Ci sono metodi per misurare la sensibilità del pene?

Gentili Dottori,

necessito del vostro aiuto in quanto sto vivendo un periodo particolarmente delicato.
Vi riassumo la problematica: assumo psicofarmaci da quando ho 16 anni.
Ho assunto diverse molecole a vari dosaggi.
A seconda del farmaco e della dose ho sperimentato principalmente calo della libido (il "problema" più costante), ritardo dell'eiaculazione (molto dipeso dal farmaco e dal dosaggio) e una leggera disfunzione erettile corretta sempre con l'assunzione di 2.5/5 mg di tadalafil prima del rapporto.
Negli ultimi anni sono stato bene e stavo prendendo un farmaco "leggero" a dosaggio relativamente basso (escitalopram 20 mg).
Negli ultimi mesi ho vissuto una relazione carica di stress con una ragazza e questo mi portava ad avere perdite di erezioni durante il rapporto.
Per scrupolo ho fatto degli esami del sangue (tutti regolari) e una visita andrologica per controllare la prostata (tutto a posto eccetto una leggera infiammazione).
L'andrologo mi ha consigliato di assumere tadalafil 5 mg tutti i giorni.
L'ho fatto, ma la situatione non migliorava.
Ho parlato con il mio psichiatra e abbiamo deciso di abbassare la dose di escitalopram, prima a 15 mg poi a 10 mg, con scarsi risultati.
Abbiamo aggiunto il buspirone alla terapia, e devo dire che ha migliorato molto la libido, quindi anche l'erezione e l'orgasmo.
Tuttavia, non mi faceva dormire.
Non volevo rinunanciare a questo farmaco perché vedevo giovamenti, quindi ho insistito affinché il dottore mi desse qualcosa per dormire.
Mi ha prescritto il trazodone.
Ero molto felice perché avevo letto che poteva anche migliorare la sessualità.
Tuttavia, dopo la prima settimana di assunzione ho sperimentato un riduzione della sensibilità del pene, soprattutto sul glande.
Ho avuto paura e l'ho sospeso.
Non l'ho assunto per una settimana e il sintomo era ancora lì.
Tuttavia, credevo che fosse tutto nella mia testa, quindi l'ho ripreso per qualche altro giorno, ma vedendo che quel sintomo non se ne andava, l'ho interrotto del tutto.
Adesso è passato circa un mese e mezzo dall'ultima assunzione, e questa sensazione di ipoestesia al pene è ancora presente.
Oltre ad essere meno sensibile al tatto, faccio fatica a percepire il caldo o il freddo nella zona del glande.
La mia più grande paura è che questa sensazione non sia solo psicogena, ma organica, e che possa persistere per un tempo indeterminato.
In base a quanto riportato sopra, avrebbe senso chiedere una visita andrologica nella quale venga misurata la sensibilità del pene per capire se effettivamente è più bassa del normale?
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 57.4k 1.3k
Gentile lettore,

la persistenza di ipoestesia peniena, soprattutto dopo l’interruzione del Trazodone, potrebbe forse indicarci un possibile danno neurologico.
In questi casi è fondamentale un approccio multidisciplinare e cioè prospettare un coordinamento tra psichiatra, andrologo e neurologo per arrivare a capire la vera causa del suo attuale problema clinico e quindi distinguere gli effetti collaterali dei farmaci, da lei presi, dalla presenza di eventuali patologie neurologiche.
In queste particolari e complesse situazioni cliniche poi mai dimenticare anche eventuali problematiche psicologiche.

In sintesi, una visita andrologica in diretta è ora importante per condurre una corretta gestione diagnostica e poi impostare una mirata strategia terapeutica.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta M.D.
Andrologo - Urologo - Patologo Riproduzione Umana
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