Ansia, un problema per milioni di Italiani

Dr.ssa Flavia MassaroData pubblicazione: 03 febbraio 2011

Agitazione, insonnia, disagio in specifiche situazioni, sintomi fisici di vario tipo: almeno 6 milioni di Italiani hanno sofferto nella vita di un Disturbo d’Ansia, ma quanti sanno di non essere un caso raro?

Una delle preoccupazioni espresse più frequentemente da chi presenta i sintomi di un Disturbo d’Ansia è quella di soffrire di qualcosa di fuori dal comune, mai sentito prima (o quasi), difficile da descrivere e far comprendere ad altri.

Le sensazioni possono essere così forti e fastidiose che chi le sperimenta pensa di trovarsi in una situazione che nessun’altro può capire, e anche per questo spesso attende inutilmente che il problema si risolva da solo.

 

In realtà lo studio epidemiologico condotto per il Progetto ESEMED-WMH* dimostra che moltissime persone  in Italia soffrono o hanno sofferto d’ansia:

- Ansia Generalizzata: 0,5% l’anno precedente,  1,9% nel corso della vita

- Fobia Sociale: 1,0% l’anno precedente,  2,1% nel corso della vita

- Fobia Specifica: 2,7% l’anno precedente, 5,7% nel corso della vita

- Disturbo Post-Traumatico da Stress: 0,8% l’anno precedente, 2,3% nel corso della vita

- Agorafobia: 0,4% l’anno precedente, 1,2% nel corso della vita

- Disturbo da Attacchi di panico: 0,6% l’anno precedente, 1,6% nel corso della vita

- Tutti i Disturbi d’Ansia: 5,1% l’anno precedente, 11,1% nel corso della vita.

 

Queste percentuali si possono considerare stime al ribasso, perché:

- non sono stati conteggiati i casi di Disturbo Ossessivo Compulsivo

- il consumo di psicofarmaci aumenta di anno in anno e si può ragionevolmente affermare che se la stessa ricerca fosse condotta oggi i dati indicherebbero un’incidenza superiore dei disturbi d’ansia

- i disturbi considerati dalla ricerca sono solo quelli rispondenti ai criteri minimi per porre una diagnosi, tutte le situazioni “sotto soglia” non sono state conteggiate.

 

Sicuramente non si può dire “mal comune, mezzo gaudio”, ma la vergogna e i pensieri negativi che sperimenta chi soffre di un Disturbo d’Ansia potrebbero anche attenuarsi di fronte all’evidenza che diversi milioni di Italiani soffrono e/o hanno sofferto di un analogo disagio.

Se poi prendessimo in considerazione anche altri disturbi molto diffusi (come depressione e anoressia/bulimia) vedremmo aumentare di molto le cifre relative al disagio psicologico, per quanto i dati comparati mostrino che in Italia l'incidenza dei disturbi mentali è inferiore rispetto ad altri Paesi occidentali.

Chi inizia a soffrire d’ansia non deve dunque vergognarsene né pensare che si tratti di problemi risolvibili con la buona volontà: è opportuno chiedere aiuto ad uno psicologo senza lasciar passare del tempo, cosa che può portare ad un aggravamento della sintomatologia, e senza pensare che quello che si andrà a raccontare è strano, incredibile, “da deboli”.

La larga diffusione dei Disturbi d’Ansia sta comunque portando gradualmente ad una cambiamento di mentalità: a mio parere è molto importante che personaggi in vista come Federica Pellegrini parlino senza vergognarsene di questo problema, e sarebbe altrettanto importante che anche le persone comuni reagissero realizzando di non essere “casi rari” e che è possibile chiedere aiuto  per superare il problema.

Autore

fmassaro
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo

Laureata in Psicologia nel 2003 presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia tesserino n° 8637.

1 commenti

#1
Utente 179XXX
Utente 179XXX

io credo che Giulio Cesare Giacobbe spieghi bene la causa del disturbo relativo all'ansia e a alla depressione...difatti non è un caso che nei giorni d'oggi i casi di questi disturbi stiano aumentando

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