Utente 363XXX
Buonasera,
Mio padre 12 anni fa ha avuto un IMA per occlusione ostio CX trattata con PCI con buon esito . A distanza di un anno a seguito ritorno sistomatologia ischemica e nuovo bilanciamento coronarografico ha subito intervento BPAC su IVA tramite arteria mammaria e su ramo D1 in vena safena . Ramo PL con stenosi 80% non rivascolarizzato per esile calibro e presenza di tessuto cicatriziale .Fino adesso ha condotto una vita normale con attività lavorativa anche abbastanza intensa ( contadino ) . Da circa un mese ha iniziato ad avere leggera dispnea da sforzo e quindi sottoposto a nuova valutazione coronarografica da cui è scaturito che by su IVA perfettamente pervio mentre quello in safena su D1 criticamente alterato su impianto con stenosi critica all’85% . La friabilità della placca e l’assenza di sintomi a riposo o a leggero sforzo ha fatto propendere l’emodimamista al non intervento suggerendo terapia medica con sevikar 20/5 Ranexa 750 due volte al di duplavin, simvastatina 20 mg ed ezatimibe 10 mg .
Potrebbe questa stenosi sul by pass in safena causare un IMA importante ? È stato corretto non intevenire con PCI ? Può continuare a condurre una qualità della vita abbastanza discreta ? Età de paziente 71 , non diabetico con funzionalità ventricolare sinistra perfettamente integra .
Grazie in anticipo della risposta .

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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La decisione del cardiologo di non effettuare angioplastica su quel vaso e' stata sicuramente dettata da molti fattori e rapporto rischio e beneficio per il paziente
Ovviamente non posso vedere la coronarografia ma sono certo che sia stata una decisione oculata, cosi come ottima mi pare la terapia in atto

Si tranquillizzi
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza