Mal di pancia, nausea, vomito, cefalea, difficoltà ad alzarsi dal letto e a fare colazione: i bambini esprimono in questo modo la difficoltà di andare a scuola.

Se si tratta di un episodio occasionale non è il caso di preoccuparsi, ma se il comportamento di rifiuto si protrae per un certo periodo (più di due settimane) può trattarsi di un disagio che non deve essere sottovalutato.

Esclusa ogni causa di tipo organico attraverso i dovuti accertamenti medici, potrebbe trattarsi di fobia della scuola, un disagio che ha per lo più il suo esordio alle scuole elementari.

Può manifestarsi all’inizio dell’anno scolastico o all'improvviso dopo un’assenza, una malattia, un avvenimento traumatizzante o avvenimenti scolastici negativi.

Ma anche in età più precoce, durante la scuola dell’infanzia, il bambino può avere difficoltà. In genere esprime il suo rifiuto con segni di grande ansia: punta i piedi, strilla, piange disperatamente, supplica la madre, si oppone. Per questo periodo dell’infanzia, però, è più corretto parlare di ansia di separazione.

Il rifiuto della scuola si può manifestare anche in preadolescenza e in adolescenza, in modo diverso e consono all’età: anzi più si procede verso l’adolescenza, più esso può essere forte e protratto. Le costrizioni sono inutili, anzi...leggi tutto

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