Utente
Salve dottori, vorrei dei chiarimenti su una problematica che mi accompagna da più di un anno e causa della quale sono in cura da una psicoterapeuta.
L’evento precipitante è stata la rottura del polso che ha instaurato un me un eccessivo controllo e un’eccessiva attenzione nei confronti dei segnali del mio corpo.
Questo ha fatto nascere in me ansia generalizzati e attacchi di panico.
Sono un tipo molto sportivo.
Fino a 6 mesi fa ho praticato calcio a livello agonistico.
Per 5 anni sono stato sottoposto a visita d’idoneità sportiva (test da sforzo) superata sempre in maniera eccellente.
Ad oggi mi definisco cardiotonico.
Nel giro di un anno ho eseguito 5 ECG (uno di questi in pronto soccorso in occasione di un attacco di panico).
I dottori che mi hanno visitato mi hanno sempre tranquillizzato riguardo la mia salute fisica.
Più di un mese fa però è accaduto un episodio spiacevole.
Dopo due settimane in cui sentivo crescere in me ansia su ansia ho avuto uno svenimento.
Verso le 6 del mattino mi sono svegliato e ho iniziato ad avvertire malessere (sembrava l’input di un atto di panico).
Ho iniziato a concentrarmi sui sintomi provati e a pensare a tutto quello di brutto che mi poteva capitare (morte, funerale, reazione di familiari ecc.
). Il malessere e questi pensieri non mi facevano venire più sonno, al che mi sono svegliato completamente.
Ho preso il telefono ma non riuscivo a distrarmi, ormai ero convinto di morire in quell’istante.
Sono passato repentinamente dalla posizione supina a quella seduta sul letto ed ho avvertito una tachicardia non sostenuta, ma che ha alimentato il panico.
Piano piano mi sono sentito venir meno, volevo alzarmi dal letto ma sentendomi svenire non l’ho fatto ed ho perso conoscenza.
Una volta riacquistata ho capito subito quello che è successo (non so come ma riesco a ricordare che la perdita di coscienza è durata poco, mi sono risvegliato quasi in posizione fetale).
Al risveglio ho avvertito freddo e una vampata di calore finale.
Sono stato circa 10 minuti sul letto per riprendermi dall’accaduto.
Al termine di questi mi sentivo come liberato da un peso tanto che ho ripreso facilmente sonno.
Durante lo svenimento mia madre ha detto di aver sentito dei lamenti (come quelli di un pianto).
Dell’accaduto ho avvertito il cardiologo che avendomi visitato con ECG un mese prima non ha ritenuto opportuno eseguire ulteriori accertamenti.
Questo non è stato il primo episodio di svenimenti.
Sono svenuto altre volte in occasione della rottura del polso per paura, in occasione di una visita medica, all’interno di un ambiente caldo mantenendo a lungo la postura eretta.
La mia paura è quella di avere una patologia in grado di causare aritmie maligne per la vita.
Gli esami effettuati non hanno evidenziato mai nulla.
Nel corso di quest’ anno vita avrò avuto 40 extrasistole al massimo.
Quest’estate distratto dalle amicizie correvo ogni giorno per 10km al mare in circa 50 minuti e non ho avvertito mai nulla, anzi andavo più forte alla fine

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Lei ha dei tipici attacchi di panico che necessitano di terapia farmacologica.
si rivolga ad un Collega psichiatra per inquadramento e terapia.

arrivedèrci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente
Lo svenimento quindi non ha nulla a che vedere con un problema organico...

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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certamente no

arrivedèrci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente
Dottore, se la sincope fosse stata di origine aritmica si sarebbe presentata diversamente? L’attacco di panico è un ansia eccessiva può sfociare in uno svenimento?

[#5]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Lei non ha avuto una sincope ma una lipotimia su base ansiosa

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#6] dopo  
Utente
Dottore è possibile che vi sia una predispozione per svenimenti vasovagali?
Inoltre la tachicardia avvertita prima dello svenimento è preoccupante?
Grazie per la disponibilità

[#7]  
Dr. Maurizio Cecchini

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E' ansia.
E va curata con un ospecialista

liberissimo di credermi o meno e quindi di chiedere una consulenza da altri eccellenti cardiologi qui sul sito, ma io non le rispondero' piu' a quesiti analoghi.

Sul prossimo scriva per cortesia "NON per il Dott Cecchini" in modo che suia lei che io possiamo risparmiare tempo.


cordialita'

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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