le avevo chiesto di sposarmi, e lei aveva accettato; stavamo mettendo i soldi da parte e cominciavamo a vedere chiese e ristoranti.
Dopo l'ennesimo problema che ho avuto nella mia famiglia (lei non era coinvolta direttamente) mi lascia, appoggiata da una nuova compagnia che aveva conosciuto sul posto di lavoro, tra cui anche quello che penso sia il sua nuovo ragazzo dicendomi che era stanca, che io non avevo lottato abbastaza per lei che non si sentiva accettata dalla mia famiglia.
Posso dire dal quel giorno di aver perso la voglia di vivere di lottare, di andare avanti nonostante tutto..
A causa della mia famiglia e dei problemi familiari visti e vissuti fin da quando ero bambino, sono una persona molto insicura e chiusa; lei è stata capace di farmi sentire amato e importante per qalcuno e di farmi superare queste sicurezze, perchè qualsiasi cosa accadeva lei c'era; ora da quando non è più cosi mi sto chiudendo sempre più in me stesso, non riesco a voltare pagina ,non riesco a conoscere persone nuove (risulto quasi sempre antipatico o musone ), mi sembra a volte di essere totalmnte sbagliato e inadeguato e ho paura che questo si solo l'inizio di un circolo vizioso.
Ps vado da uno Psicoloco da circa 4 anni e soprattutto per questo argoemnto non vedo la via di uscita

#2
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Gentile utente,
pur con tutti i limiti di una risposta on-line, le faccio notare come nella parte finale del mio articolo si parli del caso in cui un partner lasci l'altro per motivi che poco o nulla hanno a che fare con i sentimenti che li legano, il conseguente desiderio e volontà di restare insieme e come in tale caso il legame resti irrisolto.
Potrebbe questo essere il suo caso in quanto la sua ex lo ho lasciato "a causa della sua famiglia".
Ad ogni modo per accertare con maggiore sicurezza i termini della situazione occorre una consulenza professionale nella sede adatta.

#3
Utente 351XXX
Utente 351XXX

Salve..mi chiamo Francesco ed ho 23 anni, sto attraversando un periodo particolare della mia vita tra esami universitari e una storia d amore penso finita male. Racconto in brevemente,sono stato lasciato 3 mesi fa dalla mia ragazza in un modo brusco dalla sera alla mattina. Siamo stati insieme 1 anno, un anno pieno d amore anche se eravamo distanti 200km ma ci vedevamo i fine settimana. Durante la settimana eravamo impegnati all università lei stessa eta mia e studia nella sua città. Non so bene ancora la causa, la scelta vorrei capirla ,litigavamo molto solo e soltanto su alcuni impegni suoi, facendo parte di una comunità religiosa che la impegnava molto risultando un po distante da me durante la settimana e notando questo io ho cercato di farglielo capire dicendogli di allegerire i suoi impegni ma ha seguito di queste mie voci lei ha deciso di chiudere la storia ,ultimamente era diventata nervosa anche con la famiglia ..ora mi vengono dei dubbi qual'è stata la causa ? Il fatto che io tolleravo poco la comunità dato che queste comunità tendono a chiudersi come sette ?? Oppure la famiglia o un altra persona ?? Ma di quest ultima non penso perché lei era molto innamorata di me ,la facevo stare bene ed ero innamorato anche io molto di lei,mi ha lasciato pochi giorni dopo il nostro primo anniversario per messaggio ,non ha avuto nemmeno il buon senso di venirmi a parlare, di un confronto ..x questo sono stato male perché non meritavo questo trattamento. Come può una persona che diceva di amarti chiudere così un rapporto ??? Io ho cercato in questi mesi di farmi sentire ,gli ho kiesto di vederci ma lei mi ha sempre negato questo..sono incredulo di una persona che pensavo sarebbe stata la
Donna della mia vita ...ora sono passati tre mesi vorrei scriverle una lettera e dirgli tutto questo sfogare la mia rabbia con la speranza che capisca che non mi meritavo tutto questo...SECONDO VoiCOSA È SUCCESSO IN LEI E PERCHÉ SI È COMPORTATA COSÌ VIGLIACCAMENTE ?

#4
Utente 386XXX
Utente 386XXX

L'articolo è molto interessante ed è soprattutto "reale". Ho avuto un problema di storia irrisolta e mi sono rivolto alla gentilissima Dr. Sciubba, che mi ha aiutato molto nel riprendere il mio "cammino di vita".
Certamente il "ricontattare" la propria partner, per avere un probabile diniego, non garantisce la fine della "tristezza" per l'accaduto, ne il senso di fallimento che accompagna un fidanzamento/matrimonio finito. Tuttavia si riesce a mettere un "punto di serenità", si può ricominciare a vivere sotto "nuove vesti", meno angosciose e più libere dai freni del passato.

#5
Utente 461XXX
Utente 461XXX

Buongiorno, da quel che ho letto credo di trovarmi in una situazione del genere. Il problema è che questa condizione persiste da 2 anni e mezzo. Si sono uscita con qualcuno ma poi mi sono accorta che nn avevo un reale interesse e ho chiuso. La mia ultima relazione è durata 5 anni. Sono stata con un ragazzo che nel corso degli anni è cambiato e ha avuto problemi di bipolarismo o borderline. Ho vissuto una storia intensa ma anchemolto faticosa e dolorosa. Ad un certo punto mi ha lasciato improvvisamente. Nn mi salutava nemmeno più. Così all'improvviso, quando io lo avevo lasciato due mesi prima nn per mancanza di sentimenti ma perché ero esausta ed era tornato a riprendermi dopo una settimana. Per me fu uno shock ma lasciai scorrere la cosa sempre per lo stesso motivo per il quale lo avevo lasciato...ero esausta. Ero molto legata a lui sentimentalmente ma nn ne avevo più. Solo un anno dopo, son riuscita a parlare con lui. Parlare poi...ha voluto parlare con me soltanto in presenza di un mio amico, nn fu chiaro per niente ed inoltre c'erano talmente tante cose da chiarire che nn ci fu il tempo. Mi promise che avremo terminato di parlare ma in realtà nn lo fece così facilmente. Passato qualche giorno mi scrisse, ci vedemmo e mi disse che era pentito per quel che mi aveva fatto, che gli ero mancata. Fecimo l'amore, e dopo averlo fatto lui si mise a dir che lo sapeva che sarebbe accaduto e che nn sarebbe dovuto accadere. Mi ricerco poi di nuovo per vedermi. Io rimandai l'incontro. Poi ci risentimmo, lui iniziò a rinviare finché dopo 15 gg mi disse che nn voleva più aver nulla a che fare con me, che aveva un'altra ecc ecc. io gli dissi che nn era un problema ma che volevo solo vederlo per terminare un discorso a mezzo. Mi negò l'incontro con una gran cattiveria. Dopo un mese la ragazza che stava frequentando rimase incinta. La situazione tra loro nn era delle migliori tanti che lei mi contattò per chiedermi delucidazioni su di lui e su messaggi che aveva trovato sul suo cellulare. Comunque lei si fece sentire dopo 8 mesi dall'ultimo messaggio con lui e mi dichiaro che lui parlava sempre di me. Tutti i giorni parlava di me, male ma lei nn sopportava più la cosa. Mi scusi se ho scritto molto ma era necessario per farle capire che confusione ho rispetto a tutto. Sono andata da uno psicoterapeuta ma lui dice che io ho avuto un trauma primario che pian piano passerà con i dovuti tempi però il fatto che nn mi piaccia nessuno nn mi va giù e mi crea dei problemi con me stessa. Cosa posso fare? Grazie anticipatamente

#6
Utente 502XXX
Utente 502XXX

Buonasera,
Anche se nel mio caso la fine della relazione è recente (poco più di un mese, con rari strascichi fino a un paio di settimane fa), credo e temo di trovarmi proprio nella situazione da lei descritta. Credo anche di essere una persona intelligente e profonda, o almeno poco sopra la media, forse troppo per stare bene :(, quindi so che ogni storia è differente e che il suo è un articolo generalizzante inerente a una situazione discretamente diffusa. Nel mio caso, l'allontanamento è stato improvviso, per messaggio, molto sbrigativo, motivato, oggettivamente in maniera quantomeno discutibile, inizialmente dando la colpa ai miei comportamenti gelosi, e al mio "troppo amore" (ci tengo a chiarire che non mi ritengo affatto appiccicoso), seguito subito da un " non sono più sicura di quello che provo", il tutto arricchito da una lunga serie di cattiverie gratuite.
Adesso mi trovo sommerso nel classico turbinio di emozioni dell'elaborazione, o non elaborazione del lutto, ovvero rari picchi euforici galleggianti in un mare inadeguatezza, totale svuotamento, inappetenza, insonnia mattutina, autostima ai minimi, estrema fragilità emotiva, insoddisfazione per la mia vita, assenza di vie d'uscita visibili e chi più ne ha, più ne metta...
Come probabilmente si nota dalla lunghezza del commento, si aggiunge anche il problema che era l'unica persona con la quale riuscivo a parlare e a confidarmi e dalla quale avevo sostegno e consigli; non avere nessuno con cui parlare apertamente e sentirmi spiritualmente così solo, è un ulteriore macigno che, unito al fatto che il tutto capita in un momento della mia vita in cui dovrei invece rimboccarmi le maniche e trovare la mia strada, mi impedisce completamente di essere ottimista. Aggiungiamoci anche che dopo un paio di settimane mi ha scritto che le mancano molte cose e che continua a pensarmi, salvo poi nascondere la mano, dopo mia richiesta di spiegazioni, asserendo che è stato solo un momento di debolezza e che non devo pensare a questo né a lei, perché non è certa di niente, ed ecco spiegato perché dopo così poco tempo, prevedo già di trovarmi nella situazione incompiuta di cui lei, dottoressa, ha parlato.
Quindi, premesso che probabilmente avrò bisogno di uno specialista, o perlomeno di qualche incontro, dato che non ho nessuna intenzione di autodistruggermi e né di toccare fondo prima di risalire, né intendo tanto meno protrarre questa situazione più del dovuto, lei crede davvero che un ulteriore incontro civile potrebbe essere d'aiuto? Non servirebbe solo a ritardare il processo di "guarigione"? Oltretutto, già mi capita di vederla fin troppo spesso, visto che frequentiamo entrambi alcuni luoghi di ritrovo, senza parlarci, ma un vero incontro chiarificatore mi è stato negato sin dall'inizio (a quasto punto dalla codarda), perché, dice, avrebbe influenzato e influenzarebbe le sue riflessioni.
La ringrazio per l'articolo e spero per la risposta, scusandomi ancora per la lunghezza del commento. Cordiali saluti

#7
Utente 502XXX
Utente 502XXX

Un consulto psichiatrico nella tua città: 50 euro, con mastercard.
Cercare un consulto online e solo dopo accorgersi che il professionista non risponde da 5 anni, non ha prezzo!

#8
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Mi scuso con tutti coloro che hanno commentato e ai quali non ho risposto, ma non sono stata avvisata dal sito dei commenti postati che vedo solo ora.
Rispondo all'ultimo utente:
dalla sua descrizione sembrerebbe proprio che la sua ex partner ha un comportamento ambiguo che ovviamente è deleterio e assolutamente inadatto a fornire quella chiarezza, che seppur dolorosa, permetterebbe di "ripartire" realmente verso nuove possibili relazioni. Almeno un colloquio clinico comunque è necessario per poter fare una diagnosi in tal senso.
Lei è abbastanza fortunato nel senso che la sua ex non è "sparita" nel nulla, è abbastanza facile mi sembra contattarla e parlarle. L'importante è che lei sappia precisamente cosa dire e cercare e l'articolo cerca di dare dei lumi.

#9
Utente 515XXX
Utente 515XXX

Salve dottoressa,ma se la persona che ci ha lasciati senza chiarire,non permette e non vuole dare spiegazioni? Perché da quando mi ha lasciato ho spesso gli incubi per quello che mi è successo,in quanto è successo tutto in modo velocissimo e l'unica volta dopo due mesi che avevamo per chiarirci mi ha solo insultato accusandomi di cose assurde...io sono rimasto scioccato e ora sono passati quasi sei mesi ma io sto ancora male

#10
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Per l'utente 515621:
I casi come il suo sono i più difficili probabilmente da affrontare, ma non si può negare a mio avviso il diritto ad un chiarimento. Potrebbe cercare di contattare la persona inizialmente con una lettera che è un mezzo meno diretto, in vista di un successivo contatto chiarificatore. L'importante è che lei sappia cosa chiedere e cercare.

#11
Utente 568XXX
Utente 568XXX

Buonasera dottoressa,
Io e il mio fidanzato abbiamo rotto poco più di 3 mesi fa, lui ha interrotto la relazione come mi ha sempre detto non perché vuole ma perché deve prendere questa decisione . Ci siamo amati tantissimo fin da subito, noi abitiamo distanti e abbiamo una considerevole differenza di età.. ed è proprio Questa differenza che ha portato lui a interrompere: ha paura del giudizio dei suoi genitori che non accetterebbero la relazione e non sopporta il fatto che le persone non lo riconoscano come il mio partner.. lui anche un mese e mezzo fa con una scusa banale mi ha ricontattato e mi ha ripetuto nuovamente che mi ama e che non vuole nessun’altra.. ma che ha dovuto prendere questa decisione. Io non riesco ad andare avanti, ho provato a dargli tutte le idee possibili per affrontare queste paure ma non ce la fa.. io ora ho deciso di non contattarlo più, ma comunque poco importa perché il pensiero è sempre su di lui, lo sogno la notte, ecc.. non so come andare avanti così.. cosa posso fare?

#12
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Bisogna valutare se la decisione del suo ex è fondata, reale, ben comunicata e non contraddittoria. Conseguentemente si valutano poi i comportamenti e gli atteggiamenti più idonei da adottare. Uno psicologo psicoterapeuta dovrebbe essere in grado di aiutarla in questo iter.
cordiali saluti

#13
Utente 476XXX
Utente 476XXX

Dottoressa buongiorno e auguri di buon anno....
Ho riletto a fondo e più volte quello che ha scritto e la ringrazio, ma volevo sapere, perché anche dopo essermi visto con la mia ex fidanzata dopo quasi un anno di no contact, sono sempre li, a sperare, a sognarla, a idealizzarla come non mai.
Ci siamo lasciati 2 anni fa, e il primo anno ho fatto di tutto per riaverla ma niente.
Lei "voleva stare da sola".
Nelle feste di natale appena passate l'ho incontrata, è stato bellissimo.
Mi ha rincorso per salutarmi, giusto 2 minuti di chiacchiere e naturalmente nulla de passato.
Da li in poi solamente gli auguri e qualche like sui social e solamente una volta, ci siamo visti perché lei aveva bisogno di un passaggio in fin dei conti.
Dottoressa spero con tutto il cuore lei possa leggere il mio vecchio post e dare una risposta a questo.
Grazie anticipatamente

#14
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Buonasera, non so a quale suo vecchio post si riferisce, poiché non trovo altri commenti con il suo numero utente. Ho il dubbio che il mio articolo non le sia stato sufficientemente chiaro: non basta un anno di "no contact" e potrebbero non bastarne nemmeno trenta per archiviare una storia sentimentale non chiusa o mal chiusa che voglia chiamarsi. Occorre in genere un chiarimento con la persona che è rimasta nei propri sogni o pensieri, chiarimento che richiede sicuramente un po' di coraggio, ma che è assolutamente necessario pena il permanere in una sorta di "limbo" sentimentale che pregiudica l'instaurarsi di altri fondati rapporti.

#15
Utente 476XXX
Utente 476XXX

Mi è chiaro dottoressa, io volevo sapere come mai, nonostante ci sia stato una sorta di chiarimento, si rimane "incastrati ".
Dopo questo anno mi sono "spogliato" di tutti i miei sentimenti con lei, le ho messo il cuore in mano e mi sono sentito libero confessando ancora una volta quello che provo.
Allora io mi domando il perché si continua a stare così

#16
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Gentile utente, probabilmente non vi siete detti ciò che era necessario affinché la situazione si sblocchi per lei o per entrambi in positivo o in negativo. Lei infatti dice di essere "incastrato" come qualcuno che non riesce né a riprendere le fila di un percorso sentimentale avviato in passato, né a troncarlo definitivamente.
La invito a rileggere attentamente l'articolo, dove mi sembra sia chiaramente esposto cosa ricercare in un "chiarimento". Se tuttavia non trova il bandolo della matassa, le consiglio di cercare una consulenza perchè uno psicologo dovrebbe essere in grado di individuare l'anello mancante, cioè il motivo per cui si è rimasti incastrati e di conseguenza anche il passo da eseguire per sbloccare la situazione.

#18
Utente 607XXX
Utente 607XXX

Buon pomeriggio, dott.ssa. Grazie del suo articolo. E' molto chiaro e parla di qualcosa che sto conoscendo e fa tanto male. La persona di cui mi sono innamorata, mentre la nostra relazione era all'inizio e cresceva,due anni e mezzo fa, ha iniziato ad avere un malessere sul nostro rapporto. Essendo lui in lutto da pochi giorni, mi feci da parte come partner ma lo sostenni con tutta la mia forza per la perdita che viveva, soffrendo moltissimo nel vederlo così. Ad un certo punto mi disse che non dormiva più e che non sapeva perché si era bloccato con me e sentiva che qualcosa dal passato lo tratteneva. Io e la sorella lo esortammo invano ad andare in terapia o a lavorare di meno, perché intanto si stava ammazzando di lavoro, quasi come se volesse farsi del male apposta. Dopo un paio di mesi, improvvisamente, dice che forse era ancora innamorato della sua ex (lasciata moltissimi anni prima, per problemi familiari, con enormi sensi di colpa che diventavano sempre maggiori in quei giorni) che lo aveva ricontattato da poco (diciamo che non lo molla mai). Da allora, per un anno, ci siamo frequentati come amici, anche se con qualche ambiguità, perché se ci allontanavamo stavamo male, se ci avvicinavamo troppo eravamo impauriti e lui non si spiegava come mai aveva sensi di colpa molto forti ormai anche con me. Però aveva capito che la ex era stata solo una spiegazione che si era dato del suo blocco ma non l'amava e lo aveva anche detto a lei. Tuttavia,non si lasciava mai andare con me. Abbiamo condiviso molto comunque, sostenendoci a vicenda nella vita, con fiducia e stima, ma senza stare insieme. Improvvisamente nei mesi scorsi comincia a sentirsi molto depresso e mi chiama chiedendomi un consiglio: io gli chiedo di non fuggire da questa cosa e cercare di capire. Nel frattempo gli faccio capire che in cuor mio lo amo ancora, più teneramente che mai. Dopo pochi giorni si decide e inizia la psicoterapia. Dopo poche sedute mi dice di aver capito di essere stato troppo chiuso nel passato e di aver fatto tanti errori a causa di questo. Io non chiedo niente, nemmeno se si riferisse a me, ormai abituata all'amore platonico in cui si era trasformato questo rapporto. Dopo qualche mese, veniamo quindi a queste settimane, dopo una passeggiata splendida (uso le sue parole) in montagna, gli chiedo cosa ci impedisse di stare insieme ormai. Mi dice che si sente legato alla sua ex e che il suo terapeuta lo segue nella ripresa di quel rapporto. Dott.ssa, dopo alcune settimane di rabbia e lacrime, ho capito che provo qualcosa di davvero forte per questa persona, ma non è possesso, e anche se con dolore accetto che deve andare via per proseguire la sua strada con questa donna del passato. Però, ora ho una grande sfiducia nella vita, come se la vita mi avesse presa in giro. E fra l'altro mi sta succedendo una cosa molto strana: è come se percepissi il suo terapeuta, uno di quei dottoroni molto noti, che usa metodologie innovative ecc., come qualcuno che si è preso gioco di me pur non conoscendomi. Ed io pur non conoscendolo gli vorrei
proprio dire che mi sta antipatico e lo odio. Come posso fare per non ossessionarmi più?

#19
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Buongiorno,
purtroppo la persona che intraprende una relazione con un'altra che a sua volta ha una storia "non chiusa", è destinata ad un più o meno prossimo fallimento nel suo intento di avere una relazione fondata e soddisfacente. Potrebbe continuarla credo solo se ha, a sua volta, una analoga storia non chiusa alle spalle perchè in tal caso entrambi i partner si accontentano per così dire di un rapporto superficiale. Infatti chi deve risolvere il problema è il partner e ognuno ha libertà di scelta nelle sue azioni.
L'unica cosa che può fare, con delicatezza è dire a questo ragazzo che la sottoscritta o altro psicologo, con identici schema teorico e competenze, vorrebbe o potrebbe parlare con lui per risolvere il vostro problema. O altrimenti decidersi a lasciarlo definitivamente, meglio con l'aiuto di uno psicologo che può capire meglio l'effettiva situazione di entrambi.
cordiali saluti

#20
Utente 607XXX
Utente 607XXX

Sono molto scoraggiata, in generale, e ricevere la sua risposta gentile mi fa stare meglio: la ringrazio molto, dottoressa. Con delicatezza ho prospettato questa possibilità alla persona di cui le ho parlato. Lasciarlo? Già non stiamo insieme. A volte per non creare troppe aspettative gli parlavo nominando la nostra "non relazione" e ne ridevamo su. E' sempre fuggito dalla relazione ma contemporaneamente ha dato molto valore alla mia presenza nella sua vita, rendendomi partecipe sempre, e mi ha fatto sentire molto importante, almeno per le cose che dice e fa. Soprattutto per le azioni. Con le parole non si è mai sbilanciato, mi ha sempre parlato della sua insicurezza sentimentale. So di non aver parlato ad un muro, ma con la stessa sicurezza penso che ci metterà tanto tempo a considerare la proposta. Un giorno lo farà. Ma ormai mi sembra tutto inutile. Anche se lui dice che mi vuole tanto bene, che io so tutto di lui perché mi apre sempre il suo cuore, da quando gli ho chiesto che cosa ci impediva di stare insieme mi sembra che io non esisto più per lui, al massimo esiste questa altra donna , che aveva lasciato dieci anni fa e per la quale mi ha detto di riscoprire dei sentimenti. Sono molto triste ma so molto bene che è inutile ogni cosa. Di certo ho la mia vita, un lavoro tanto impegnativo per molte ore al giorno e mi concentrerò su questo, cercando di attutire con le mie risorse quello che mi sembra uno shock per la mia testa e per il mio cuore: 15 giorni prima di riscoprire questi sentimenti di cui ora parla, poiché mi aveva fatto delle domande su quando ci siamo conosciuti, gli ho fatto notare che mi faceva sempre esporre mentre lui non parla mai dei suoi sentimenti, non dico verso di me, ma verso nessuno/a e mi ha detto che non aveva tanto da dire, ma non mi sembrava nascondere nulla. Eravamo così sereni nel parlare, così intimi. Non capirò mai cosa è successo.

#21
Utente 623XXX
Utente 623XXX

Gentile dottoressa,
ho letto il suo articolo e La ringrazio molto per aver trattato questo tema. Sono una ragazza di 21 anni e da 3 anni vivo una situazione di profondo malessere. La gran parte delle volte questa condizione derivante da una relazione non chiusa può perseguitare chi è stato lasciato e che soffre per questo perché non si dà pace. Io invece sono il caso opposto, ho lasciato una persona speciale e dopo 3 anni che siamo distanti, non so farmene una ragione. Non riesco davvero a far finire dentro di me questa sofferenza nonostante l’abbia lasciato. Quando abbiamo ufficializzato il rapporto ho iniziato a sentirmi molto male, non riuscivo a dire che lo amavo, volevo fosse la persona più felice del mondo come mi ero sentita io quando l’ho conosciuto ma dopo tutto è precipitato quando lui mi ha fatto capire che ci teneva davvero tanto, mi sentivo inferiore a lui per sentimento, sentivo che non lo riuscivo ad amare davvero, era la prima relazione importante dopo tantissima sofferenza e non riuscivo a farla funzionare e stare bene. Qualcosa mi creava attacchi di panico, crisi di pianto e per rispetto suo e mio ho dovuto chiudere. Ma sto male ancora oggi perché non riesco ad affrontare quello che è accaduto, è tutto ancora doloroso e come Lei spiega nell’articolo, spesso la storia mi compare nei sogni sotto forma di ansia, angoscia e sofferenza, io che continuo a scappare da lui senza riuscire a dare una motivazione alla mia condizione perché persino per me risulta assurda e inaccettabile. Mi sento una persona orrenda, ho pensato di provare a parlargli dato che siamo rimasti in rapporti civili, ma continuo a scappare perché non riesco ad affrontare la cosa, mi sento insicura e ho paura che aprirmi e spiegargli quanto sto male lo faccia soffrire ancora.
Non pensavo si potesse soffrire così anche quando si lascia, volevo davvero potesse andare tutto bene con lui, una persona meravigliosa, ma qualcosa dentro di me è scattato e ho vissuto il tutto con ansia. Ovviamente non cerco altre relazioni perché la testa continua ad essere altrove ma tutto ciò ormai è insostenibile. Penso di soffrire anche di depressione perché vivo tutto in modo molto stressante nella vita e questa relazione rappresenta per me un fallimento enorme.

#22
Dr.ssa Valentina Sciubba
Dr.ssa Valentina Sciubba

Gentile ragazza perchè vuole precludersi la possibilità di avere una vita sentimentale appagante con questo ragazzo o con altri? E' possibile che il problema di relazione che ha avuto sia risolvibile e se non lo fosse, dovrebbe gestire meglio la situazione, altrimenti rischia di collezionare per gli anni a venire e senza un termine solo storie fallimentari. Con la psicoterapia si può risolvere sia una problematica che ostacola una relazione, sia la chiusura definitiva della stessa di modo che non risultino strascichi impedenti nuovi legami sentimentali.

#23
Utente 623XXX
Utente 623XXX

Gentile dottoressa,
La ringrazio molto per la Sua risposta. Ha ragione, forse dovrei farmi aiutare a trovare finalmente serenità e a proseguire con la mia vita senza soffrire più. Ho paura che mi succederà ancora, che all’inizio io mi senta felice ma poi al momento di legarmi di più a qualcuno inconsciamente io inneschi un qualcosa che porta a una perdita d’interesse e di desiderio nel rimanere in una relazione che arreca sofferenza.
È uno stato d’animo che non auguro a nessuno perché ti senti onnipotente anche se fino a un giorno prima pensavi davvero di poter essere finalmente felice con quella persona ma poi tutto ti cade addosso e si rimane solo con tanto dolore e sofferenza.
So che non voglio più legarmi a qualcuno perché sento che qualcosa non va in me, che anche le storie sane alla fine non funzionano forse perché in passato ho avuto relazioni tossiche in cui non venivo rispettata e venivo tradita ma tutto sommato mi andava bene perché ero innamorata e non m’interessava altro.
Non vorrei essere io una persona tossica per il mio ex in questo caso, preferisco vederlo felice.

#24
Utente 623XXX
Utente 623XXX

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