Un tumore al seno: dovevo essere immediatamente operata!

Ultimo aggiornamento: 04.04.2012

Quando si pensa alla Sanità immediatamente vengono in mente gli errori dei medici, il degrado delle strutture ospedaliere, i tempi di attesa eterni... si pensa insomma alla “malasanità”.

Raramente assurgono agli onori della cronaca i casi di Buona Sanità, che esistono, ma che  vengono registrati solo all'interno delle famiglie e dei ristretti circuiti familiari.

E' un'esperienza diretta, personale, quella che vorrei raccontare, un caso di “buona sanità”, di quella che lascia il paziente soddisfatto del trattamento ricevuto, dando merito a chi si impegna con passione, competenza professionale, spirito di servizio per alleviare le afflizioni di chi è colpito da patologie gravi ed invalidanti.

Quando ho scoperto di essere affetta da carcinoma mammario, circa tre mesi fa, mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi. Progetti immediati, impegni e una serena vita quotidiana annullati di colpo, spezzati da un'angoscia indescrivibile, per me e per tutti i miei cari.

Dovevo essere immediatamente operata!

Non ho pensato nemmeno per un minuto ai grandi ospedali del Nord, mi sono rivolta, da subito, al reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale S. Liberatore di Atri, magistralmente diretto dal Prof. Osvaldo De Berardinis e considerato, non a torto, “un fiore all'occhiello”, un'autentica eccellenza nel panorama sanitario abruzzese.

All'interno del reparto di Chirurgia ho trovato una Sanità che si prende cura della persona nella sua interezza. Ho potuto apprezzare l’affetto, la competenza, la sensibilità del personale e l’impegno disinteressato rivolto ad ogni paziente indistintamente, con la giusta pazienza che fa sentire tutti come a casa, perfino nel mangiare!

Tutte le informazioni sulla mia terribile malattia, sull’intervento che dovevo subire, mi sono state date con sensibilità e rispetto della mia fragilità psichica, dal dott. Di Marco Renato, illustre senologo, che ha comunicato con me rendendomi parte attiva del processo diagnostico-terapeutico.

Il dott. Di Marco mi ha accompagnato con competenza e tatto a prendere coscienza della  realtà, sostenendomi nei  momenti di estrema vulnerabilità  e bastava, credetemi, una parola detta male per ferirmi!

Chi è colpito da tumore è una persona che ha bisogno di ricostruire la propria vita, di sentirsi trattato con fermezza sì, ma anche con umanità, di sentirsi al centro di un processo di riabilitazione, accudito da figure professionali con grandi capacità e preparazione tecnica, in grado di stabilire un rapporto empatico con il paziente basato sulla fiducia, sulla competenza e familiarità.

Forse solo nella malattia si capisce cosa vuol dire l’angoscia, la rabbia, la rassegnazione, la depressione e quanto sia importante una parola di conforto, quanto sia gratificante essere ascoltato e quanta gratitudine  si prova per il tempo che il personale medico e paramedico  ti concede!

Ho trovato nel reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale S. Liberatore di Atri, prima, durante e dopo il mio ricovero, un personale medico e paramedico che tratta tutti i pazienti con attenzione, empatia e sensibilità; dove vige grande organizzazione, coordinamento e rispetto delle regole e dove mi sono sentita consolata, amata, accudita, curata.

Tutto questo è merito della conduzione irreprensibile del Primario prof. De Berardinis, riconosciuto da tutti come leader, capace di influenzare  e motivare la Sua equipe, indirizzarla verso precisi obiettivi quali la qualità, l'efficienza e l'efficacia del servizio.

Il Prof. De Berardinis garante della qualità delle “cure”,  mette nel suo lavoro entusiasmo, passione, energia, che tenta di costruire, non senza difficoltà, all'interno di questo “piccolo e “bistrattato” Ospedale un Centro di Eccellenza orgoglio di tutta la nostra Regione.

E’ lui che mi ha operato personalmente, trasmettendomi massima sicurezza e tranquillità.

Una persona veramente “speciale e straordinaria” la cui dedizione e professionalità non fa che confermare la sua già nota considerazione in ambito della Chirurgia Generale abruzzese.

All’interno di questo reparto ho trovato una Sanità che cura davvero nel momento più vulnerabile di tutta un’esistenza. Essere malati vuol dire avere più che mai bisogno degli altri, del loro aiuto, delle loro parole oltre ad un bisogno profondo di esprimersi.

Chi è colpito da tumore è una persona che ha bisogno di ricostruire la propria vita, di sentirsi trattato con fermezza sì, ma anche con umanità, di sentirsi al centro di un processo di riabilitazione, accudito da figure professionali con grandi capacità e preparazione tecnica ma, soprattutto dotate di umanità, in grado di stabilire un rapporto empatico con il paziente basato sulla fiducia, competenza e familiarità.

Tutto questo ho trovato all’interno del reparto di Chirurgia di Atri, dove si respira un'ottima Sanità che va assolutamente salvaguardata e incentivata e non si deve assolutamente correre il rischio di perdere queste perle talmente rare nel panorama poco edificante della Sanità nazionale.

Grazie di tutto.

Lettera Firmata A.d.P.

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