Emorroidi interne sanguinanti da un anno

Salve dottori,
sono un ragazzo di 28 anni, non fumatore e non bevitore di alcol.
Da circa un anno soffro di sanguinamento (sangue rosso vivo) principalmente verso la fine dell'evacuazione, che quasi sempre colora anche la tazza, e una sensazione di puntura nell'ano durante l'atto.
La prima volta mi è capitato quando ero un po' stitico e dopo aver fatto sollevamento pesi (attività moderata e non esageratamente spinta).
Decisi di fare una controllo dal mio gastroenterologo, il quale con un visita solo a vista e sotto ponzamento (nessuna ispezione interna o proctoscopia) mi diagnosticò "Emorroidi del canale con segni recenti di sanguinamento" e mi prescrisse la seguente cura: Neofitoroid crema 3 volte al giorno per 10 g (spesso eseguite solo 2 applicazioni la giorno) + Darfax plus 2 volte al giorno per 7 g.
La cura è stata efficace e mi spegneva soprattutto i sanguinamenti, i quali però ritornavano dopo 2-3 mesi, quindi, la ripetevo.
Un mesetto fa insieme al sanguinamento e alla sensazione "pungente" durante l'evacuazione, è comparso un fastidio/dolore costante sempre allo stesso punto interno all'ano e il gastroenterologo a seguito di una nuova visita a vista e sotto ponzamento decide di prescrivermi per per 15 giorni (per 6 mesi): Emortrofine Oro 2 stick al giorno e Emortrofine H 2 volte al giorno.
Dopo i primi 15 giorni di quest'ultima cura purtroppo ho risolto solo il fastidio/dolore ma il sanguinamento è rimasto e ho deciso di fare una visita da un proctologo e chirurgo, il quale mi ha effettuato un controllo esterno + interno (proctoscopia), da cui è emerso: "Proctorragia da prolasso emorroidario di I-II grado alla proctoscopia.
Mucosa retto-anale ipermica con residui congesti.
Addome trattabile con alvo colico.
Si consiglia VES PCR fecale quantitativa".
E mi ha prescritto per 10 giorni per (6 mesi): Emortrofine Oro 2 stick al giorno, Proktis-M 2 al giorno e Plurilac trio 1 al giorno.
Non ritiene che sia il caso di operare ma bisogna valutare in caso di sanguinamento dopo l'intera cura.
La mia domanda è quindi se effettivamente il mio quadro, in base alla vostra esperienza, tende a diventa qualcosa di cronico o posso sparare che si risolverà definitivamente?
Se diventa cornico l'assunzione di questi farmaci non ha controindicazioni?
Quando sarà eventualmente il caso di operare?
Avete altri consigli in generale?
Grazie.
Dr. Sergio Sforza Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo d'urgenza 12.1k 367
Diagnosi e prognosi
- Emorroidi di grado I II con prolasso e mucosa ipermica sono condizioni croniche, ma spesso migliorabili con terapia conservativa se seguite correttamente.
- La presenza di sanguinamento persistente indica che la terapia attuale non è ancora sufficiente; la frequenza di recidive è frequente.
Farmaci a lungo termine
- Emortrofine Oro, Proktis M e Plurilac sono sicuri anche per uso prolungato; non presentano controindicazioni significative se assunti secondo le indicazioni.
- Eviti l’uso di steroidi topici per più di 4 6 settimane per ridurre il rischio di atrofia cutanea.
-Si assicuri di mantenere una dieta ricca di fibre, bere almeno 2 l di acqua al giorno e fare attività fisica moderata per prevenire stitichezza.
Quando considerare l’intervento chirurgico
- Intervento (es. suture emorroidali, stapled hemorrhoidopexy) è indicato se: <br>
- Il sanguinamento è grave o non risponde a 3 4 cicli di terapia conservativa; <br>
- Il prolasso è stabile e provoca sintomi significativi (dolore, difficoltà alla defecazione); <br>
- La mucosa ipermica è persistente nonostante la terapia.
Consigli pratici
- Applichi la crema o lo stick con movimenti delicati, evitando di strofinare l’area. <br>
- Monitori la quantità di sangue nelle feci: se aumenta o diventa più denso, consulti il proctologo. <br>
- Consideri un esame di laboratorio (VES, PCR fecale) per escludere infezioni o infiammazioni.
Seguendo queste indicazioni, la probabilità di una risoluzione più duratura aumenta, ma la condizione può diventare cronica se non trattata con costanza. In caso di recidive persistenti, l’intervento chirurgico rimane l’opzione finale.
Saluti

Dr. Sergio Sforza D.M. di Chirurgia Generale.
Alta Professionalità Chirurgia Proctologica H.V.Fazzi LE
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile