Elogio della tristezza

Dr.ssa Valentina NappoData pubblicazione: 09 aprile 2015

valentinanappo_economia_dellafelicitc3a0Gioia e dolore, vita e morte...sono come il giorno e la notte, non sono realtà separate e accogliere l'una significa lasciarsi andare all'altra. Lasciarsi andare significa poterle vivere senza "aggrapparsi" ad esse, senza identificarsi con l'una o con l'altra, senza essere quella felicità o quella infelicità che ci circonda (perennemente euforici o, al contrario, depressi).

Il problema è che siamo totalmente immersi nella cultura dell’anti-depressivo, della felicità (da sfoggiare) ad ogni costo: vogliamo solo il positivo, solo la gioia, solo ciò che è bello e ci piace, mentre la tristezza, il dolore, la morte ci fanno paura, non riusciamo ad accettarle come parte della vita e di noi.

Come il giorno e la notte, tutto passa...perché accanirsi tanto contro le nostre ombre, contro il buio, contro la notte? 
Passerà, tutto passa...se non opponiamo resistenza e permettiamo a queste emozioni di scorrere, di fluire, di attraversarci.

E' una legge della natura: avremo tanta felicità quanta infelicità siamo disposti a sostenere e se vogliamo raggiungere le vette della gioia, non possiamo non conoscere gli abissi dell’infelicità.

E allora, viviamo intensamente e appassionatamente, non accontentiamoci di un'esistenza tiepida e superficiale! Gli indifferenti vivono una vita spenta e ottusa, si proteggono dalla gioia e dal dolore evitando entrambi e per loro la felicità è semplicemente l’assenza di infelicità.

Dovremmo fare di tutto per essere felici, ricordando sempre che la tristezza, come un’ombra, seguirà: accettiamola senza sfuggirla! Anch'essa è parte della vita e della crescita e, in sua assenza, non può esserci alcuna maturità.

Ognuna di essa porta in sè dei doni. La gioia ha in sè la freschezza dell'alba e regala una danza al cuore: ci fa sentire giovani, spensierati, colmi di amore verso di sé e verso il prossimo, ma è spesso un pò rumorosa e superficiale.

La tristezza porta, invece, con sè un silenzio che nessuna gioia potrà mai dare, quel silenzio che rende possibili la profondità, il contatto con la parte più vera e intima di noi stessi e la capacità di presenza attenta e consapevole...

Autore

valentinanappo
Dr.ssa Valentina Nappo Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 2008 presso La Sapienza.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Campania tesserino n° 4175.

2 commenti

#1
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Dottoressa,
veramente interessante questo articolo.
È proprio vero la tristezza e l'infelicita devono essere attraversate, non è pensabile fare il giro largo....
Un cordiale saluto.

#2
Utente 378XXX
Utente 378XXX

Verissimo, tutto va vissuto. Non possiamo gettare PONTI (anti) per superare le DEPRESSIONI.

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