Utente 170XXX
Ha mia madre, donna anziana di 82 anni, gli è stato dianosticato: "paziente con diagnosi di mielodisplasia che necessità di supporto trasfusionale, vista l'età e le condizioni cliniche della paziente non credo sia opportuno aspirato midolare ma proseguire con il solo supporto trasfusionale per livelli di Hb<Bg/dl.
da monitorare il numero di bianchi per il lento ma costante calo del conteggio dei neutrofili"
Le trasfusioni da una volta ogni 2/3 mesi sono passate a ogni 15 giorni. Questo comporta un iter notevole: richiesta impegnativa analisi del sangue del medico di base, prenotazioni analisi del sangue, risultato, richiesta impegnativa per la trasfusione, trasfusione. Il solo fattodel prelievo e la trasfusione sta molto stressando il pazziente, senza considerare l'impegno costante della persona che lo deve sempre e comunque accompagnare ( al riguardo pensavo di chiedere l'indennità di accompagnamento).
Ho sentito parlare di un farmaco in grado di aiutarla, le cui controindicazioni sono problemi ai reni. Mia madre non ha mai avuto problemi ai reni fatto salvo dei calcoli avuto circa 35 anni fa, per una volta.
Secondo Voi è possibile trovare un'altra strada per curare la malattia. In considerazione del fatto che venendo meno i globoli bianchi è a rischio immunità,
Grazie per la risposta.

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Dr. Michele Cimminiello

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Scusi ma la diagnosi di mielodisplasia dove l'hanno fatta? Su sangue periferico??? Per quanto mi riguarda la sindrome mielodisplastica viene fatta su midollo.
Potrebbe giovarsi di eritropoietina, ferro, acido folico e B12, spesso questa terapia sostitutiva dà dei risultati e quindi allungare i tempi di supporto trasfusionale.
Prevista l'indennità di accompagnamento per pazienti con tale patologia. saluti
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