La teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1988) afferma che gli esseri umani hanno una predisposizione biologica innata, frutto dell’evoluzione, a rivolgere comportamenti d’attaccamento, cioè una tendenza a stringere relazioni emotive intime.

Bowlby considera centrale la qualità dell’accudimento, intesa come disponibilità e capacità di risposta, sottolineando l’importanza di garantire al bambino, nel corso della prima infanzia, la sensazione di sicurezza e fiducia nei confronti del genitore che rappresenterà una base sicura a cui far riferimento per affrontare gli obiettivi di crescita.

Perché ciò si realizzi il genitore deve esprimere caratteristiche di accessibilità, sensibilità e responsività.

Un genitore accessibile fisicamente ed emotivamente, dovrà essere in grado di percepire e valutare i segnali di pericolo e di disagio e di poter rispondere a tali bisogni in maniera amorevole, pronta, costante e adeguata. Ciò produrrà nel bambino un sentimento di sicurezza e un migliore adattamento al mondo sociale.

La reciprocità tra genitore e figlio, che si costruisce attraverso l’empatia, favorisce di fatto l’emergere delle funzioni sociali nel bambino e ne sostiene l’apprendimento.