Angoscia: l'aspetto positivo

Dr. Amleto PetrarcaData pubblicazione: 17 maggio 2013

In questo articolo vorrei sottolineare l'aspetto positivo delle angosce. Molte persone, infatti, ritengono che l'angoscia sia un qualcosa di sgradevole e che in qualche modo debba essere nascosto o eliminato.  Certamente non è facile convivere con tale sensazione, ma sarebbe utile osservarla sotto un profilo di adattamento insieme ai suoi due luogotenenti, ovvero la paura e l'ansia, acquisendo tutti e tre un ruolo di difensori della stabilità mentale.                    

La difesa avviene per gradi e vediamo come.

  • La paura avvisa la persona della presenza di un pericolo, di un ostacolo.
  • L' ansia si attiva per allertare il soggetto nel momento in cui si avvicina un pericolo non ancora chiaramente definito ma che potrebbe concretamente prendere forma da un momento all'altro.
  • Infine, una volta che i due luogotenenti dell'angoscia hanno fallito,subentra questa sgradevolissima sensazione di inadeguatezza, di disadattamento dalla realtàcircostante: appunto l'angoscia.

Cosa significa provare angoscia?

Significa che tutti i tentativi utilizzati dall'individuo nella lotta all'adattamento, sono falliti. Non si hanno armi a disposizione.

Il punto di vista positivo

Ora abbiamo capito che è arrivato il momento di individuare nuove strategie utili, scegliere "armi" più idonee. Questa è la vera svolta nella lotta per l'adattamento. Se per una nostra disposizione caratteriale, o per stile educativo acquisito, tendiamo a riconoscere solo i nostri bisogni e non le nsotre paure o ansia o angoscie, allora significa essere soggetti ad una forte sofferenza.

Le angoscie non riconosciute e negate o non affrontate si insedieranno dentro di noi e prenderanno forma di un nemico invisibile ma che ci crea sofferenza con tutte le sue conseguenze.                                                                                              

Autore

amletopetrarca
Dr. Amleto Petrarca Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 2007 presso università di Urbino.
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Emilia Romagna tesserino n° 6482.

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